"Haiti" trova posto nell'album che celebra i ventisei anni del tropicalismo, è un rap lento brasiliano e già da questa definizione se ne intuisce l'originalità ed anche un brano molto politico, ispirato ad un fatto di cronaca di cui Caetano era stato testimone durante l'inaugurazione della fondazione Casa di Jorge Amado (il celebre scrittore brasiliano). Veloso si scaglia contro il razzismo della polizia e fa una memorabile descrizione del miscuglio di razze in Brasile (i quasi neri, i mulatti e quelli bianchi ma che vengono trattati come neri perché sono poveri).
Nel 2003 Caetano ci parla dettagliatamente della canzone e della sua fonte di ispirazione: "Qui, come in 'O Cu do Mundo', una visione della società brasiliana appare come un mero degrado della condizione umana. Naturalmente, queste scene da incubo sorgono in me in un contesto di preoccupazione permanente riguardo il Brasile. Ho ripetuto che vorrei che compositori e registi brasiliani avessero sempre meno bisogno di prendere il Brasile come tema principale. Ogni volta che ci penso, le canzoni con i testi più pessimisti mi sembrano più scusabili delle altre. Nel caso di 'Haiti', penso che l'approccio al 'rap' si formi in un diapason diverso, la forza delle immagini, lo spirito pionieristico di spiegare la non accettazione del massacro di 111 prigionieri a Carandiru. Insomma, il fatto di aver anticipato i migliori musicisti e poeti dell'hip-hop nazionale venuti in segutito mi fanno apprezzare ancor di più questa composizione. Ho scritto questa canzone per cantarla insieme a Gil nell'album Tropicália 2 ed è ispirata ad una situazione vissuta da me ad una festa di Olodum nel Pelourinho. Ho scritto il testo e la musica Gil ha invece creato il "riff" di chitarra che va sotto le parole".
La canzone è subito portata "live" nel 1993, nel tour intrapreso insieme a Gil per promuovere l'album "Tropicalia 2", anche se da questa turnè non è poi stato tratto nessun album ufficiale:
La canzone verrà suonata anche nel tour del 1994, che porterà Gil e Veloso anche in Italia, e da cui sarà tratto un doppio cd intitolato : "Up from the skies -Live in Italy 1994":
Rispetto alla performance del 1993, cambia l'arrangiamento, la prima era una esecuzione "full band" con percussioni e chitarre elettriche, qui l'atmosfera è più pacata e acustica, due chitarre e le fantastiche voci di Caetano e Gilberto.
Nel 1995 Caetano inserisce la canzone anche nel tour "Fina estampa ao vivo" e stavolta può contare anche sul violoncello di Morelenbaum:
In quello stesso anno la canzone viene eseguita al Metropolitan di Rio de Janeiro durante l'Heineken Festival:
Caetano è molto legato a questa canzone e lo dimostra riproponendola spesso dal vivo, come nel 2001 quando la esegue nel tour "Noites do norte", anche in questa versione non manca il violoncello di Morelenbaum, ma l'arrangiamento è più ritmico e incalzante rispetto alle precedenti esecuzioni Veloso non suona la chitarra e si concentra sul canto:
Nel 2006 il gruppo "Afroreggae" pubblica l'album "Nenhum motivo explica a guerra-ao vivo" e ci regalano una versione "reggae" molto interessante di "Haiti", a cui partecipa lo stesso Caetano, sentiamola:
HAITI
Quando você for convidado pra subir no adro
Da Fundação Casa de Jorge Amado
Pra ver do alto a fila de soldados, quase todos pretos
Dando porrada na nuca de malandros pretos
De ladrões mulatos
E outros quase brancos
Tratados como pretos
Só pra mostrar aos outros quase pretos
(E são quase todos pretos)
E aos quase brancos pobres como pretos
Como é que pretos, pobres e mulatos
E quase brancos quase pretos de tão pobres são tratados
E não importa se olhos do mundo inteiro
Possam estar por um momento voltados para o largo
Onde os escravos eram castigados
E hoje um batuque, um batuque
Com a pureza de meninos uniformizados
De escola secundária em dia de parada
E a grandeza épica de um povo em formação
Nos atrai, nos deslumbra e estimula
Não importa nada
Nem o traço do sobrado, nem a lente do Fantástico
Nem o disco de Paul Simon
Ninguém, ninguém é cidadão
Se você for ver a festa do Pelô
E se você não for
Pense no Haiti
Reze pelo Haiti
O Haiti é aqui
O Haiti não é aqui
E na TV se você vir um deputado
Em pânico mal dissimulado
Diante de qualquer, mas qualquer mesmo
Qualquer qualquer
Plano de educação que pareça fácil
Que pareça fácil e rápido
E vá representar uma ameaça de democratização
Do ensino de primeiro grau
E se esse mesmo deputado defender a adoção da pena capital
E o venerável cardeal disser que vê tanto espírito no feto
E nenhum no marginal
E se, ao furar o sinal, o velho sinal vermelho habitual
Notar um homem mijando na esquina da rua
Sobre um saco brilhante de lixo do Leblon
E quando ouvir o silêncio sorridente de São Paulo
Diante da chacina: 111 presos indefesos
Mas presos são quase todos pretos
Ou quase pretos, ou quase brancos quase pretos de tão pobres
E pobres são como podres
E todos sabem como se tratam os pretos
E quando você for dar uma volta no Caribe
E quando for trepar sem camisinha
E apresentar sua participação inteligente no bloqueio a Cuba
Pense no Haiti
Reze pelo Haiti
O Haiti é aqui
O Haiti não é aqui
TRADUZIONE
Quando ti invitarono ad uscire nel patío
della fondazione ”Casa di Jorge Amado”
per guardare dall'alto le file di soldati, quasi tutti neri
manganellare sulla nuca i furfanti neri
ladri mulatti e altri quasi bianchi
trattati come neri
solo per dimostrare agli altri quasi neri
(e sono quasi tutti neri)
e ai quasi bianchi poveri come neri
come si trattano i neri, i poveri e i mulatti
e i quasi bianchi quasi neri perché cosí poveri
e non importa se gli occhi del mondo intero
possano essere per un attimo girati lontano
dove gli schiavi venivano castigati
e oggi un ritmo di tamburi
con la purezza dei bambini in uniforme da scuola media
in giorno di parata
e la grandezza epica di un popolo in formazione
ci attrae, ci annebbia ed ispira
non conta piú niente:
né il progetto del palazzo
né la telecamera di ”Fantástico” (1)
né il disco di Paul Simon
nessuno, nessuno è cittadino
se sei andato alla festa nel Pelô (2), e se non ci sei stato
pensa a Haiti, prega per Haiti
Haiti è qui
Haiti non è qui
e se vedi in TV un deputato assalito da un panico mal dissimulato
di fronte a chiunque, ma proprio a chiunque, chiunque,
un piano educativo che sembri facile
che sembri facile e rapido
e rappresenti una minaccia di democratizzazione
per l'insegnamento elementare
e se lo stesso deputato difende l'adozione della pena capitale
e sua eccellenza il cardinale vede tanto spirito nel feto
e nessuno nell'asociale
e se allo scoccar del segnale, il vecchio segnale giallo abituale
vedessi un uomo pisciare all'angolo di una via su un sacco
brillante di immondizia del Leblon (3)
e quando senti il silenzio sorridente di San Paolo
di fronte all'eccidio
111 prigionieri inermi (4), i prigionieri sono quasi tutti neri
o quasi neri, o i quasi bianchi quasi neri perché poveri
e i poveri come putridi e tutti sanno come si trattano i neri
e quando ti sei fatto una gita ai Caraibi
e hai scopato senza impermeabile
e hai dimostrato la tua partecipazione intelligente all'embargo di Cuba
pensa a Haiti, prega per Haiti
Haiti è qui
Haiti non è qui.
(1) Programma popolarissimo trasmesso la domenica sera dalla rete ”Globo”.
(2) Colloquiale abbreviazione autoctona per ”Pelourinho”, il centro storico barocco e turistico di Salvador.
(3) Quartiere di Rio.
(4) Riferimento alla strage compiuta nel penitenziario di Carandirú, che è stata di recente anche il tema del film di Hector Babenco “Carandirú”, presentato al Festival di Cannes del 2003.
ACCORDI
(intro) F#m7 Bm7 G7 (riff)
(F#m7 Bm7 G7)
Quando você for convidado pra subir no adro
Da fundação casa de Jorge Amado
Pra ver do alto a fila de soldados, quase todos pretos
Dando porrada na nuca de malandros pretos
De ladrões mulatos e outros quase brancos
Tratados como pretos
Só pra mostrar aos outros quase pretos
(e são quase todos pretos)
E aos quase brancos pobres como pretos
Como é que pretos, pobres e mulatos
E quase brancos quase pretos de tão pobres são tratados
E não importa se os olhos do mundo inteiro
Possam estar por um momento voltados para o largo
Onde os escravos eram castigados
E hoje um batuque um batuque
Com a pureza de meninos uniformizados de escola secundária
Em dia de parada
E a grandeza épica de um povo em formação
Nos atrai, nos deslumbra e estimula
Não importa nada:
Nem o traço do sobrado
Nem a lente do fantástico,
Nem o disco de Paul Simon
Ninguém, ninguém é cidadão
Se você for a festa do pelô, e se você não for
Bm7
Pense no Haiti, reze pelo Haiti
Ebm7 Ab7 Fm7 Bb7
O Haiti é aqui
Ebm7 Ab7 Fm7 Bm7
O Haiti não é aqui
(F#m7 Bm7 G7)
E na TV se você vir um deputado em pânico mal dissimulado
Diante de qualquer, mas qualquer mesmo, qualquer, qualquer
Plano de educação que pareça fácil
Que pareça fácil e rápido
E vá representar uma ameaça de democratização
Do ensino do primeiro grau
E se esse mesmo deputado defender a adoção da pena capital
E o venerável cardeal disser que vê tanto espírito no feto
E nenhum no marginal
E se, ao furar o sinal, o velho sinal vermelho habitual
Notar um homem mijando na esquina da rua sobre um saco
Brilhante de lixo do Leblon
E quando ouvir o silêncio sorridente de São Paulo
Diante da chacina
111 presos indefesos, mas presos são quase todos pretos
Ou quase pretos, ou quase brancos quase pretos de tão pobres
E pobres são como podres e todos sabem como se tratam os pretos
E quando você for dar uma volta no Caribe
E quando for trepar sem camisinha
E apresentar sua participação inteligente no bloqueio a Cuba
Bm7
Pense no Haiti, reze pelo Haiti
Ebm7 Ab7 Fm7 Bb7
O Haiti é aqui
Ebm7 Ab7 Fm7 Bb7
O Haiti não é aqui
(riff)
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|--5-5-6-6-7-7--7-7--7-7--12-12-8-8-7-7--7-7--7-7-|
|--5-5-5-5-5-7--7-7--7-7--12-12-8-8-7-7--7-7--7-7-|
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|--5-5--------------------------------------------|
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