mercoledì 2 marzo 2022

Haiti

 


"Haiti" trova posto nell'album che celebra i ventisei anni del tropicalismo, è un rap lento brasiliano e già da questa definizione se ne intuisce l'originalità ed anche un brano molto politico, ispirato ad un fatto di cronaca di cui Caetano era stato testimone durante l'inaugurazione della fondazione Casa di Jorge Amado (il celebre scrittore brasiliano). Veloso si scaglia contro il razzismo della polizia e fa una memorabile descrizione del miscuglio di razze in Brasile (i quasi neri, i mulatti e quelli bianchi ma che vengono trattati come neri perché sono poveri).

Nel 2003 Caetano ci parla dettagliatamente della canzone e della sua fonte di ispirazione: "Qui, come in 'O Cu do Mundo', una visione della società brasiliana appare come un mero degrado della condizione umana. Naturalmente, queste scene da incubo sorgono in me in un contesto di preoccupazione permanente riguardo il Brasile. Ho ripetuto che vorrei che compositori e registi brasiliani avessero sempre meno bisogno di prendere il Brasile come tema principale. Ogni volta che ci penso, le canzoni con i testi più pessimisti mi sembrano più scusabili delle altre. Nel caso di 'Haiti', penso che l'approccio al 'rap' si formi in un diapason diverso, la forza delle immagini, lo spirito pionieristico di spiegare la non accettazione del massacro di 111 prigionieri a Carandiru. Insomma, il fatto di aver anticipato i migliori musicisti e poeti dell'hip-hop nazionale venuti in segutito mi fanno apprezzare ancor di più questa composizione.  Ho scritto questa canzone per cantarla insieme a Gil nell'album Tropicália 2 ed è ispirata ad una situazione vissuta da me ad una festa di Olodum nel Pelourinho. Ho scritto il testo e la musica  Gil ha invece creato il "riff" di chitarra che va sotto le parole".



La canzone è subito portata "live" nel 1993, nel tour intrapreso insieme a Gil per promuovere l'album "Tropicalia 2", anche se da questa turnè non è poi stato tratto nessun album ufficiale:


La canzone verrà suonata anche nel tour del 1994, che porterà Gil e Veloso anche in Italia, e da cui sarà tratto un doppio cd intitolato : "Up from the skies -Live in Italy 1994":


Rispetto alla performance del 1993, cambia l'arrangiamento, la prima era una esecuzione "full band" con percussioni e chitarre elettriche, qui l'atmosfera è più pacata e acustica, due chitarre e le fantastiche voci di Caetano e Gilberto.

Nel 1995 Caetano inserisce la canzone anche nel tour "Fina estampa ao vivo" e stavolta può contare anche sul violoncello di Morelenbaum:

 


In quello stesso anno la canzone viene eseguita al Metropolitan di Rio de Janeiro durante l'Heineken Festival:



Caetano è molto legato a questa canzone e lo dimostra riproponendola spesso dal vivo, come nel 2001 quando la esegue nel tour "Noites do norte", anche in questa versione non manca il violoncello di Morelenbaum, ma l'arrangiamento è più ritmico e incalzante rispetto alle precedenti esecuzioni Veloso non suona la chitarra e si concentra sul canto:


Nel 2006 il gruppo "Afroreggae" pubblica l'album "Nenhum motivo explica a guerra-ao vivo" e ci regalano una versione "reggae" molto interessante di "Haiti", a cui partecipa lo stesso Caetano, sentiamola:




HAITI

Quando você for convidado pra subir no adro

Da Fundação Casa de Jorge Amado

Pra ver do alto a fila de soldados, quase todos pretos

Dando porrada na nuca de malandros pretos

De ladrões mulatos

E outros quase brancos

Tratados como pretos

Só pra mostrar aos outros quase pretos

(E são quase todos pretos)

E aos quase brancos pobres como pretos

Como é que pretos, pobres e mulatos

E quase brancos quase pretos de tão pobres são tratados

E não importa se olhos do mundo inteiro

Possam estar por um momento voltados para o largo

Onde os escravos eram castigados

E hoje um batuque, um batuque

Com a pureza de meninos uniformizados

De escola secundária em dia de parada

E a grandeza épica de um povo em formação

Nos atrai, nos deslumbra e estimula

Não importa nada

Nem o traço do sobrado, nem a lente do Fantástico

Nem o disco de Paul Simon

Ninguém, ninguém é cidadão

Se você for ver a festa do Pelô

E se você não for

Pense no Haiti

Reze pelo Haiti

O Haiti é aqui

O Haiti não é aqui

E na TV se você vir um deputado

Em pânico mal dissimulado

Diante de qualquer, mas qualquer mesmo

Qualquer qualquer

Plano de educação que pareça fácil

Que pareça fácil e rápido

E vá representar uma ameaça de democratização

Do ensino de primeiro grau

E se esse mesmo deputado defender a adoção da pena capital

E o venerável cardeal disser que vê tanto espírito no feto

E nenhum no marginal

E se, ao furar o sinal, o velho sinal vermelho habitual

Notar um homem mijando na esquina da rua

Sobre um saco brilhante de lixo do Leblon

E quando ouvir o silêncio sorridente de São Paulo

Diante da chacina: 111 presos indefesos

Mas presos são quase todos pretos

Ou quase pretos, ou quase brancos quase pretos de tão pobres

E pobres são como podres

E todos sabem como se tratam os pretos

E quando você for dar uma volta no Caribe

E quando for trepar sem camisinha

E apresentar sua participação inteligente no bloqueio a Cuba

Pense no Haiti

Reze pelo Haiti

O Haiti é aqui

O Haiti não é aqui

TRADUZIONE

Quando ti invitarono ad uscire nel patío

della fondazione ”Casa di Jorge Amado”

per guardare dall'alto le file di soldati, quasi tutti neri

manganellare sulla nuca i furfanti neri

ladri mulatti e altri quasi bianchi

trattati come neri

solo per dimostrare agli altri quasi neri

(e sono quasi tutti neri)

e ai quasi bianchi poveri come neri

come si trattano i neri, i poveri e i mulatti

e i quasi bianchi quasi neri perché cosí poveri

e non importa se gli occhi del mondo intero

possano essere per un attimo girati lontano

dove gli schiavi venivano castigati

e oggi un ritmo di tamburi

con la purezza dei bambini in uniforme da scuola media

in giorno di parata

e la grandezza epica di un popolo in formazione

ci attrae, ci annebbia ed ispira

non conta piú niente:

né il progetto del palazzo

né la telecamera di ”Fantástico” (1)

né il disco di Paul Simon

nessuno, nessuno è cittadino

se sei andato alla festa nel Pelô (2), e se non ci sei stato

pensa a Haiti, prega per Haiti

Haiti è qui

Haiti non è qui

e se vedi in TV un deputato assalito da un panico mal dissimulato

di fronte a chiunque, ma proprio a chiunque, chiunque,

un piano educativo che sembri facile

che sembri facile e rapido

e rappresenti una minaccia di democratizzazione

per l'insegnamento elementare

e se lo stesso deputato difende l'adozione della pena capitale

e sua eccellenza il cardinale vede tanto spirito nel feto

e nessuno nell'asociale

e se allo scoccar del segnale, il vecchio segnale giallo abituale

vedessi un uomo pisciare all'angolo di una via su un sacco

brillante di immondizia del Leblon (3)

e quando senti il silenzio sorridente di San Paolo

di fronte all'eccidio

111 prigionieri inermi (4), i prigionieri sono quasi tutti neri

o quasi neri, o i quasi bianchi quasi neri perché poveri

e i poveri come putridi e tutti sanno come si trattano i neri

e quando ti sei fatto una gita ai Caraibi

e hai scopato senza impermeabile

e hai dimostrato la tua partecipazione intelligente all'embargo di Cuba

pensa a Haiti, prega per Haiti

Haiti è qui

Haiti non è qui.

(1) Programma popolarissimo trasmesso la domenica sera dalla rete ”Globo”.


(2) Colloquiale abbreviazione autoctona per ”Pelourinho”, il centro storico barocco e turistico di Salvador.


(3) Quartiere di Rio.


(4) Riferimento alla strage compiuta nel penitenziario di Carandirú, che è stata di recente anche il tema del film di Hector Babenco “Carandirú”, presentato al Festival di Cannes del 2003.

ACCORDI

(intro) F#m7 Bm7 G7 (riff)


(F#m7 Bm7 G7)

Quando você for convidado pra subir no adro

Da fundação casa de Jorge Amado

Pra ver do alto a fila de soldados, quase todos pretos

Dando porrada na nuca de malandros pretos

De ladrões mulatos e outros quase brancos

Tratados como pretos

Só pra mostrar aos outros quase pretos

(e são quase todos pretos)

E aos quase brancos pobres como pretos

Como é que pretos, pobres e mulatos

E quase brancos quase pretos de tão pobres são tratados

E não importa se os olhos do mundo inteiro

Possam estar por um momento voltados para o largo

Onde os escravos eram castigados

E hoje um batuque um batuque

Com a pureza de meninos uniformizados de escola secundária

Em dia de parada

E a grandeza épica de um povo em formação

Nos atrai, nos deslumbra e estimula

Não importa nada:

Nem o traço do sobrado

Nem a lente do fantástico,

Nem o disco de Paul Simon

Ninguém, ninguém é cidadão

Se você for a festa do pelô, e se você não for

Bm7

Pense no Haiti, reze pelo Haiti

Ebm7 Ab7 Fm7  Bb7

O Haiti  é  aqui

Ebm7 Ab7    Fm7  Bm7

O Haiti não é  aqui


(F#m7 Bm7 G7)

E na TV se você vir um deputado em pânico mal dissimulado

Diante de qualquer, mas qualquer mesmo, qualquer, qualquer

Plano de educação que pareça fácil

Que pareça fácil e rápido

E vá representar uma ameaça de democratização

Do ensino do primeiro grau

E se esse mesmo deputado defender a adoção da pena capital

E o venerável cardeal disser que vê tanto espírito no feto

E nenhum no marginal

E se, ao furar o sinal, o velho sinal vermelho habitual

Notar um homem mijando na esquina da rua sobre um saco

Brilhante de lixo do Leblon

E quando ouvir o silêncio sorridente de São Paulo

Diante da chacina

111 presos indefesos, mas presos são quase todos pretos

Ou quase pretos, ou quase brancos quase pretos de tão pobres

E pobres são como podres e todos sabem como se tratam os pretos

E quando você for dar uma volta no Caribe

E quando for trepar sem camisinha

E apresentar sua participação inteligente no bloqueio a Cuba

Bm7

Pense no Haiti, reze pelo Haiti

Ebm7 Ab7 Fm7  Bb7

O Haiti  é  aqui

Ebm7 Ab7    Fm7  Bb7

O Haiti não é  aqui


(riff)

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