mercoledì 17 febbraio 2021

Eu e ela estavamos ali encostados na parede


 

Quella di mettere in musica poemi di scrittori brasiliani è una pratica non nuova in Caetano Veloso, questa volta condivide l'esperienza con Gilberto Gil,  lo scrittore in questione è Jose Agrippino de Paula, nato a Sao Paulo nel 1937 e morto a Embus das Artes (piccolo paesino vicino Sao Paulo) nel 2007.

Tra le sue opere più famose "PanAmerica" del 1967, ed è proprio da uno stralcio di questo scritto che nasce la canzone di Gil e Veloso.

La canzone non è mai stata registrata in studio, però fu eseguita durante il tour "Os doces barbaros" del 1976, infatti la possiamo sentire nell'omonimo album "live" che fu ricavato da questa turnèè.


In un'intervista del 2001, Caetano parla di Jose Agrippino, ricordando che diceva di preferire lo "Ié, ié, iè" alla Mpb, e i film di 007 al cinema francese. Caetano racconta di aver adorato il suo libro "PanAmerica", che rappresentava secondo lui un gesto di totale radicalismo.

Ecco la copertina del libro "PanAmerica":




EU E ELA ESTAVAMOS ALI ENCOSTADOS NA PAREDE

Eu e ela estávamos ali encostados na parede

Ela estava em silêncio e eu estava em silêncio

Eu sentia o corpo dela junto ao meu

Os dos seios, o ventre, as pernas e os seus braços me envolviam

Eu pensei que ela deveria sentir o calor que eu estava sentindo

Nós dois estávamos imóveis encostados na parede

Eu não me recordo quanto tempo

Mas nós estávamos abraçados

E encostados ali há muito tempo

Eu não me recordava se eram horas, dias, meses

Nós dois esquecemos naquele momento

Que nós dois pretendíamos a paz

Dentro da violência do mundo

E sem perceber a chegada da paz, nós dois estávamos

Alojados dentro dela

Nós não saímos da parede, e a paz nos encontrou

Subitamente

Não enviou nenhum sinal

E nós não procuramos a paz

TRADUZIONE

Io e lei eravamo lì appoggiati al muro

Lei taceva e io tacevo

Ho sentito il suo corpo vicino al mio

I seni, la pancia, le gambe e le sue braccia mi avvolsero

Ho pensato che avrebbe dovuto sentire il calore che stavo provando

Eravamo ancora entrambi appoggiati al muro

Non ricordo quanto tempo

Ma siamo stati abbracciati

E lì appoggiato a lungo

Non ricordavo se erano ore, giorni, mesi

Ci siamo dimenticati entrambi in quel momento

Che entrambi volevamo la pace

Nella violenza del mondo

E senza renderci conto dell'arrivo della pace, eravamo entrambi

Ospitato al suo interno

Non abbiamo lasciato il muro e la pace ci ha trovati

Ad un tratto

Non ha inviato alcun segnale

E non cerchiamo la pace




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