Altra collaborazione inedita per Caetano che questa volta divide le fatiche musicali con Perinho Albuquerque, produttore musicale nato a Bahia nel 1946.
Veloso in questo caso si occupa della scrittura del testo, lasciando la composizione della melodia ad Albuquerque.
Altra canzone dal suono molto etnico, Caetano infatti arrangia la canzone con suoni "africani" utilizzando strumenti quali marimba e kissange.
Caetano in un'intervista del 1975 racconta che l'idea della canzone gli venne dopo aver parlato con una persona circa il suo "Orisha" (Semidivinità appartenenti originariamente alla mitologia dei popoli dell'Africa occidentale Yoruba, Nagò, Je-je, Ketu, ecc), confidandogli che il suo era "Ibu-alama".
Gli orisha furono creati da Olorun, che è il Dio unico del popolo Yoruba, per rappresentare tutti i suoi domini qui nella terra, e quindi con il duplice scopo di proteggere l'esistenza dei fedeli e di guidarla, attraverso una elaborata rete di leggende, norme, racconti mitologici che caratterizzano le singole divinità, queste ultime paragonabili a quelli dell'Olimpo greco se non altro per la manifestazione di vizi e difetti umani.
Nella mitologia vengono menzionati circa 600 divinità primarie, divise in due classi fondamentali, l'una legata al culto dell'elemento celeste l'altra a quello terrestre.
Questa religione ha scavalcato i confini delle terre Yoruba assieme ai deportati africani e si è diffusa in America, intorno al XVIII secolo mescolandosi sia con i culti indigeni del continente sia, con elementi della tradizione cattolica, dando vita grazie ad un sincretismo religioso e ad un fenomeno transculturale, a quella fusione di riti, credenze, pratiche diversificate a seconda del luogo di formazione e denominate Candomblé in Brasile, Santeria a Cuba, Vudù ad Haiti.
Ogni Orixa venne mascherato con un santo cattolico, prendendo spunto da una caratteristica comune in vita, oppure per assomiglianze nelle rappresentazioni oppure ancora per credenze comuni nei poteri invocati.
Se inizialmente, questa identificazione serviva per camuffare il nuovo culto e preservarlo dalla persecuzione dei dominatori europei, con il passare degli anni si è rafforzata sempre più al punto che i praticanti la Santeria non disdegnano la pratica di riti cattolici.
Questa articolata e variegata forma di spiritualità si è diffusa in un considerevole numero di nazioni, tra le quali annoveriamo: Nigeria, Benin, Togo, Ghana, Brasile, Cuba, Repubblica Dominicana, Guyana, Haiti, Giamaica, Porto Rico, Suriname, Trinidad e Tobago, Stati Uniti, le Indie orientali, Venezuela, Colombia.
La canzone non è stata mai eseguita dal vivo.
GUA'
Água
Guamá
Iguape
Ibualama
TRADUZIONE
Acqua
Guamá
Iguape
Ibualama
L'angolo delle curiosità:
Ecco le foto degli strumenti africani utilizzati da Caetano in questa canzone, il primo è la marimba il secondo il kissange.


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