E' forse la canzone più bella scritta da Caetano Veloso per Gal Costa negli anni '90, complessa, malinconica, solitaria e che ben si adatta al suo timbro vocale. La canzone contiene anche il verso da cui Gal prende idea per dare titolo al suo album: "O sorriso do gato de Alice". Gal è accompagnata dalle chitarre di Paulinho da Viola e Paulo Belinati.
Qua possiamo sentire Caetano parlare di questa sua composizione:
In questo video Gal esegue dal vivo la canzone, nel programma "Por acaso" del 1994, ad accompagnarla alla chitarra lo stesso Caetano e Paulinho da Viola:
Eccoci al vero capolavoro di "Tropicalia 2", si chiama "Desde que o samba è samba" ed entra a tutto diritto tra i grandi classici di Caetano Veloso. E' unsamba squisito guarnito da un testo che tesse le lodi di questo genere musicale (Il samba è padre del piacere....). Al momento di registrare la canzone, Caetano fu felicissimo di poterlo fare con il prezioso contributo al basso di Nico Assumpção.
Nel 2003 durante un'intervista poi confluita nel libro "Sobre as letras", Caetano parla della canzone: "L'ho scritta per me e Gil per inserirla in Tropicália 2. È una festa, una samba sulla samba. Mi piace molto la frase 'il samba non è ancora arrivato, il samba deve ancora nascere', perché è qualcosa che è insito in João Gilberto e che è completamente all'opposto alla posizione dei protezionisti che difendono una specie di riserva indigena di samba. In questa canzone, il samba è un progetto del Brasile, e questo mi piace.
João Gilberto mi ha fatto un grande regalo nell'accettare di registrare con me questo samba. Questo sembrava impossibile perché João è sempre stato contro questo tipo di samba. A João non piace nemmeno molto Noel Rosa, anche se ha divinamente registrato "Palpite Infeliz", una sua canzone, ma ai tempi della bossa nova non accennava nemmeno a Noel. Mia moglie Paulinha, è stata decisiva nel convincerlo a registrare il pezzo. Hanno detto che ho prodotto il disco, ma la verità è che nessuno produce João: quando arriva, canta quello che vuole; poi cambia; non canta le cose che chiediamo, anche se dice di sì, e che le canterà; dopo... Ed è dolce in studio, è divertente, ma anche complicato, è in tensione per le cose che ha registrato e ha paura di come verrà mixato il tutto, come se non volesse che le registrazioni finissero. È una cosa molto complessa. Tuttavia, ha registrato "Desde que o Samba é Samba", quello per me è stato un regalo inestimabile.
La canzone viene subito eseguita dal vivo nel 1993, durante il tour che promuoveva il disco "Tropicalia 2" è una versione prettamente acustica:
Nel 2000Caetano la esegue, stavolta senza Gil, al concerto Pavarotti&Friends, a Modena. Il ricavato del concerto andrà ad aiutare le popolazioni di Cambogia e Tibet. Il pezzo è impreziosito dal violoncello di Jacques Morelenbaum:
Nel 2007 una bellissima versione cantata da Caetano insieme a Beth Carvalho, il pezzo si apre con il suono dolcissimo di un flauto traverso, poi entra la calda voce di Beth a cui presto si unisce il nostro Caetano, non mancano percussioni e strumenti a fiato, forse la versione più bella tra quelle fatta da Veloso:
In quello stesso anno Caetano decide di mettere la canzone in scaletta durante il tour "Ce ao vivo" e l'arrangiamento che decide di dare alla canzone è molto particolare! Forse stanco di eseguirla in maniera tradizionale, si fa accompagnare da una chitarra carica di effetto wah wah suonata da Pedro Sà, il risultato è spiazzante e intrigante, una cosa è certa, Caetano non ha mai paura di sperimentare, e lo dimostra durante la sua carriera continuamente, passando da ballate bossa nova a canzoni rock con chitarre distorte e piene di effetti, insomma un'artista eclettico e camaleontico.
Nel 2010Caetano intraprende un tour insieme a Maria Gadù, in scaletta è presente anche "Desde que o samba è samba", eseguita però in solitario da Veloso:
Nel 2011 la canzone è di nuovo "on stage", Caetano infatti la esegue nel suo tour "Zii e zie", questa volta si opta per un arrangiamento semplice, solo voce e chitarra:
Nel 2004Veloso e David Byrne condividono il palco della Carnegie Hall di New York, ne viene fuori un concerto bellissimo in cui i due artisti eseguono dei set separati per poi riunirsi per il gran finale. Sentiamo "Desde que o samba è samba", cantata dal solo Veloso e pubblicata ufficialmente in disco solo nel 2012:
Nel 2012 è di scena un gran duetto sulle note di questa canzone, quello tra Caetano e Seu George:
Nel 2015 la canzone viene eseguita nuovamente insieme a Gilberto Gil durante il tour "Dois amigos um seculo de musica", da cui verrà tratto sia un doppio cd che un dvd:
L'ultima pubblicazione ufficiale della canzone è quella del 2020, contenuta nell'album "Caetano Veloso & Ivan Sacerdote" ed eseguita qui in trio, infatti insieme a Caetano ci sono Mosquito al cavaquinho e Sacerdote al clarino. Una "live" versione quindi molto particolare, che si differenzia tra tutte quelle ascoltate fino ad ora. Al canto si alternano Mosquito e Caetano.Mosquito, il cui vero nome è de Pedro Assad Medeiros Torres è nato a Rio de Janeiro nel 1987 ed è un cantante e compositore di samba.
"Dada" è stata la prima canzone composta per l'album "Tropicalia 2" che vuole essere un tributo all'album "Tropicalia" del 1968, che diede il via al "Tropicalismo", movimento, che spaziava tra diversi ambiti quali poesia, musica e teatro e che era influenzato dalla poesia concreta, una corrente di poesia d'avanguardia brasiliana, che vide tra i suoi esponenti Augusto de Campos, Haroldo de Campos e Décio Pignatari. Su questo omaggio Caetano ebbe a dire: "Il fatto di festeggiare i 26 anni di questo album anziché i 25 è molto tropicalista!"
Il testo è di Gilberto Gil, la musica di Veloso. In attesa di recuperare la versione studio della canzone, sentiamoci quella "live", eseguita nel 1993:
"Chegar a Bahia" viene scritta da Caetano per Margareth Menezes, cantante e attrice teatrale brasiliana, nata a Paràcuaro nel 1962, interprete di canzoni world music, samba-reggae e axé, è considerata l'Aretha Franklin brasiliana.
Il pezzo si trova sull'album delle Menezes chiamato "Luz dourada", uscito nel 1993.
Con questo samba, Veloso e Gil celebrano i vecchi tempi del cinema, specialmente degli anni '60 a cui fa di contro altare una situazione un po' arida e stagnante del cinema degli anni novanta.
Gil e Caetano aprono così il baule della nostalgia, ricordando l'inquietudine di un'epoca e di una storia che va da "Limite" a "Stelinha" passando per "Os fuzis", "O padre e a moça", "Pixote" e tanti altri.
Musicalmente molto piacevole con chitarre dal ritmo molto "bossa nova" e un arrangiamento corposo che conta dodici violini, quattro viole e quattro violoncelli.
Il testo è di Caetano, la musica di Gil:
La canzone è stata eseguita anche dal vivo, nel tour del 1993 fatto per promuovere l'album "Tropicalia 2":
CINEMA NOVO
O filme quis dizer: “Eu sou o samba”
“A voz do morro” rasgou a tela do cinema
E começaram a se configurar
Visões das coisas grandes e pequenas
Que nos formaram e estão a nos formar
Todas e muitas: “Deus e o diabo”, “Vidas secas”, “Os fuzis”
“Os cafajestes”, “O padre e a moça”, “A grande feira”, “O desafio”
Outras conversas, outras conversas sobre os jeitos do Brasil
A bossa-nova passou na prova
Nos salvou na dimensão da eternidade
Porém aqui embaixo “a vida”, mera “metade de nada”
Nem morria nem enfrentava o problema
Pedia soluções e explicações
E foi por isso que as imagens do país desse cinema
Entraram nas palavras das canções
Primeiro, foram aquelas que explicavam
E a música parava pra pensar
Mas era tão bonito que parasse
Que a gente nem queria reclamar
Depois, foram as imagens que assombravam
E outras palavras já queriam se cantar
De ordem, de desordem, de loucura
De alma à meia-noite e de indústria
E a terra entrou em transe
No sertão de Ipanema
Em transe no mar de Monte Santo
E a luz do nosso canto, e as vozes do poema
Necessitaram transformar-se tanto
Que o samba quis dizer: “eu sou cinema”
Aí “O anjo nasceu”
Veio “O bandido”, “Meteorango”
“Hitler, terceiro mundo”
“Sem essa aranha”, “Fome de amor”
E o filme disse: “eu quero ser poema”
Ou mais: “quero ser filme e filme-filme”
“Acossado” no “limite” da “Garganta do diabo”
Voltar à Atlântida e ultrapassar “O eclipse”
Matar o ovo e ver a Vera Cruz
E o samba agora diz: eu sou a luz
Da “Lira do delírio”, da alforria de “Xica”
De “Toda a nudez” de “Índia”
De “Flor” de Macabéia, de “Asa branca”
Meu nome é “Stelinha”, é “Inocência”
Meu nome é Orson Antônio Vieira Conselheiro de “Pixote”
“Superoutro”
Quero ser velho, de novo eterno,
Quero ser novo de novo
Quero ser “Ganga bruta” e clara gema
Eu sou o samba, viva o cinema
Viva o cinema novo!
TRADUZIONE
Il film significava: "Io sono la samba"
"La voce della collina" ha strappato lo schermo del film
E ha iniziato a configurare
Visioni di cose grandi e piccole
Che ci ha formato e ci sta formando
Tutti e tanti: “Dio e il diavolo”, “Vite asciutte”, “I fucili”
“I truffatori”, “Il prete e la ragazza”, “La grande fiera”, “La sfida”
Altre conversazioni, altre conversazioni sui modi del Brasile
Bossa Nova ha superato la prova
Ci ha salvati nella dimensione dell'eternità
Ma quaggiù "vita", semplice "metà di niente"
Né è morto né ha affrontato il problema
Chiedi soluzioni e spiegazioni
Ed ecco perché le immagini del paese in questo cinema
Entrano nelle parole delle canzoni
In primo luogo, sono stati quelli che hanno spiegato
E la musica si fermò a pensare
Ma era così bello che si fermò
Che non volevamo nemmeno lamentarci
Poi sono state le immagini a perseguitarlo
E altre parole già volevo cantare
Di ordine, di disordine, di follia
Dell'anima a mezzanotte e dell'industria
E la terra andò in trance
Nell'entroterra di Ipanema
In trance nel mare del Monte Santo
E la luce del nostro canto, e le voci del poema
Avevano bisogno di cambiare così tanto
Quella samba significava: "Io sono il cinema"
Poi "è nato l'angelo"
È arrivato "Il bandito", "Meteorang"
“Hitler, Terzo Mondo”
“Senza questo ragno”, “Fame d'amore”
E il film diceva: "Voglio essere una poesia"
O ancora: “Voglio essere un film e un film-film”
"Haunted" sul "bordo" della "Gola del diavolo"
Ritorna ad Atlantide e sorpassa "The Eclipse"
Uccidi l'uovo e vedi Vera Cruz
E la samba ora dice: io sono la luce
Dalla “Lira do delírio”, dalla manomissione di “Xica”
Da "Tutta la nudità" a "India"
Da “Flor” de Macabeia, da “Asa Branca”
Mi chiamo "Stelinha", è "Inocência"
Mi chiamo Orson Antônio Vieira Counselor di “Pixote”
“Superaltro”
Voglio essere vecchio, eterno di nuovo,
Voglio essere di nuovo nuovo
Voglio essere "denim grossolano" e tuorlo bianco
Io sono samba, viva il cinema
Viva il nuovo cinema!
ACCORDI
Intro: D7+ Gm/D
D7+ C#m5-/7 C7 B7 E7/9
O filme quis dizer "Eu sou o samba"
Em7 A7
A voz do morro rasgou a tela do cinema
D7+ C#7 F#m7
E começaram a se configurar
G#m7 C#7/9- A7
Visões das coisas grandes e pequenas
D7+ A7 D7+
Que nos formaram e estão a nos formar
A7/9- D7+ F#7 Bm7
Todas e muitas: Deus e o diabo, vidas secas, os fuzis
D7/9 G7+ D7 G7+
Os cafajestes, o padre e a moça, a grande feira, o desafio
B7/9- Em7 F#7
Outras conversas, outras conversas sobre os jeitos do Brasil
B7 Em7 A7 D7+ D7
Outras conversas sobre os jeitos do Brasil
G7+ B7 Em7
A bossa nova passou na prova
F#m7 B7 Em7
Nos salvou na dimensão da eternidade
Dm7 G7 C7+ B7 Em7
Porém aqui embaixo "A vida mera metade de nada"
A7 Am7 D7
Nem morria nem enfrentava o problema
G7+ B7 G7+
Pedia soluções e explicações
B7 Em7 A7 D7+ B7
E foi por isso que as imagens do país desse cinema
E7/9 A7 D7+
Entraram nas palavras das canções
B7 E7/9 A7 D7+ F7
Entraram nas palavras das canções
Bb7+ F7 Bb7+
Primeiro foram aquelas que explicavam
A7 D7+ F7
E a música parava pra pensar
Bb7+ F7 Bb7+
Mas era tão bonito que parece
A7 D7+
Que a gente nem queria reclamar
Fm7 Bb7 Eb
Depois foram as imagens que assombravam
D7+ A7 D
E outras palavras já queriam se cantar
F#7 Bb7
De ordem e desordem de loucura
E7 G7+
De alma a meia-noite e de indústria
Gm6
E a Terra entrou em transe
Dm7
E no sertão de Ipanema
Gm6 D
Em transe é, no mar de monte santo
B7 Em7 C#7 F#m7
E a luz do nosso canto e as vozes do poema
F#7 G7+ G#º
Necessitaram transformar-se tanto
D7+ B7
Que o samba quis dizer
Bb7 A7 D7+ F7
O samba quis dizer: eu sou cinema
E7/9 A7 D7+
O samba quis dizer: eu sou cinema
C7 F#7 Bm7
Aí o anjo nasceu, veio o bandido meterorango
C7 F#7 Bm7
Hitler terceiro mundo, sem essa aranha, fome de amor
E7/9 A7 D7+
E o filme disse: Eu quero ser poema
C7+ F#7 Bm7
Ou mais: Quero ser filme e filme-filme
C#7 F#7 B7 Em7
Acossado no limite da garganta do diabo
G7 D7+
Voltar a Atlântida e ultrapassar o eclipse
G7+ F#7 Bm7
Matar o ovo e ver a vera cruz
E7/9 F#7 A7 D7+ F7
E o samba agora diz: Eu sou a luz
Bb7+ F7 Bb7+
Da lira do delírio, da alforria de Xica
A7 D
De toda a nudez de índia
F7 Bb7+ F7 Bb7+
De flor de macabéia, de asa branca
A7 D
Meu nome é Stelinha é Inocência
Fm7 Bb7 Eb D A7
Meu nome é Orson Antonio Vieira conselheiro de pixote
D
Superoutro
F#7 Bm7 F#7 Bm7
Quero ser velho de novo eterno, quero ser novo de novo
Canzone del 1993, scritta da Caetano per Gal Costa, che la inciderà per il suo album "O sorriso do gato de Alice". Ecco alcune dichiarazione di Veloso sulla canzone: "L'ho scritta per Gal, non è molto conosciuta ma è una canzone molto valida. Con questo pezzo faccio una difesa della musica di carnevale di Bahia, quella più commerciale, che viene detta "musica axè". E' una sorta di risposta a Wally Salomao che in un'intervista aveva definito la musica axè , come musica "volgare" di Bahia. Inoltre affermava che il termine usato per definire questa musica era da considerarsi una mancanza di rispetto, perché la frase "axe" nella lingua "iorubà" stava per "segreto", io nel testo della canzone affermo il contrario ed esorto Bahia a espandere il suo "axe" e a non nascondere nulla. Sono molto soddisfatto del testo di questa canzone e la parte di cui sono più fiero è quella conclusiva".
Caetano non l'ha mai suonata dal vivo.
Sentiamoci Caetano che parla di questa canzone:
BAHIA, MINHA PRETA
Bahia, minha preta
Como será
Se tua seta acerta o caminho e chega lá?
E a curva linha reta
Se ultrapassar esse negro azul que te mura
O mar, o mar?
Cozinha este cântico
Comprar o equipamento e saber usar
Vender o talento e saber cobrar, lucrar
Insiste no que é lindo
E o mundo verá
Tu voltares rindo ao lugar que é teu no globo azul
Rainha do Atlântico Sul
Ê ô! Bahia, fonte mítica, encantada
Ê ô! Expande o teu axé, não esconde nada
Teu canto de alegria ecoa longe, tempo e espaço
Rainha do Atlântico
Te chamo de Senhora
Opô Afonjá
Eros, Dona Lina, Agostinho e Edgar
Te chamo Menininha do Gantois
Candolina, Marta, Didi, Dodô e Osmar
Na linha romântico
Teu novo mundo
O mundo conhecerá
E o que está escondido no fundo emergirá
E a voz mediterrânica e florestal
Lança muito além a civilização ora em tom boreal
Rainha do Atlântico Austral
TRADUZIONE
Bahia, mia nera
che accadrà
Se la tua freccia colpisce il percorso e arriva lì?
E la curva in linea retta
Se vai oltre quel blu nero che ti mura
Il mare, il mare?
Cucina questa canzone
Acquista l'attrezzatura e sai come usarla
Vendi talento e sai come caricare, guadagna
insisti su ciò che è bello
e il mondo vedrà
Torni ridendo nel posto che è tuo sul globo blu
Regina dell'Atlantico meridionale
Bahia, fonte mitica, incantata
Espandi la tua ascia, non nascondere nulla
Il tuo canto di gioia risuona lontano, nel tempo e nello spazio
Anno 1993, Caetano Veloso e Gilberto Gil registrano in studio l'album "Tropicalia 2", per omaggiare un disco iconico quale fu "Tropicalia", uscito nel 1968 e considerato il manifesto musicale del movimento chiamato Tropicalismo. Dopo aver registrato il disco i due cantautori intraprenderanno un tour insieme per suonare dal vivo le nuove canzoni unite ai loro grandi classici.
"Aboio" è la quinta traccia di Tropicalia 2, un pezzo breve ed acustico che finirà anche nella scaletta del tour, sentiamoci sia la versione studio che quella "live".
Penultima collaborazione di Caetano con il poeta e amico Wally Salomao.
Come Caetano, Wally era dello stato di Bahia, dove nacque nel 1943, precisamente in un paesino chiamato Jequiè. In questa canzone il testo è proprio del poeta baiano, mentre Veloso si occupa della musica. La canzone non sarà mai incisa da Caetano che la consegnerà alla sorella Bethania. Il pezzo può essere reperita nel disco "Olho d'agua" di Maria Bethania uscito nel 1992, alla registrazione partecipa lo stesso Caetano, sentiamola:
Seconda e ultima collaborazione tra Veloso e Djavan, dopo "Invisivel", ecco "Linha do equador".
La formula compositiva è la medesima, con Caetano al testo e Djavan a scrivere la musica, questa volta però la canzone non sarà ceduta a terzi interpreti ma sarà registrata dallo stesso Djavan per l'album "Coisa de acender" nel 1992. Caetano pur non registrando la canzone per un suo album, nel 1998 la eseguirà dal vivo durante il tour "Prenda minha". Sentiamoci dunque la versione studio di Djavan e quella "live" di Veloso.
"Invisivel" è una canzone scritta da Caetano insieme a Djavan, un'artista che Veloso ammira molto, nonché suo grande amico. Insieme realizzeranno in tutto due canzoni, oltre a questa infatti lo stesso anno scriveranno "Linha do equador".
Djavan nasce a Maceiò nel 1949 e nella sua musica combina la musica popolare statunitense, europea ed africana.
"Invisivel" vede Caetano alla scrittura del testo e Djavan occuparsi della musica, la canzone però non sarà incisa da nessuno dei due ma affidata a Maria Bethania che la registrerà per l'album "Olhos d'agua".
Il 1992 è un anno che vede Caetano andare in tour per promuovere l'album "Circulado", lo show si chiamerà infatti "Circulado vivo" e oltre a diventare un album dal vivo, Veloso realizzerà un documentario che racconta questo viaggio, con le canzoni inframezzate da interviste in cui il nostro artista di Santo Amaro spiega il suo punto di vista su molte tematiche e racconta la genesi di molte canzoni.
Ci sono anche pezzi inediti che non sono finiti su Circulado ma che trovano posto nella versione "live" del disco, è il caso di "Americanos", che lo stesso Caetano ricorda così durante un'intervista del 2003:"Non è arrivata mai ad essere una canzone. Non è un 'rap'. Nemmeno nella misura in cui 'Haiti' e 'Lingua' sono rap. È solo un elenco di annotazioni che ho preso per fare forse una canzone. Non le ho mai nemmeno memorizzate: ho letto le parole su un foglio nello spettacolo Circuladô (*). Ma credo che a rileggerlo oggi evidenzi molta lucidità nell'analisi della storia che si è vissuta".
Durante lo show la canzone era preceduta da una cover di Michael Jackson, "Black and white", sentiamola:
AMERICANOS
Americanos pobres na noite da Louisiana
Turistas ingleses assaltados em Copacabana
Os pivetes ainda pensam que eles eram americanos
Turistas espanhóis presos no Aterro do Flamengo
Por engano
Americanos ricos já não passeiam por Havana
Viados americanos trazem o vírus da aids
Para o Rio no carnaval
Viados organizados de Säo Francisco conseguem
Controlar a propagação do mal
Só um genocida em potencial
- De batina, de uniforme ou de avental -
Pode fingir que näo vê que os viados
- Tendo sido o grupo-vítima preferencial-
Estão na situaçäo de liderar o movimento para deter
A disseminação do HIV
Americanos são muito estatísticos
Têm gestos nítidos e sorrisos límpidos
Olhos de brilho penetrante que vão fundo
No que olham, mas não no própio fundo
Os americanos representam grande parte
Da alegria existente neste mundo
Para os americanos, branco é branco, preto é preto
(E a mulata não é a tal)
Bicha é bicha, macho é macho
Mulher é mulher e dinheiro é dinheiro
E assim ganham-se, barganham-se, perdem-se
Concedem-se, conquistam-se direitos
Enquanto aqui embaixo a indefinição é o regime
E dançamos com uma graça cujo segredo nem eu mesmo sei
Entre a delícia e a desgraça
Entre o monstruoso e o sublime
Americanos não são americanos
São velhos homens humanos
Chegando, passando, atravessando
São típicamente americanos
Americanos sentem que algo se perdeu
Algo se quebrou, está se quebrando
TRADUZIONE
Poveri americani nella notte della Louisiana
Turisti britannici derubati a Copacabana
I ragazzi pensano ancora di essere americani
Turisti spagnoli intrappolati ad Aterro do Flamengo
Per errore
I ricchi americani non frequentano più l'Avana
Le sigarette americane portano il virus dell'AIDS
A Rio nel Carnevale
Viados organizzati arrivando da San Francisco
Controllare la diffusione del male
Solo un potenziale genocidio
- In tonaca, uniforme o grembiule -
Puoi fingere di non vedere quelle sigarette
- Essendo stato il gruppo di vittime preferito-
Sono in grado di guidare il movimento all'arresto
La diffusione dell'HIV
Gli americani sono molto statistici
Hanno gesti chiari e sorrisi chiari
Occhi penetranti che vanno in profondità
Quello che guardano, ma non nelle loro stesse profondità
Gli americani rappresentano una grande parte
Della gioia che esiste in questo mondo
Per gli americani, il bianco è bianco, il nero è nero
(E il mulatto non è quello)
frocio è frocio, maschio è maschio
Una donna è una donna e il denaro è denaro.
E così vincono, contraggono, perdono
I diritti sono concessi, i diritti sono conquistati
Mentre quaggiù l'incertezza è il regime
E balliamo con una grazia di cui non conosco nemmeno il segreto
Canzone simpatica e leggera, "Santa Clara, padroeira da televisao" sa un po' di canzone riempitivo, di quelle molto utili per completare un album. Sentiamocela:
Non è mai stata eseguita dal vivo.
SANTA CLARA, PADROEIRA DA TELEVISAO
Santa Clara, padroeira da televisão
Que o menino de olho esperto saiba ver tudo
Entender certo o sinal, certo se perto do encoberto
Falar certo desse perto e do distante porto aberto
Mas calar
Saber lançar-se num claro instante
Santa Clara, padroeira da televisão
Que a televisão não seja o inferno interno, ermo
Um ver no excesso o eterno quase nada (quase nada)
Que a televisão não seja sempre vista
Como a montra condenada, a fenestra sinistra
Mas tomada pelo que ela é
De poesia
Quando a tarde cai onde o meu pai
Me fez e me criou
Ninguém vai saber que cor me dói
E foi
E aqui ficou
Santa Clara
Saber calar, saber conduzir a oração
Possa o vídeo ser a cobra de outro Éden
Porque a queda é uma conquista
E as miríades de imagens, suicídio
Possa o vídeo ser o lago onde Narciso
Seja um deus
Que saberá também
Ressuscitar
Possa o mundo ser como aquela ialorixá
A ialorixá que reconhece o orixá no anúncio
Puxa o canto pra o orixá que vê no anúncio
No caubói, no samurai, no moço nu, na moça nua
No animal, na cor, na pedra, vê na lua, vê na lua
Tantos níveis de sinais que lê
E segue inteira
Lua clara, trilha sina
Brilha, ensina-me a te ver
Lua, lua, continua em mim
Luar, no ar, na tv
São Francisco
TRADUZIONE
Santa Clara, patrona della televisione
Possa il ragazzo dall'occhio intelligente sapere vedere tutto
Prendi il segno giusto, giusto se vicino al nascondiglio
Per parlare proprio di questo porto aperto vicino e lontano
ma stai zitto
Sappi come lanciarti in un istante chiaro
Santa Clara, patrona della televisione
Che la televisione non sia l'inferno interiore, il deserto
Un vedere in eccesso l'eterno quasi nulla (quasi nulla)
Quella televisione non si vede sempre
Come la vetrina condannata, la sinistra fenestra
Ma presa per quello che è
di poesia
Quando il pomeriggio cade dove mio padre
mi ha fatto e mi ha creato
Nessuno saprà di che colore mi fa male
Ed esso era
e qui è rimasto
Santa Chiara
Saper tacere, saper guidare la preghiera
Possa il video essere il serpente di un altro Eden
Perché la caduta è una conquista
E le miriadi di immagini, il suicidio
Possa il video essere il lago dove Narciso
sii un dio
anche chi lo saprà
rianimare
Possa il mondo essere così ialorixá
L'ialorixá che riconosce l'orixá nell'annuncio
Tira la canzone sull'orixá che vedi nell'annuncio
Nel cowboy, nel samurai, nel ragazzo nudo, nella ragazza nuda
Nell'animale, nel colore, nella pietra, vedi nella luna, vedi nella luna
Quinta ed ultima collaborazione di Caetano con Vinicius Cantuaria, cantautore e polistrumentista brasiliano nato a Manaus nel 1951.
Veloso scrive il testo di questa canzone e Vinicius la musica, il pezzo sarà pubblicato nel 1991 nell'album di Cantuaria intitolato proprio "Rio negro".
Altra canzone fortemente sociale e politica di Caetano, che è sempre stato attento osservatore del mondo in cui vive. La canzone verrà ripresa anche da Fiorella Mannoia con testo in italiano, registrata per l'album "Gente comune" uscito nel 1994, quindi tre anni dopo la versione originale di Veloso che trova invece posto nell'album "Circulado" del 1991.
Caetano incide la canzone con la partecipazione speciale di Gilberto Gil e Gal Costa.
Sentiamoci anche la versione della Mannoia che vede la partecipazione dello stesso Caetano:
Nel 1992 abbiamo occasione di sentirla anche dal vivo, durante il tour "Circulado vivo", poi non sarà più eseguita "live":