Entriamo nell'anno 1981 che vedrà impegnato Caetano nella registrazione di un altro album di inediti intitolato "Outras palavras", registrato insieme al gruppo "A outra banda da terra". Inoltre parteciperà alla registrazione del disco "Brasil" insieme a Joao Gilberto, Gilberto Gil e Maria Bethania.
La canzone che andremo ad analizzare si chiama "Alteza" ed è un'altra collaborazione di Veloso con Waly Salomao, con cui realizzerà in tutto nel corso degli anni 9 canzoni.
Salomao, come detto in post precedenti, è stato un poeta brasiliano, che nel corso della sua carriera non si fece mancare collaborazioni col mondo della musica, lavorando non solo insieme a Caetano ma anche con Bethania, Gil e Gal Costa.
Salomao partorisce un testo melanconico che parla di una storia finita e Caetano ci cuce su una musica adatta, con tanto di armonica a bocca nell'arrangiamento a dare un tocco ancora più struggente al pezzo. Come al solito l'interpretazione di Bethania è eccezionale e sentita.
ALTEZA
Quando meu homem foi embora
Soprou aos 4 ventos um recado
Que meu trono era manchado
E meu reino esfiapado
Sou uma rainha que voluntariamente
Abdiquei cetro e coroa
E que me entrego e me dou
Inteiramente ao que sou
A vida nômade que no meu sangue ecoa
Abro a porta do carro fissurada
Toma-me ao mundo cigano
E sou puxada por um torvelinho
Abraçam todos os lugares
Chamam por mim os bares poeirentos
E eu espreito da calçada
Se meu amor bebe por lá
Como me atraem os colares de luzes
À beira do caminho
Errante, pego o volante
E faço nele o meu ninho
Pistas de meu homem
Aqui e ali rastreio
Parto prá súbitas, inéditas paisagens
Acendo alto meu farol de milha
Em cada uma das cidades por que passo
Seu nome escuto na trilha
Aldeia da Ajuda, Viçosa
Porto Seguro, Guarapari, Prado
Itagi, Belmonte, Prado
Jequié, Trancoso, Prado
Meu homem no meu coração
Eu carrego com todo cuidado
Partiu sem me deixar nem caixa-postal, direção
Chego a um lugar
E ele já levantou a tenda
Meu Deus! Será que eu caí num laço
Caí numa armadilha, uma cilada
E que este amor que toda me espraiou
Não passou de uma lenda
Pois quando chego num lugar
Dali ele já levantou a tenda
A tenda...
TRADUZIONE
Quando il mio uomo se n'è andato
un messaggio soffiato ai 4 venti
che il mio trono era appannato
e il mio regno logoro
Sono una regina che volontariamente
ha abdicato scettro e corona
E che mi arrendo e mi dono
completamente a quello che sono
La vita nomade che riecheggia nel mio sangue
Apro la portiera della macchina incrinata
portami nel mondo gitano
sono trascinato da un vortice
abbracciando tutti i posti
I bar polverosi mi chiamano
E sbircio dal marciapiede
per vedere se il mio amore beve lì
Come mi attraggono le collane di luce
per strada
vagabondo, prendo il volante
E ci faccio il mio nido
indizi dal mio uomo
proiezione qua e là
Parto per paesaggi improvvisi, inediti
Accendo la luce del mio miglio in alto
In ognuna delle città che passo
Sento il tuo nome sul sentiero
Help Village, Vicosa
Porto Seguro, Guarapari, Prado
Itagi, Belmonte, Prato
Jequié, Trancoso, Prato
il mio uomo nel mio cuore
Lo porto con molta attenzione
mi ha lasciato senza lasciarmi una cassetta postale, un indirizzo
arrivo in un posto
E ha già alzato la tenda
Mio Dio! Sono caduta in un cappio?
Sono caduta in una trappola, una trappola
E che questo amore che si è diffuso in me
Era solo una leggenda
Perché quando arrivo in un posto
Da lì ha già alzato la tenda
La tenda...

Nessun commento:
Posta un commento