"Zampata" da fuori classe per Caetano che con "Tigresa" ci regala una canzone bellissima, sia dal punto di vista melodico che lirico.
L'arrangiamento vede la sua voce accompagnata da una bella chitarra classica, mentre il pianoforte orna la canzone con dei piccoli riff molto "jazz", completano il quadro la batteria e una sezione di archi.
Per molti anni si è pensato che la musa ispiratrice di questa canzone fosse Sonia Braga, ma è stato lo stesso Caetano a sciogliere i dubbi dicendo che quando scrisse il pezzo aveva in mente Zezè Motta.
Il locale "Dancing Days" citato nel testo apparteneva al produttore musicale Nelson Motta.
I versi della canzone sono spesso ricchi di sensualità e doppio significato, ci descrivono questa donna che vive pienamente la sua libertà sessuale e che pur avendo un po' di odio nel suo cuore, diffonde amore e piacere.
Liriche quindi molto "femministe", in cui l'emancipazione femminile gioca un ruolo primario, una donna che sceglie di essere ciò che vuole e non che prende solo il posto che la società gli impone.
Si può quindi immaginare una società in cui tutti sono uguale e hanno gli stessi diritti, senza che la donna (tigre) debba sottomettersi all'uomo (leone).
La stessa Sonia Braga in una intervista del 2008 disse che non era lei la "Tigresa" di Caetano, dicendo però che Veloso le aveva dedicato "Trem das cores".
Zezè Motta ha invece rivelato di essere stata molto lusingata nello scoprire, nel 2015, di esser lei la fonte d'ispirazione del pezzo, specificando che quando se ne parlava all'epoca, era molto timida al riguardo.
Caetano scherzando sopra questa storia ebbe un giro a dichiarare: "Preferirei fare come Flaubert (che ha detto Madame Bovary c'est moi): la Tigre sono io".
La canzone trova posto nell'album "Bicho" pubblicato nel 1977, album che fu fortemente ispirato da un viaggio che Veloso fece in Nigeria, sia a livello lirico che musicale.
Vediamo una breve clip della canzone andata in onda nell'aprile del 1977 al programma brasiliano "Fantastico":
Quest'altra invece fu registrata proprio nel locale citato nella canzone, il "Dancing Days":
Una bella esibizione "live" è quella andata in onda nel 1977 alla tv "Bandeirantes", in questa occasione Caetano esegue "Tigresa" insieme a Ney Matogrosso, una versione solo voce e chitarra:
Di tutt'altro stampo la versione datata 1996, al Programma "Livre", Caetano canta il pezzo insieme a Gal Costa, supportati dalla "Banda Dida", ricca di percussionisti:
Per trovare la canzone su un disco "live" ufficiale dobbiamo attendere il 2001 quando Caetano la inserisce in scaletta nel suo "Noites do norte ao vivo", Caetano, che ama sempre sperimentare e innovare, rilegge la canzone donandogli un arrangiamento più rock con tanto di chitarre elettriche :
Nel 2002 venne finalmente pubblicata anche la versione dal vivo realizzata insieme alla Banda Black Rio nel 1978 al Teatro Castro Gomez di Rio de Janeiro, è una versione molto "funky":
Nel 2012 possiamo invece goderci una versione live molto orchestrale, è quella realizzata durante uno concerto televisivo in cui il trio Sangalo-Gil-Veloso ci delizia con un repertorio sontuoso e d'autore. "Tigresa" viene cantata da Ivete Sangalo che si alterna con Caetano Veloso, mentre Gil è alla chitarra:
Una delle esibizioni più recenti della canzone è quella che vede Caetano eseguirla insieme alla bravissima Teresa Cristina, i due hanno cominciato un tour mondiale chiamato "Caetano Veloso apresenta Teresa Cristina", nella prima parte dello show Teresa si esibisce insieme a Carlinhos sete cordas (Che deve questo soprannome al fatto di essere un virtuoso della chitarra a sette corde), intepretando i successi di Cartola, poi nella seconda parte dello show suonerà insieme al nostro Caetano:
Concludiamo l'articolo con due cover, entrambe del 1977, la prima è della sorella di Caetano, Maria Bethania che registra "Tigresa" per il suo album "Passaro da manha", la seconda di Gal Costa che la inserisce nel suo "Caras&Bocas":
L'angolo delle foto:
Nella prima ecco Zezè Motta, nella seconda Sonia Braga:
TIGRESA
Uma tigresa de unhas negras
E íris cor de mel
Uma mulher uma beleza
Que me aconteceu
Esfregando a pele de ouro marrom
Do seu corpo contra o meu
Me falou que o mal é bom e o bem cruel
Enquanto os pêlos dessa deusa
Tremem ao vento ateu
Ela me conta sem certeza
Tudo o que viveu
Que gostava de política
Em mil novecentos e sessenta e seis
E hoje dança no Frenetic Dancin' Days
Ela me conta que era atriz
E trabalhou no Hair
Com alguns homens foi feliz
Com outros foi mulher
Que tem muito ódio no coração
Que tem dado muito amor
E espalhado muito prazer e muita dor
Mas ela ao mesmo tempo diz
Que tudo vai mudar
Porque ela vai ser o que quis
Inventando um lugar
Onde a gente e a natureza feliz
Vivam sempre em comunhão
E a tigresa possa mais do que o leão
As garras da felina
Me marcaram o coração
Mas as besteiras de menina
Que ela disse não
E eu corri pra o violão num lamento
E a manhã nasceu azul
Como é bom poder tocar um instrumento



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