Senza dubbio "Cajuina" è una delle composizioni più belle ed intriganti di Caetano Veloso.
Musicalmente è uno "Xote" morbido. Lo Xote è un genere ballabile brasiliano derivato dal "Forrò", con ritmo binario o quaternario. L'utilizzo di una fisarmonica nordestina, conferisce alla canzone una vena malinconica.
La canzone è contenuta nell'album "Cinema Trascendental" del 1979, disco in cui Caetano raggiunge un raro equilibrio tra musicalità moderna e poesia popolare.
La canzone parla della morte di Torquato Neto, poeta, attore e cineasta che si suicidò nel 1972.
Torquato fu uno dei mentori intellettuali del movimento chiamato "Tropicalismo", scrisse anche un breviario dal titolo "Tropicalismo per principianti", fu anche autore di molti testi di canzoni che promuovevano il tropicalismo come "Geleia Geral", musicata da Gilberto Gil.
Alla fine degli anni '70 Caetano stava attraversando il Brasile in tour per promuovere il suo nuovo album "Muito", una delle città toccate dal tour fu Teresina. Mentre era in hotel, Caetano ricevette la visita del dott. Heli, che era il padre di Torquato.
Caetano piangeva per la perdita dell'amico, il dott.Heli lo lasciò nel salone con un bicchiere di cajuina (una bevanda analcolica rinfrescante e dissetante tipica degli stati di Cearà e Piauì, prodotta con il cajù, il falso frutto dell'albero da cui si ricavano gli anacardi, coltivato nel nord-est del Brasile) ed andò in giardino ritornando con una piccolo rosa per Caetano.
Così Caetano racconta di quell'episodio: "In un tour del Brasile con lo spettacolo Muito, negli anni '70, ho ricevuto in hotel a Teresina, la visita del dottor Heli, il padre di Torquato [Neto]. Lo conosco da quando era venuto a Rio un paio di volte. Ma era la prima volta che lo vedevo dopo il suicidio di Torquato. Torquato si era, in qualche modo, allontanato da tutte le persone. Io non l'ho più visto dopo il mio ritorno da Londra: Dedé ed io vivevamo a Bahia e lui a Rio (salvo i periodi trascorsi a Teresina dove si faceva ricoverare per la sua instabilità mentale, si dice aggravata a causa dell'alcol). Non lo avevo visto a Londra: era stato in Europa, ma era tornato in Brasile poco prima del mio arrivo a Londra. Così eravamo di fatto distanti, ma senza rancore od ostilità. Gli auguravo ogni bene. Ero in disaccordo con l'atteggiamento aggressivo che aveva preso contro il Cinema Nuovo nell'articolo che scrisse, ma non ho mai avuto modo di dirglielo. Il giorno in cui si è ucciso, ero con Chico Buarque a Salvador per fare questo concerto da cui fu tratto il famoso disco. Torquato si era avvicinato molto a Chico, poco prima del Tropicalismo, tra il 1966 e il 1967. Al punto da essere più spesso insieme a Chico che a me. Chico ed io ricevemmo la notizia quando arrivammo al Teatro Castro Alves. Rimanemmo scioccati e ne parlammo a lungo. Ma non ho pianto. Sentivo una durezza di spirito dentro di me. Mi sentivo amareggiato e triste, ma non sentimentale. Quando, anni dopo, ho incontrato il dottor Heli, che era sempre una bella persona, come Torquato; Torquato che egli amava con grande tenerezza, questa mia durezza si ruppe. E ho pianto per ore senza fermarmi. Il dr. Heli mi consolava teneramente. Mi portò a casa sua. Donna Salome, la madre di Torquato, era ricoverata in ospedale. Eravamo solo io e lui in casa. Non disse quasi nulla. Prese una rosellina e me la diede. Mi mostrò le fotografie di Torquato appese alle pareti della casa. Servì per entrambi della Cajuína. E ne bevemmo lentamente. Per tutto il tempo continuavo a piangere. A differenza dei giorni della morte di Torquato, in cui non ero triste o amareggiato. E' stata una sensazione di calore e bontà, amorevole, diretta dal Dr. Heli e da Torquato, alla vita. Ma era troppo intenso e ho pianto. Il giorno dopo, già nella successiva città del tour, ho scritto Cajuína ".
La versione suonata nel 2001 in occasione del tour "Noites do norte" è più articolata e lunga, comprende anche un bell'assolo di chitarra nella parte centrale suonato dallo stesso Caetano e un assolo di violoncello di Morelenbaum, che per qualche anno è stato presenza fissa nei concerti di Veloso. Anche questa versione è ufficialmente documentata sia in audio che in video:
Nel 2002 la canzone viene re-incisa in studio insieme a Jorge Mautner e pubblicata nell'album "Eu nao peco desculpa", l'onore del canto però viene lasciato da Caetano a Mautner:
Ed ora gustiamoci qualche altra esecuzione della canzone non ufficiale, ovvero non pubblicata su cd o dvd, ma reperibile in rete. Iniziamo con Caetano ospite di una trasmissione televisiva brasiliana, oltre ad eseguire con la sua chitarra acustica "Cajuina" ci racconta anche la genesi della canzone:
Nel 2013 invece assistiamo ad un bel duetto, la canzone è infatti eseguita insieme a Marisa Monte, nell'ambito della manifestazione "Somos todos Amarildo", allestita per fare una raccolta fondi da donare alla famiglia del muratore (Amarildo) ucciso dalla polizia a Rocinha:
Ed ora ecco una esibizione in terra italica, negli studi della Rai:
Questa versione vede Veloso interpretare la canzone insieme a Gil e ad Elba Ramalho:
L'angolo del tutorial:
Ecco un tutorial per suonare in maniera corretta la canzone:
CAJUINA
Existirmos: a que será que se destina?
Pois quando tu me deste a rosa pequenina
Vi que és um homem lindo e que se acaso a sina
Do menino infeliz não se nos ilumina
Tampouco turva-se a lágrima nordestina
Apenas a matéria vida era tão fina
E éramos olharmo-nos intacta retina
A cajuína cristalina em Teresina
TRADUZIONE
Qual è lo scopo della nostra esistenza?
Perché, quando mi desti la piccola rosa
Mi sono reso conto che sei una persona stupenda
E visto che il destino del ragazzo infelice non ci illumina,
Né si offusca la lacrima del Nord-Est
Solo la vita è un argomento così sottile
E siamo rimasti a guardarci l'un l'altro,
Retina intatta
Cristallina cajuína a Teresina
ACCORDI
Cm Dm7(5-)
Existirmos: a que será que se destina?
G7 Cm
Pois quando tu me deste a rosa pequenina
C7 Fm7
Vi que és um homem lindo e que se acaso a sina
Bb7 Eb7M
Do menino infeliz não se nos ilumina
Ab7M G7
Tampouco turva-se a lágrima nordestina
C7
Apenas a matéria vida era tão fina
Fm7
E éramos olharmo-nos intacta retina
G7 G5+ G Cm
A cajuína cristalina em Teresina

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