Traccia di atmosfera e dal sapore orientale questa "Ciclamen do Libano" e gran parte del merito va a Jacques Morelenbaum, che cura gli arrangiamenti degli archi che tanto rimandano alle melodie orientali ma anche alle composizioni di Webern.
Ecco il video ufficiale della canzone:
La canzone è entrata anche nella "setlist" del tour "Meu Coco", sentiamola:
La canzone "Anjos tronchos" è stata lanciata come singolo "digitale" il 16 settembre 2021 ed è poi confluita nell'ultimissimo album di Veloso "Meu coco", uscito nel dicembre dello stesso anno.
Il pezzo è stato influenzato da quelle che sono le nuove tecnologie, ecco le parole di Caetano a riguardo: "Anjos Tronchos è una canzone che ha finito per essere estremamente densa. Viviamo oggi immersi in un mare di algoritmi, diverse possibilità di social network e dispositivi tecnologici che avanzano molto rapidamente. Non ho molta conoscenza dell'argomento, ma credo che le canzoni siano in grado di ottenere riflessi nella mente di chi ascolta”.
Ecco altre dichiarazione di Veloso riguardanti la canzone: "Quando ho scritto e registrato Anjos Tronchos non immaginavo che sarebbe stata una canzone pop, men che meno una hit facile, forse poteva esserlo di più "Sem samba nao da" o "Nao vou deixar, quest'ultima era la mia preferita. Ma tutti gli addetti ai lavori della Sony pensavano che Anjos Tronchos fosse la scelta migliore per il primo singolo. Io avrei puntato più su "Meu Coco", che per me è la nave madre. Ma hanno sostenuto che questa, oltre a dare il titolo all'album era anche il primo brano, quindi spiccava già di per sè. Ho trovato quindi curioso e, per me, provocatorio che Anjos tronchos fosse la traccia anticipatoria dell'album. Pensavo solo che gli ascoltatori avrebbero pensato che il nuovo album fosse una continuazione di Abraçaço, della trilogia Banda Cê, infatti da un punto di vista stilistico e di arrangiamento Anjos tronchos ricorda molto i miei ultimi lavori con la Banda Cê".
Ecco un'altra intervista rilasciata alla rivista italiana "Jazz" in cui ci parla ancora dei suoi rapporti con la tecnologia e della genesi del pezzo:"In realtà credo di non avere quasi alcun rapporto con le nuove tecnologie. Resto in contatto via mail con poche persone. A volte utilizzo Google e Wikipedia per fare qualche ricerca. Non seguo i canali social. E sto ancora imparando ad ascoltare musica in streaming. Quando Internet si impose, alcuni amici miei si mostrarono fortemente ottimisti: era una sorta di ampliamento della democrazia. Fui l’unico a mostrarsi scettico. Più tardi ho visto risultati inquietanti, a cui tutto questo ha contribuito nella stessa misura in cui alcuni progressi tecnologici si mostravano capaci di arricchirci. Per quel che riguarda il brano che citi, quando ho iniziato a comporlo non ero convinto che sarei riuscito a terminarlo. L’immagine degli angeli mutilati nella Silicon Valley si è imposta nella mia immaginazione ma ho subito pensato di metterla da parte per un altro momento se non proprio di scartarla. Poi, però, mi sono ricordato della famosa poesia di Carlos Drummond de Andrade che inizia così «Quando eu nasci, um anjo torto / Desses que vivem nas sombras, me disse: / Vai, Carlos, ser gauche na vida» (Quando sono nato, un angelo storto / Di quelli che vivono nell’ombra, mi ha detto: / Vai, Carlos, sii goffo nella vita). Per un po’ ho messo da parte quest’idea eppure, quasi naturalmente, nella mia mente molte immagini hanno continuato a sovrapporsi, tant’è che dopo poche settimane mi sono ritrovato con una canzone così lunga da non avere parti che si ripetono".
Alla chitarra e al basso ritroviamo Pedro Sà, con cui Caetano ha condiviso in passato tanti anni tra studio e "live". Al momento di intraprendere il tour "Meu coco" Caetano sceglierà però altri musicisti per farsi accompagnare dal vivo.
Ecco il video ufficiale della canzone:
Qui Caetano presenta il pezzo alla trasmissione televisiva "Domingao do Hulk":
Concludiamo con la versione eseguita durante il tour "Meu coco", partito il 2 aprile 2022 da Belo Horizonte e tutt'ora in corso.
ANJOS TRONCHOS
Uns anjos tronchos do Vale do Silício
Desses que vivem no escuro em plena luz
Disseram: vai ser virtuoso no vício
Das telas dos azuis mais do que azuis.
Agora a minha história é um denso algoritmo
Que vende venda a vendedores reais,
Neurônios meus ganharam novo outro ritmo
E mais e mais e mais e mais e mais
Primavera Árabe – e logo o horror.
Querer que o mundo acabe-se:
Sombras do amor.
Palhaços líderes brotaram macabros
No império e nos seus vastos quintais
Ao que revêm impérios já milenares
Munidos de controles totais.
Anjos já mi ou bi ou trilionários
Comandam só seus mi, bi, trilhões
E nós, quando não somos otários
Ouvimos Shoenberg, Webern, Cage, canções…
Ah, morena bela
Estás aqui
Sem pele, tela a tela:
Estamos aí.
Um post vil poderá matar
Que é que pode ser salvação?
Que nuvem, se nem espaço há
Nem tempo, nem sim nem não. Sim: nem não
Mas há poemas como jamais
Ou como algum poeta sonhou
Nos tempos em que havia tempos atrás
E eu vou, por que não? Eu vou, por que não? Eu vou.
Come avvenuto per "Autoacalanto" anche "Pardo" è una canzone scritta prima del concepimento dell'album "Meu coco", dove poi è confluita. Risale al 2019 e fu composta per la cantante Céu che la pubblicherà nel suo album "Apkà!". Céu nasce a Sao Paulo nel 1980,il suo vero nome è Maria do Céu Whitaker Poças e spazia come genere dal soul alla Mpb.
Céu ricorda come avvenne il contatto con Caetano:"Ho avuto il coraggio di chiedere una canzone a Caetano, la cosa divertente è che ci ha messo un po' a rispondere e io ero angosciata e ho inviato un messaggio a Paulinha (Lavigne) chiedendo della canzone. Si era dimenticato di rispondermi e mi ha mandato la canzone da Parigi, dove si trovava con l'Ofertorio tour".
La canzone affronta la tematica del razzismo, molto bello l'arrangiamento dei fiati e la ritmica della batteria.
Caetano eseguirà il pezzo anche in concerto, la prima esecuzione "live" sarà però quella eseguita a casa sua insieme ai suoi figli durante il lockdown, il giorno del suo compleanno, il 7 agosto 2020.
Vediamoci il video ufficiale :
Questa è la versione di Céu:
Vediamoci anche l'esibizione casalinga:
PARDO
Nêgo
Teu rosa é mais rosa que o rosa da mais rosa rosa
Veio um beijo preto
Sangue sob a pétala
Veio um papo reto
Língua sobre a úvula
Nêgo
Nenhum orixá poderá desmanchar o que houve lá
Pra que me quereres?
Homens e mulheres há
Por que tanto queres
Não me querer, querer?
Sou pardo e não tardo a sentir me crescer o pretume
Sou pardo e me ardo de amores por ti sem ciúme
Sou pardo e não tardo a sentir me crescer o pretume
Sou pardo e me ardo de amores por ti sem ciúme de amores
Nêgo
TRADUZIONE
Negro
La tua rosa è più rosa del rosa della rosa più rosa
venne un bacio nero
Sangue sotto il petalo
È arrivata una chiacchierata diretta
Lingua sopra l'ugola
Negro
Nessun orixá sarà in grado di annullare ciò che è successo lì
Perché mi vuoi?
Ci sono uomini e donne
perché vuoi così tanto
Non mi vuoi, vuoi?
Sono marrone e non mi ci vuole molto per sentire la mia oscurità crescere
Sono marrone e sto bruciando d'amore per te senza gelosia
Sono marrone e non mi ci vuole molto per sentire la mia oscurità crescere
Sono marrone e sto bruciando d'amore per te senza gelosia d'amore
Negro
ACCORDI
A
Nêgo
BM F#m7
Teu rosa é mais rosa que o rosa da mais rosa rosa
G7M D
Veio um beijo preto, Sangue sob a pétala
G7M Gm7
Veio um papo reto, Língua sobre a úvula
A
Nêgo
Bm F#m7
Nenhum orixá poderá desmanchar o que houve lá
G7M D
Pra que me quereres? Homens e mulheres há
G7M Gm7 A
Por que tanto queres não me querer, querer
G#m7 Gm7
Sou pardo e não tardo a sentir me crescer o pretume
G#m7 Gm7
Sou pardo e me ardo de amores por ti sem ciúme
G#m7 Gm7
Sou pardo e não tardo a sentir me crescer o pretume
G#m7 Gm7
Sou pardo e me ardo de amores por ti sem ciúme de amores
"Autoacalanto" è ispirata al nipote di Caetano, Benjamin, primo figlio di Tom Veloso ed è stata scritta nel 2020, confluirà poi nell'album "Meu coco" uscito nel 2021.
Il pezzo è una sorta di ninna-nanna, "Autoacalanto" in portoghese significa "auto-calmarsi" e l'idea di questo titolo è venuta a Caetano quando prendendo in braccio Benjamin notava che quest'ultimo emetteva una sorta di cantilena quando cominciava ad aver sonno, come per aiutarsi ad addormentarsi. Una canzone molto dolce, che fu presentata in anteprima nel concerto di Natale ideato da Caetano nel 2020, durante la fase di lockdown, infatti lo show fu registrato in un teatro vuoto ma mandato in onda in streaming per consentire a tutti di vederlo a casa.
Quando nacque Benjamin, Caetano fece un post su instagram che recitava:"Oggi, 14 maggio, è un giorno di grande luce. È nato Benjamim Souza Veloso, il primo figlio di Tom Veloso e Jasmine, il primo nipote di Paula Lavigne. Come me e tutti i miei fratelli, Benjamim è nato in casa."
Il pezzo inizia con Caetano che imita il verso che faceva Bejnamin quando aveva sonno. Partecipa alla registrazione anche Tom Veloso suonando la chitarra.
Vediamoci il video ufficiale della canzone e la versione "live":
"Você me deu" segna la prima collaborazione tra Caetano e suo figlio Zeca Veloso, quest'ultimo scrive la musica e il papà il testo. La canzone sarà donata a Gal Costa che la inciderà per il suo album "Estratosferica" del 2015. Veloso non mancherà però di suonare il pezzo dal vivo, insieme ai suoi figli, l'occasione giusta viene con il tour "Ofertorio" con cui la famiglia Veloso composta da Tom, Zeca e Moreno, parte in giro per il mondo, regalando ai fan uno spettacolo bellissimo, con una scaletta che attinge all'intera carriera di Caetano, non disdegnando però l'esecuzione di pezzi nuovi, come questo e di pezzi meno conosciuti e raramente eseguiti dal vivo.
Le armonie vocali dell'arrangiamento "live" sono bellissime, una canzone dolce e delicata, con Zeca come voce principale.
Gal Costa parlando della canzone alla rivista Rolling Stone nel 2015 disse:"Caetano è presente nel disco solo con una canzone, ma è sempre presente in un modo o nell'altro nella mia carriera".
Sentiamoci allora la versione di Gal e poi quella eseguita nel tour "Ofertorio":
Una delle chicche più belle che ci regala il 2015 è la canzone "As camelias do quilombo do Leblon" che segna il ritorno alla collaborazione compositiva tra Gilberto Gil e Caetano, era infatti dal 1993 che i due non scrivevano insieme una canzone, le ultime due collaborazioni erano state per "Haiti" e "Cinema novo". L'occasione viene fornita dal tour "Dois amigos um seculo de musica" che è stato organizzato per commemorare i 50 anni di carriera dei due artisti.
Caetano Veloso la presenterà così in anteprima ai suoi fan, durante il concerto tenuto a Sao Paulo nell'agosto del 2015: "Ora canteremo il pezzo più nuovo di tuti. Abbiamo finito di comporla all'alba. La sappiamo ancora a malapena, ma è un brano inedito che presentiamo qui ora".
In un'intervista del dicembre 2015Caetano racconta la genesi della canzone: "Avevo letto molto tempo fa un articolo di Eduardo Silva su Quilombo do Leblon e le sue camelie, divenute il simbolo del movimento abolizionista. Prima di andare in Europa, ho letto A História da Princesa Isabel, di Regina Echeverria e Brazil, Uma Biografia, di Lilia Schwarcz e Heloísa Starling, libri dove ci sono riferimenti a questo quilombo. Di ritorno dall'Europa, mi è venuto in mente, mentre stavo facendo la doccia a casa mia a Salvador, di scrivere una canzone sul tema. Il suono percussivo delle parole “le camelie del quilombo do Leblon” suggeriva la frase melodica, la prima parte. Ho abbozzato una seconda parte simile a No Tabuleiro da Baiana, di Ary Barroso (1903-1964). Sono andato a casa di Gil e gli ho mostrato quello che avevo fatto, chiedendogli di rifare la seconda parte senza abbandonare completamente la somiglianza con la musica di Ary. Lo ha fatto e ha persino concluso con la frase finale. Adoriamo questa canzone. Racconta questo bellissimo episodio della nostra storia (che nelle scuole non ci insegnano!), commenta i modi della samba, trova senso nella rima di Leblon con Ebron, quando commenta il passaggio attraverso la Cisgiordania, e esorta l'ascoltatore a compiere la Seconda Abolizione. ..."
La canzone sarà pubblicata nel disco "Dois amigos um seculo de musica" che documenta il fortunato tour mondiale di Gil e Veloso.
AS CAMELIAS DO QUILOMBO DO LEBLON
As camélias do Quilombo do Leblon
As camélias do Quilombo do Leblon
As camélias do Quilombo do Leblon
As camélias
As camélias do Quilombo do Leblon
As camélias do Quilombo do Leblon
As camélias do Quilombo do Leblon
Nas lapelas
Vimos as tristes colinas logo ao sul de Hebron
Rimos com as doces meninas sem sair do tom
O que fazer chegando aqui
As camélias do Quilombo do Leblon brandir
Somos a Guarda Negra da Redentora
Somos a Guarda Negra da Redentora
Somos a Guarda Negra da Redentora
As camélias da segunda abolição
As camélias da segunda abolição
As camélias da segunda abolição
As camélias
As camélias da segunda abolição
As camélias da segunda abolição
As camélias da segunda abolição
Cadê elas?
Somos assim, capoeiras das ruas do rio
Será sem fim o sofrer do povo do Brasil?
Nele, em mim, vive o refrão
As camélias da segunda abolição virão
TRADUZIONE
Le camelie di Quilombo do Leblon
Le camelie di Quilombo do Leblon
Le camelie di Quilombo do Leblon
le camelie
Le camelie di Quilombo do Leblon
Le camelie di Quilombo do Leblon
Le camelie di Quilombo do Leblon
sui risvolti
Abbiamo visto le tristi colline appena a sud di Hebron
Ridiamo con le dolci ragazze senza stonare
cosa fare arrivando qui
Le camelie di Quilombo do Leblon brandir
Siamo la Guardia Nera del Redentore
Siamo la Guardia Nera del Redentore
Siamo la Guardia Nera del Redentore
Le camelie della seconda abolizione
Le camelie della seconda abolizione
Le camelie della seconda abolizione
le camelie
Le camelie della seconda abolizione
Le camelie della seconda abolizione
Le camelie della seconda abolizione
Dove sono loro?
Siamo così, capoeira delle strade del fiume
La sofferenza del popolo brasiliano sarà infinita?
In lui, in me, vive il ritornello
Arriveranno le camelie della seconda abolizione
ACCORDI
D6(9) B7
As camélias do quilombo do Leblon
Em7 A7
As camélias do quilombo do Leblon
Em7 A7
As camélias do quilombo do Leblon
D6(9)
As camélias
D6(9) B7
As camélias do quilombo do Leblon
Em7 A7
As camélias do quilombo do Leblon
Em7 A7
As camélias do quilombo do Leblon
D6(9)
Nas lapélas
G#m7(5-) C#7(9-) F#m7
Vimos as tristes colinas logo ao sul de Hebron
F#m7(5-) B7(9-) Em7(9)
Rimos com as doces meninas sem sair do tom
Gm6
O que fazer
F#m7 B7(9)
Chegando aqui?
Em7(9) A7
As camélias do Quilombo do Leblon
D6(9)
Brandir
C6(9)/g bb6(9)/f c6(9)/g bb6(9)/f - esses acordes são inversões
Somos a Guarda Negra da Redentora
C6(9)/g bb6(9)/f d6(9)/a - esses acordes são inversões
Intervistato nel 2015 dalla rivista "Rolling stone", Caetano ci parla di "Nao sei amar": Ho appena scritto una canzone, per una ragazza che mi piace molto, Ana Cláudia Lomelino, fa parte della band Tono. Sta pubblicando un disco da solista e mi ha chiesto una canzone. L'ho scritta, è bellissima, una canzone che parla di disaffezione.
La Lomelino, oltre ad essere una cantante fa anche l'attrice, la canzone in questione è stata pubblicata nel suo album intitolato "Maeana", uscito nel 2015. "Maeana" è tra l'altro proprio il nome d'arte scelto dalla Lomelino, che è nata a Rio de Janeiro nel 1985. Il booklet del cd contiene una sorta di dedica di Veloso alla cantante, ecco le parole usata dal cantautore baiano per lodare la Lomelino:
"Ana Claudia mi ha sempre colpito per la profondità della sua femminilità. Il modo in cui appariva per la prima volta agli estranei, gli oggetti che collezionava o costruiva nella sua casa, tutto aveva l'impronta dei sogni di una ragazza, dei progetti inconsci di una donna. Ritagli di carta, bambole, oggetti di scena giocattolo mescolati a quelli di aspetto etnico, tutto ha portato al tatto le immagini della poesia scritta da una ragazza. Potrebbe essere la cosa più disgustosa che si possa immaginare. Tuttavia, non lo era. Era troppo personale, originale, unico: alludeva a una forma di aggressione, aveva un tono di petulanza, di abuso. Era così incuriosito che la caramella è stata tagliata prima che le papille gustative potessero rilevarla. Non sapevo che cantasse. A poco a poco, ho appreso della futura esistenza pubblica della band Tono. Quando è salita sul palco, il suo canto ha incantato sia i chitarristi che i profani. Le farfalle di carta, i cerchietti di perline, tutto nella sua voce era nella sua voce, ma niente di tutto ciò era al di fuori del suo timbro. Conservata in uno stile radicalmente cool, questa collezione ha bollito sotto la tregua. Tuttavia, ha voluto mostrare, sempre di più, le punte di questo iceberg rovente: in qualche pittura per il viso, in qualche ornamento per le mani, in una manciata di paillettes poste in un luogo sorprendente. Avvolta dall'esuberanza dei suoi compagni di gruppo, era troppo discreta e, allo stesso tempo, un po' troppo acuta nei piccoli dettagli. Un giorno Danilo Caymmi le chiese di cantare Never Again, quel capolavoro di Dorival. E i miei amici musicisti mi hanno parlato della loro versione di quella canzone come qualcosa di straordinariamente speciale. Per vari incidenti, mi ci è voluto molto tempo per ascoltarla. Ma quando l'ho fatto, ho ricevuto una sorprendente conferma di ciò che ha eccitato i miei amici. Non era come mi aspettavo. Era meglio. Ora, la mamma, Ana Cláudia Lomelino, pubblica il suo primo album da solista. Bem Gil, nella produzione, ha organizzato i suoni in un modo così meticolosamente delicato e fluido che saremmo già accontentati solo della bellezza della produzione in studio. Ma lui e lei sono andati oltre: le canzoni sono state scritte per lei, persone della sua famiglia biologica, dotate di musicalità e amore per la musica (queste due cose non sono identiche) partecipano all'avventura. Ana Cláudia arriva con tutto il suo mondo. C'è, tra i critici professionisti, una struttura rischiosa che consiste nel dividere i nuovi cantanti tra quelli che insistono sul cool e quelli che sono "viscerali". In generale, chi ne parla tende a preferire gli estroversi. Penso che sarebbe ugualmente sbagliato scegliere gli altri. Per ascoltare una cantante come Ana Cláudia, devi esserne libero. Circa una settimana fa mi sono convinto che, tecnicamente (ma non solo), la nuova cantante brasiliana più dotata è Anitta. Ascolto Ana Cláudia o Ana Cañas, Tulipa Ruiz o Tiê, considerando questa prospettiva. Ana Cláudia, perché qui stiamo parlando di lei, è una vera cantante, originale e artista della sua arte. Non è solo questo che mi piace (e mi piace molto): è che ha il suo contenuto, il suo mistero e la sua vita intima nel suo angolo. Ho composto io stesso una canzone, come i miei colleghi compositori che sono in questo disco, sulla base delle immagini che Ana Cláudia ci ha mostrato e ci nasconde”.
"A pequena suburbana" è una canzone scritta da Veloso insieme a Tom Zè, si tratta della prima collaborazione tra i due artisti. Tom Zè scrive il testo e Caetano la musica.
Tom Zè ricorda la genesi del pezzo: "Mandai a Caetano un testo che avevo scritto, parlava di un piccolo centro di periferia, Veloso ci costruì sopra una sorta di valzer".
Il pezzo verrà pubblicato nel 2014 nell'album di Tom Zè chiamato “Vira Lata na Via Láctea”, alla registrazione partecipa lo stesso Caetano.
A PEQUENA SUBURBANA
A pequena suburbana naquela periferia
Uma simples vira lata no fundo da via láctea
Sem nome sem dinastia
Pois não é que essa vadia se pinta como distinta
E ainda pensa e pondera ai quem me dera
Sei lá… uma atmosfera
Mas vejam, vejam só que a dita cuja
É uma mera suburbana e dos ares que se dá
E a pose com que se abana na brisa que ela mesma
Criou pra se refrescar, pois esta louca cigana
Ainda pensa e pondera ai quem me dera
Sei lá.. uma atmosfera
Pelos ares os quasares querem ter
O azul que nos teus mares dá-se a ver
Como tanta doidice desejar
Eles pedem muito menos sem ter mágoa
Luz e brilho trocaríam para levar
Uma simples e pequeña gota d’água
Mas, receio, no coito que ela se entrega
Vai que afoita ela se esfrega numa ameba
Lá naquela lamacenta mistureba
E dispara um multiplicar sem regra
Pois a vida é suicida e quando pega
Não controla mais o barco que navega
A pequeña suburbana
A pequeña suburbana
A pequeña suburbana
A pequeña suburbana
A pequeña suburbana
A pequeña suburbana…
TRADUZIONE
La piccola periferia di quella periferia
Un semplice bastardino in fondo alla Via Lattea
nessun nome nessuna dinastia
Perché non è quella puttana che si dipinge distintamente
E ancora pensa e medita, mi auguro
Non so... un'atmosfera
Ma vedi, vedi solo che il dettame di chi
È una semplice periferia e l'aria che dà
E la posa con cui si sventola nella brezza che lei stessa
Creato per rinfrescarsi, perché questo pazzo zingaro
Ancora pensa e medita, mi auguro
Non so... un'atmosfera
Attraverso l'aria i quasar vogliono avere
L'azzurro che si vede nei tuoi mari
Per quanto pazzo desideri
Chiedono molto meno senza avere rimpianti
Luce e luminosità sarebbero scambiate per prendere
Nel 2013Caetano Veloso compone la sua prima canzone in collaborazione con Arnaldo Antunes, cantante, compositore, poeta e artista visuale brasiliano, classe 1960, nato a Sao Paulo. È stato membro della rock band Titãs, di cui è stato co-fondatore nel 1982. Dal 1992 ha iniziato la sua carriera solista. Ha pubblicato poesie e il suo primo libro è stato stampato nel 1983. Ha fatto parte del gruppo Tribalistas con Marisa Monte e Carlinhos Brown.
Il pezzo è una ballata dolce e romantica, caratterizzata dal suo timbro vocale, basso e baritonale, l'arrangiamento comprende pianoforte e clarinetto. La canzone verrà utilizzata in un film di Guel Arraes.
Antunes la pubblicherà nel 2013 nel suo disco cd chiamato "Disco". Veloso non l'ha mai eseguita nei suoi concerti.
MORRO AMOR
Morro, amor
Todo dia eu sei que vou morrer de ti
E que amanhã de novo eu estarei aqui
Pra não cicatrizar essa ferida
Até aonde a morte nos permita
Morro, amor
Morro, amor
Morro, amor
Morro, amor
Todo dia eu sei que vou morrer de amor
Como se diz morrer de rir ou de calor?
Mas sei também que o amor um dia morre
Contra todo amante o tempo corre
Morre o amor
Morre o amor
Morre o amor
Morre o amor
Driblando esse destino nosso amor se faz
A cada sol a pino eu peço um dia a mais
Pra não acreditar na despedida
Até aonde nos levar a vida
Morro, amor
Morro, amor
Morro, amor
Morro, amor
No palco de um teatro, no hall, no saguão
No quarto de um apartamento ou num portão
Num brinde, numa brincadeira sem razão
Não há como blindar um coração
Pra não acreditar na despedida
Até aonde nos levar a vida
Morro, amor
Morro, amor
Morro, amor
Morro, amor
No palco de um teatro, no hall, no saguão
No quarto de um apartamento ou num portão
Num brinde, numa brincadeira sem razão
Não há como blindar um coração
TRADUZIONE
Muoio, amore
Ogni giorno so che morirò per te
E che domani di nuovo sarò qui
Per non curare questa ferita
Per quanto ci permette la morte
Muoio, amore
Muoio, amore
Muoio, amore
Muoio, amore
Ogni giorno so che morirò d'amore
Come si dice morire dalle risate o di caldo?
Ma so anche che l'amore un giorno muore
Contro ogni amante il tempo corre
l'amore muore
l'amore muore
l'amore muore
l'amore muore
Dribblando questo destino si fa il nostro amore
Ad ogni sole alto chiedo un giorno in più
Per non credere all'addio
Quanto lontano ci porterà la vita?
Muoio, amore
Muoio, amore
Muoio, amore
Muoio, amore
Sul palcoscenico di un teatro, nella hall, nell'atrio
In una stanza di un appartamento o ad un cancello
In un brindisi, in una battuta senza motivo
Non c'è modo di proteggere un cuore
Per non credere all'addio
Quanto lontano ci porterà la vita?
Muoio, amore
Muoio, amore
Muoio, amore
Muoio, amore
Sul palcoscenico di un teatro, nella hall, nell'atrio
Canzone dalle ottime liriche a cui però non si abbina una musica particolarmente interessante. "Vinco" verrà comunque scelta per entrare nella scaletta del tour "Abraçaço ao vivo"
Caetano ci ha spesso abituato a canzoni "politiche" e il pezzo che trattiamo ora rientra proprio tra questa categoria, si chiama "Um comunista" ed è dedicato alla storia di Carlos Marighella, un guerrigliero, rivoluzionario, scrittore e politico brasiliano, che venne assassinato durante la dittatura militare brasiliana, Ecco uno stralcio di un'intervista rilascita da Veloso ad un giornalista di Repubblica: "Quando la canto in Brasile ci sono reazioni molto forti, la gente canta il ritornello, applaude, urla il nome di Marighella, è un pezzo che piace e il pubblico rispetta la storia che racconto, anche i giovani, trovano commovente raccontare di un comunista che guardava verso un sogno. Io non sono mai stato violento, ma quella storia mi piaceva, nel pezzo ci sono tutte le contraddizioni del caso, non l'ho mai incontrato e non sono mai stato vicino a quelle storie, anche se a un certo punto lo sono stato, più di quanto pensassi, perché una mia amica fu imprigionata e torturata perché faceva parte di quel gruppo, ma per fortuna lei è sopravvissuta ed è ancora mia amica. Mi chiese di aiutarli logisticamente, io dissi si ma non feci granché perché non avevo il tempo e la possibilità di aiutarli realmente". Carlos Marighella nacque a Salvador il 5/12/1911 e morì a São Paulo il 4/11/1969.
La canzone è stata eseguita dal vivo durante il tour "Abraçaço ao vivo".
Per questa canzone Caetano conia un neologismo, "Abraçaço" infatti è una parola che in realtà non esiste, abbraccio infatti in portoghese di dice "Abraço" potremmo però tradurla con "Abbraccione", in pratica un modo per dare più enfasi al termine. Musicalmente parlando la traccia è molto interessante, con il suo ritmo sincopato, dato sia dal cantato di Veloso sia dalla bella parte di chitarra ideata da Pedro Sà. La canzone che da anche il titolo al nuovo album di Caetano, uscito nel 2013, verrà riproposta anche nel tour che si chiama proprio "Abraçaço ao vivo" e che porterà il cantautore baiano in giro per tutto il mondo per circa due anni.
In questo video in bianco e nero, Caetano prova la canzone con la sua band: