Questa canzone è un omaggio di Caetano al gruppo "Novos Baianos", i cui componenti vengono anche citati nel testo.
Lo strumento guida della canzone è una tastiera elettrica, il ritmo è soffuso e rilassato, ma la canzone stenta a decollare e Caetano non la riproporrà mai dal vivo.
Sentiamo anche una breve intervista in cui Caetano conferma che la canzone è stata scritta in omaggio ai Novos Baianos:
OS MENINOS DANÇAM
Pinta uma estrela na lona azul do céu
Pinta uma estrela lá
Pinta um malandro
E no malandro outro malandro flutua angelical
Um por um, um por um, um por um, um por um, um por um
Agora a moça esboça um salto, vai, mas não vai
Todos sabem voar
Baby, Boca, Charles
A tribo blue, nomadismo, tenda templo, circo transcendental
Jorge, Pepeu, Bola, Didi
A história do samba, a luta de classes, os melhores passes de Pelé
Altra traccia contenuta nell'album "Cinema trascendental" del 1979, "Oraçao ao tempo" cattura l'ascoltatore con il suo incedere ipnotico, la canzone si apre con una fisarmonica ma poi l'arrangiamento si baserà solo sulla chitarra acustica, sulle percussioni e sui cori femminili. La canzone manca di un "middle eight" ovvero di un ritornello, nonostante ciò non perde il suo "appeal".
Iniziamo con una performance risalente al 1987:
Qui invece Caetano esegue "Oraçao ao tempo" negli studi televisivi del programma brasiliano "Fantastico", è una versione solo chitarra e voce risalente al 2007:
Ecco una versione sinfonica della canzone, eseguita insieme all'Orkestra Rumpilezz, creata da Letieres Leite nel 2006, questa esibizione molto emozionante risale al 2019:
Nel 2017 parte il tour "Ofertorio", unico nel suo genere, perché vede Caetano sul palco esibirsi insieme ai suoi figli: Zeca, Moreno e Tom. Tra le canzoni delle scaletta viene inserita anche "Oraçao ao tempo", gustiamoci questa esibizione "familiare":
La canzone è stata inserita anche nel "Live de Natal", uno show organizzato nel dicembre 2020 "online" vista l'impossibilità di esbiirsi in maniera canonica, a causa della pandemia dovuta al Covid:
L'angolo del tutorial:
Vediamo come suonare correttamente la canzone, grazie a questo tutorial:
Caetano Veloso in un'intervista del 2003 ci racconta com'è nata "Menino do rio": "L'ho scritta per Baby Consuelo, che mi aveva chiesto una canzone da dedicare a un ragazzo che pensava fosse carino, Peti, un surfista di Rio, e mio ottimo amico, stavamo spesso insieme, andavamo al cinema. Un giorno venne a casa mia e mentre parlavamo mi ricordai della richiesta di Baby. Avevo la chitarra e composi la melodia mentre parlavo con Peti e Dedé in soggiorno, cantavo piano, sottovoce, e dopo pochi minuti la canzone era bella e pronta, così l'ho fatta sentire a Baby, a cui è piaciuta molto e l'ha registrata. L'ho registrata anche io, perché anche ai musicisti della mia band è piaciuta molto".
Ma sentiamo questo racconto dalla viva voce di Caetano:
La canzone venne incisa nel 1979 e finì nell'album "Cinema trascendental", è un pezzo dolce e delicato, con un arrangiamento acustico molto soft, il piano elettrico si fonde molto bene alle chitarre, la suadente voce di Caetano fa il resto:
Sentiamoci anche la versione di Baby Consuelo, nota anche come Baby do Brasil, che ha fatto parte anche del gruppo "Novos Baianos":
All'epoca ci furono anche polemiche sulla canzone, perché alcuni ritenevano strano e improprio che un'artista di sesso maschile scrivesse una canzone d'amore su un altro ragazzo. Ovviamente la realtà era un'altra, come detto prima fu Baby Consuelo a chiedere a Veloso di comporre questa canzone per il surfista Peti di cui si era innamorata.
La canzone è stata di tanto in tanto eseguita anche dal vivo, sentiamoci questa versione risalente al tour "Noites do norte" del 2001. L'arrangiamento punta molto sulla sezione ritmica-percussiva. Personalmente preferisco l'arrangiamento del disco o in alternativa quello acustico:
Nel 2010 la canzone è entrata di tanto in tanto anche nel tour "Zii e zie", rispetto alla versione live del 2001, questa è più soft e più fedele alla versione disco:
Nel 2011 ecco una bella versione acustica, eseguita insieme a Maria Gadù con la quale intraprese un tour mondiale:
Il 31 ottobre 2012, altro duetto, stavolta è proprio Baby Consuelo, per il quale Caetano aveva scritto il pezzo, a cantare "Menino do Rio" insieme al cantautore baiano:
I due hanno replicato il duetto anche nel 2018, durante il programma televisivo brasiliano "Altas Horas":
Chiudiamo la carrellata dei video con una esibizione acustica del 2017 fatta ad una trasmissione televisiva, che vedeva tra gli ospiti anche Ivete Sangalo:
Seconda collaborazione di Caetano con Waly Salomao, la prima in assoluto fu "A voz de uma pessoa vitoriosa" nel 1978, questa invece si chiama "Mel" ed è del 1979, non verrà però registrata da Veloso ma incisa lo stesso anno da Maria Bethania per il suo album che prenderà il titolo proprio da questa canzone.
Nel 1994Willie Colon, musicista americano di musica salsa classe '50, registra una versione in spagnolo della canzone, includendola nel suo album "Criollo".
Nel 1998 Caetano decide di suonare dal vivo la canzone nel tour "Prenda minha".
Iniziamo a sentirci la versione di Maria Bethania:
Nel 1984Willie Colon è ospite del programma di Chico Buarque e Caetano Veloso, abbiamo così l'occasione di sentire per la prima volta dal vivo il pezzo, che è cantato un po' in spagnolo e un po' in portoghese:
Chiudiamo la carrellata dei video vedendoci l'esecuzione della canzone di Veloso durante il "Prenda minha" tour, anche in questa occasione l'esecuzione è mista, un po' in portoghese e un po' in spagnolo:
Rispetto alla versione di Bethania, quella di Veloso è più "salsera", con gli strumenti a fiato in grande spolvero!
MEL
Oh, abelha rainha
Faz de mim
Um instrumento de teu prazer
Sim, e de tua glória
Pois se é noite de completa escuridão
Provo do favo de teu mel
Cavo a direta claridade do céu
E abarco o sol com a mão
É meio-dia, é meia-noite é toda hora
Lambe olhos, torce cabelos
Feiticeira, vamo-nos embora
É meio-dia, é meia-noite
Faz zum zum na testa
Na janela, na fresta da telha
Pela escada, pela sala, pela estrada
Toda afora
Anima de vida
O seio da floresta
Amor empresta
A praia deserta
Zumbi na orelha
Concha do mar
Oh, abelha, boca de mel, carmim
Carnuda, vermelha
Oh, abelha rainha
Faz de mim
Um instrumento de teu prazer
Sim, e de tua glória
E de tua glória
E de tua glória,e da tua glória
De tua glória, da tua glória
Da tua glória, e de tua glória
TRADUZIONE
Oh, ape regina
Rendimi
Lo strumento del tuo piacere
Sì, e della tua gloria
Perché se è notte di completa oscurità
Gusto il sapore del tuo miele
Vado dritto alla nitidezza del cielo
E abbraccio il sole con la mano
È mezzogiorno, è mezzanotte, è tutto il tempo
Lecca gli occhi, attorciglia i capelli
Maga, andiamo
È mezzogiorno, è mezzanotte
Emette un ronzio sulla fronte
Nella finestra, nella fessura delle piastrelle
Su per le scale, attraverso la stanza, in fondo alla strada
Tutto
Vita anima
Il seno della foresta
L'amore presta
La spiaggia deserta
Ronza nell'orecchio
conchiglia
Oh, ape, bocca di miele, carminio
Carnoso, rosso
Oh, ape regina
Rendimi
Lo strumento del tuo piacere
Sì, e della tua gloria
E della tua gloria
E della tua gloria e della tua gloria
Della tua gloria, della tua gloria
Della tua gloria e della tua gloria
ACCORDI
C7M Eb° Dm7 G7 C7M A7
Ó abelha rainha faz de mim um instrumento do teu prazer
Em7(b5) A7(b9) A7 Dm7 G7
Sim, e de tua glória
C7M A7
Pois se é noite de completa escuridão
Dm7 Fm6
Provo do favo de teu mel
Em7 Bb7 A7 Dm7
Cavo a direita claridade do céu
G7 C7M C7
E agarro o sol com a mão
F Em7 A7 Dm7 G7
É meio-dia, é meia-noite, e toda hora
C7M Bm7 E7 Am Gm7 C7
Lambe olhos, torce cabelos, feiticeira vamo-nos embora
F Em7 A7 Dm7 G7
É meio-dia, é meia-noite, faz zumzum na testa
Dm7 G7 Em7
Na janela, na fresta da telha
A7 Em7 A7 Dm7
Pela escada, pela porta, pela estrada toda a fora
G7 Dm7
Anima de vida o seio da floresta
G7 Em7
O amor empresta
A7 Em7 A7
a praia deserta zumbe na orelha, concha do mar
Dm7 G7 Dm7 G7
Ó abelha, boca de mel, carmin, caruda, vermelha
C7M Eb° Dm7 G7 C7M A7(b13) A7
Ó abelha rainha faz de mim um instrumento do teu prazer
Altra canzone di stampo "carnevalesco" per Caetano, divertente e leggera, anche se ne ha fatte di migliori.
Fu pubblicata nel 1979 sul 45 giri "Carnaval 80 de Caetano Veloso", ma la si può trovare anche nella raccolta "Pipoca moderna-Caetano Veloso raro&inedito 75-82" uscita nel 2006.
Collaborazione di Caetano con Pepeu Gomes, cantante e chitarrista baiano, classe '52. La canzone si chiama "Malacaxeta II" e Veloso si occupa della scrittura del testo.
La canzone verrà pubblicata nel 1979 nell'album di Gomes chiamato "Na terra a mais de mil", anche se nel 1978 era stata inserita in forma strumentale nel suo primo album.
Pepeu oltre ad essere stato un membro del gruppo "Novos Baianos", accompagnò con la sua chitarra Gilberto Gil e Caetano Veloso nello show "Barra 69".
MALACAXETA II
Tudo em você é luz áspera
Vida de quase cristal
Brilho da malacaxeta no fosco da terra
Uma fagulha d’alma
Brasa calma
Palma da mão
Uma tranquila faísca que dança no meu coração
Tudo em você é euforia
Insônia
Prazer
Ligação
Brilho da malacaxeta no olho da noite
Mas é que eu quero sempre
Quero muito
Quero você
Você produz toda luz
Que eu preciso e que eu gosto de ver
TRADUZIONE
Tutto in te è luce cruda
Quasi una vita di cristallo
Bagliore della Malacaxeta nella maschera della terra
Canzone allegra e gioiosa questa "Lua de Sao Jorge", Veloso attacca il pezzo con un ritmo lento ma dopo poche strofe l'andatura cambia, per l'arrangiamento Caetano opta per un piano elettrico con l'apporto ritmico della chitarra e delle percussioni, a metà pezzo subentrano anche gli strumenti a fiato a dare ancora più colore a questo simpatico pezzo.
Nel 1999 per festeggiare i 20 della sua esistenza, la Banda di Olodum, un gruppo percussivo molto famoso in Brasile, realizza un disco chiamato "A musica de Olodum- 20 anos", tra le tracce dell'album c'è anche un rifacimento della canzone "Lua de Sao Jorge" con la partecipazione dello stesso Caetano, che condivide il canto con la banda di Olodum. L'arrangiamento rispetto alla versione originale è molto diverso, il primo era più etereo e rilassato, questo più festoso e roboante, con le percussioni e le trombe in primo piano:
La canzone viene suonata raramente nei concerti, vediamoci una versione risalente all'agosto del 1983, Caetano la suona a Roma nell'ambito dello show itinerante "Bahia de todos os samba" che raduna ben 150 mila persone tra il Circo Massimo e Piazza Navona. A suonare, oltre a Caetano, ci sono tantissimi artisti brasiliani di levatura internazionale Dorival Caymmi, João Gilberto, Gilberto Gil, Gal Costa, Nana Caymmi, Tom Zé e tanti altri.
"Louco por voce" è contenuta nell'album "Cinema trascendental" del 1979, pezzo dall'atmosfera sognante, con la chitarra molto "effettata" e un piano elettrico a completare l'arrangiamento.
Pezzo non irresistibile, che anche Caetano dimentica presto, non riproponendolo tra l'altro mai dal vivo.
Come accaduto per la cover di "It's all over now, baby blue" di Bob Dylan, Veloso realizza una traduzione in portoghese anche per la bellissima canzone "Nature boy" di Eden Ahbez. Questa versione però non sarà mai registrata ufficialmente da Caetano, nel 2007 però uscirà nell'album "Pipoca Moderna-Caetano raro&inedito"- disco contenuto nel box che celebra i 40 anni di attività di Veloso, grazie a questa pubblicazione possiamo così sentire una breve demo acustica della canzone.
Caetano inciderà invece ufficialmente la versione cantata in inglese in ben due occasioni, la prima nel 1986 nel disco dal vivo "Totalmente demais", e nel 2004 nel disco "A foreign sound" in cui Veloso corona il suo sogno di incidere un album con le cover delle canzoni americane che più ama.
Ma torniamo a "Nature boy" , la storia della canzone e soprattutto, la storia del suo autore è molto affascinante: Eden ahbez, il cui vero nome era George McGrew, aveva adottato il nuovo nome dopo che nel 1941 era arrivato a Los Angeles, dove era entrato in contatto con la filosofia Naturmensch e Lebensreform influenzata dal movimento tedesco Wandervogel, gli aderenti a questa filosofia erano capelloni e barbuti crudisti vegani chiamati "Nature Boys", ai quali McGrew si unì scegliendo il nome eden ahbez, con le iniziali minuscole. Compose in quel periodo "Nature Boy" nella grotta in cui era andato a vivere nei pressi di Palm Springs. La canzone, in parte autobiografica, è un tributo a Bill Pester, che era mentore di ahbez per avergli fatto scoprire Naturmensch e Lebensreform.
Nel 1947, ahbez fece vedere uno spartito del brano al manager di Nat King Cole, chiedendogli invano di sottoporlo al suo assistito, lo diede quindi a Otis Pollard, collaboratore di Cole, fu così che il cantante conobbe la canzone e se ne innamorò, iniziò a cantarla durante i concerti e il pubblico ne fu entusiasta. Si mise quindi alla ricerca di ahbez, che era sparito e dopo avere scoperto dove abitava andò a farsi dare il permesso per registrarla.
Il brano fu registrato il 22 agosto 1947 insieme all'orchestra diretta da Frank De Vol, l'arrangiatore della Capitol Records. Furono utilizzati strumenti a corda e flauti per dare risalto al lato incantevole che la composizione trasmette. Le prime due battute della melodia si rifanno a quella del secondo movimento nel Quintetto per piano nº 2 del compositore Antonín Dvořák.
Iniziamo col sentire la versione di Nat King Cole e poi il demo acustico in portoghese di Veloso:
Nel 1979Ney Matogrosso incide la canzone per il suo album "Seu tipo" e Caetano partecipa alla registrazione suonando alla chitarra, sentiamola:
Passiamo ora a sentire le due versioni in inglese, ecco quella "live" presa dall'album "Totalmente demais", che è totalmente acustica, solo chitarra e voce:
Ecco la versione contenuta in "A foreign sound", che rispetto alla precedente è suonata con una chitarra elettrica con molto eco e riverbero:
L'angolo delle curiosità:
Anche Vinicius de Moraes adorava questa canzone e ne registrò una sua versione insieme a Toquinho nel 1975:
ENCANTADO
Era um rapaz, estranho e encantador rapaz
Ouvi que andara a viajar, viajar
Toda terra e o mar
Menino só e tímido
Mas sábio demais
Eis que uma vez, num dia mágico
O encontrei e ao conversarmos
Lhe falei sobre os reis
Sobre as leis e a dor
E ele ensinou
Nada é maior
Que dar amor
E receber de volta amor
NATURE BOY
There was a boy, a very strange enchanted boy
They say he wandered very far, very far, over land and sea,
A little shy and sad of eye, but very wise was he
And then one day, a magic day, he passed my way
And while we spoke of many things, fools and kings,
"Ela e eu" è una canzone molto malinconica e personale, scritta da Caetano quando stava giungendo al termine il suo matrimonio con Dedè. Caetano non la registrerà mai per un suo disco, sarà invece incisa dalla sorella Bethania per l'album "Mel" uscito nel 1979. Sentiamoci la versione di Bethania e una breve intervista radiofonica in cui Veloso parla brevemente della canzone:
La canzone non ha mai trovato posto nei concerti dell'artista baiano, almeno fino al 2017, quando è stata eseguita da Caetano insieme ai suoi figli, durante l'Ofertorio Tour. Vediamoci questa bella versione "familiare":
Nel 1994Caetano aveva accennato la canzone alla chitarra acustica mentre era ospite ad un programma televisivo brasiliano chiamato "Por acaso...":
ELA E EU
Há flores de cores concentradas
Ondas queimam rochas com seu sal
Vibrações do sol no pó da estrada
Muita coisa, quase nada
Cataclismos, carnaval
Há muitos planetas habitados
E o vazio da imensidão do céu
Bem e mal e boca e mel
E essa voz que Deus me deu
Mas nada é igual a ela e eu
Lágrimas encharcam minha cara
Vivo a força rara desta dor
Clara como a luz do sol que tudo anima
Como a própia perfeição da rima para amor
Outro homem poderá banhar-se
Na luz que com essa mulher cresceu
Muito momento que nasce
Muito tempo que morreu
Mas nada é igual a ela e eu
TRADUZIONE
Ci sono fiori dai colori concentrati
Le onde bruciano le rocce con il loro sale
Vibrazioni del sole nella polvere della strada
Molto, quasi niente
Cataclismi, Carnevale
Ci sono molti pianeti abitati
E il vuoto della vastità del cielo
Bene e male e bocca e miele
E quella voce che Dio mi ha dato
Ma niente è come me e lei
Le lacrime mi bagnano il viso
Vivo la forza rara di questo dolore
Chiaro come il sole che anima ogni cosa
Come la perfezione stessa della filastrocca per amore
Senza dubbio "Cajuina" è una delle composizioni più belle ed intriganti di Caetano Veloso.
Musicalmente è uno "Xote" morbido. Lo Xote è un genere ballabile brasiliano derivato dal "Forrò", con ritmo binario o quaternario. L'utilizzo di una fisarmonica nordestina, conferisce alla canzone una vena malinconica.
La canzone è contenuta nell'album "Cinema Trascendental" del 1979, disco in cui Caetano raggiunge un raro equilibrio tra musicalità moderna e poesia popolare.
La canzone parla della morte di Torquato Neto, poeta, attore e cineasta che si suicidò nel 1972.
Torquato fu uno dei mentori intellettuali del movimento chiamato "Tropicalismo", scrisse anche un breviario dal titolo "Tropicalismo per principianti", fu anche autore di molti testi di canzoni che promuovevano il tropicalismo come "Geleia Geral", musicata da Gilberto Gil.
Alla fine degli anni '70 Caetano stava attraversando il Brasile in tour per promuovere il suo nuovo album "Muito", una delle città toccate dal tour fu Teresina. Mentre era in hotel, Caetano ricevette la visita del dott. Heli, che era il padre di Torquato.
Caetano piangeva per la perdita dell'amico, il dott.Heli lo lasciò nel salone con un bicchiere di cajuina (una bevanda analcolica rinfrescante e dissetante tipica degli stati di Cearà e Piauì, prodotta con il cajù, il falso frutto dell'albero da cui si ricavano gli anacardi, coltivato nel nord-est del Brasile) ed andò in giardino ritornando con una piccolo rosa per Caetano.
Così Caetano racconta di quell'episodio: "In un tour del Brasile con lo spettacolo Muito, negli anni '70, ho ricevuto in hotel a Teresina, la visita del dottor Heli, il padre di Torquato [Neto]. Lo conosco da quando era venuto a Rio un paio di volte. Ma era la prima volta che lo vedevo dopo il suicidio di Torquato. Torquato si era, in qualche modo, allontanato da tutte le persone. Io non l'ho più visto dopo il mio ritorno da Londra: Dedé ed io vivevamo a Bahia e lui a Rio (salvo i periodi trascorsi a Teresina dove si faceva ricoverare per la sua instabilità mentale, si dice aggravata a causa dell'alcol). Non lo avevo visto a Londra: era stato in Europa, ma era tornato in Brasile poco prima del mio arrivo a Londra. Così eravamo di fatto distanti, ma senza rancore od ostilità. Gli auguravo ogni bene. Ero in disaccordo con l'atteggiamento aggressivo che aveva preso contro il Cinema Nuovo nell'articolo che scrisse, ma non ho mai avuto modo di dirglielo. Il giorno in cui si è ucciso, ero con Chico Buarque a Salvador per fare questo concerto da cui fu tratto il famoso disco. Torquato si era avvicinato molto a Chico, poco prima del Tropicalismo, tra il 1966 e il 1967. Al punto da essere più spesso insieme a Chico che a me. Chico ed io ricevemmo la notizia quando arrivammo al Teatro Castro Alves. Rimanemmo scioccati e ne parlammo a lungo. Ma non ho pianto. Sentivo una durezza di spirito dentro di me. Mi sentivo amareggiato e triste, ma non sentimentale. Quando, anni dopo, ho incontrato il dottor Heli, che era sempre una bella persona, come Torquato; Torquato che egli amava con grande tenerezza, questa mia durezza si ruppe. E ho pianto per ore senza fermarmi. Il dr. Heli mi consolava teneramente. Mi portò a casa sua. Donna Salome, la madre di Torquato, era ricoverata in ospedale. Eravamo solo io e lui in casa. Non disse quasi nulla. Prese una rosellina e me la diede. Mi mostrò le fotografie di Torquato appese alle pareti della casa. Servì per entrambi della Cajuína. E ne bevemmo lentamente. Per tutto il tempo continuavo a piangere. A differenza dei giorni della morte di Torquato, in cui non ero triste o amareggiato. E' stata una sensazione di calore e bontà, amorevole, diretta dal Dr. Heli e da Torquato, alla vita. Ma era troppo intenso e ho pianto. Il giorno dopo, già nella successiva città del tour, ho scritto Cajuína ".
Nel 1982 la canzone entra nella scaletta del tour "Cores, nomes":
Caetano esegue spesso questa canzone nei suoi concerti, iniziamo con quella fatta nel 1997 a San Marino, nel Teatro Nuovo di Dogana, completamente esaurito per quello che è un concerto omaggio a Federico Fellini e Giulietta Masina. Veloso è sempre stato un grande fan dei film italiani, soprattutto di quelli relativi al neorealismo Nel corso della sua carriera ha anche scritto una canzone dedicata alla Masina, intitolata proprio "Giulietta Masina" ,di cui parleremo in un altro articolo del blog.
Torniamo all'esibizione a San Marino, che fortunatamente è stata registrata professionalmente e pubblicata in un cd uscito due anni dopo, nel 1999, dal titolo "Caetano Veloso-Omaggio a Federico e Giulietta".
Caetano Veloso suona la chitarra classica ed è accompagnato dal violoncello di Morelenbaum:
La versione suonata nel 2001 in occasione del tour "Noites do norte" è più articolata e lunga, comprende anche un bell'assolo di chitarra nella parte centrale suonato dallo stesso Caetano e un assolo di violoncello di Morelenbaum, che per qualche anno è stato presenza fissa nei concerti di Veloso. Anche questa versione è ufficialmente documentata sia in audio che in video:
Nel 2002 la canzone viene re-incisa in studio insieme a Jorge Mautner e pubblicata nell'album "Eu nao peco desculpa", l'onore del canto però viene lasciato da Caetano a Mautner:
Ed ora gustiamoci qualche altra esecuzione della canzone non ufficiale, ovvero non pubblicata su cd o dvd, ma reperibile in rete. Iniziamo con Caetano ospite di una trasmissione televisiva brasiliana, oltre ad eseguire con la sua chitarra acustica "Cajuina" ci racconta anche la genesi della canzone:
Nel 2013 invece assistiamo ad un bel duetto, la canzone è infatti eseguita insieme a Marisa Monte, nell'ambito della manifestazione "Somos todos Amarildo", allestita per fare una raccolta fondi da donare alla famiglia del muratore (Amarildo) ucciso dalla polizia a Rocinha:
Ed ora ecco una esibizione in terra italica, negli studi della Rai:
Questa versione vede Veloso interpretare la canzone insieme a Gil e ad Elba Ramalho:
L'angolo del tutorial:
Ecco un tutorial per suonare in maniera corretta la canzone:
CAJUINA
Existirmos: a que será que se destina?
Pois quando tu me deste a rosa pequenina
Vi que és um homem lindo e que se acaso a sina
Do menino infeliz não se nos ilumina
Tampouco turva-se a lágrima nordestina
Apenas a matéria vida era tão fina
E éramos olharmo-nos intacta retina
A cajuína cristalina em Teresina
TRADUZIONE
Qual è lo scopo della nostra esistenza?
Perché, quando mi desti la piccola rosa
Mi sono reso conto che sei una persona stupenda
E visto che il destino del ragazzo infelice non ci illumina,
"Beleza pura" viene scritta nel 1979 e inserita nell'album "Cinema trascendental".
La traccia si apre con un rumore "tribale" di bonghi, poi entra la suadente voce di Caetano che alterna un cantato rilassato ad una parte, "scioglilingua", eseguita in maniera molto veloce, quasi in stile rap. Molto belli anche i cori femminili. Una canzone affascinante, dalla melodia un po' insolita ma che ti rimane appiccicata addosso.
Nel 2003, durante un'intervista, Caetano ci racconta cos'è che ha ispirato la composizione della canzone: “C'é un riferimento diretto alla canzone di Elomar, che amo, si chiama "O violeiro" e una parte del testo recita: "Viola, furria, amô, dinhêro não"."Beleza Pura" è un saluto all'inizio della "conquista" della città di Salvador da parte dei neri. È sempre stata una città con tanti neri, ma, fino agli anni '70, erano più o meno 'al loro posto': rete, manici xaréu, suonatori di candomblé, pescatori, venditori di acarajé, tutti molto nobili, belli, ma ognuno nel suo luogo tradizionale. E negli anni '70, in gran parte a causa dell'influenza del movimento nero nordamericano e sudafricano, ma anche per lo sviluppo del mondo e del Brasile, i neri conquistarono la città di Bahia in un altro modo, e 'Beleza Pura' è un saluto all'inizio di quell'evento. Sono sempre stato legato all'origine di queste cose, quindi non ho mai potuto sentire l'antipatia che le persone pretenziose del centro avevano verso la musica axé. Per non parlare di "Behind the Trio and Tram", degli anni precedenti ".
Non sono molte le volte che la canzone è stata eseguita dal vivo, nel 1993 durante il concerto "Tropicalia 2" che festeggiava il 25° anniversario dell'album "Tropicalia", viene eseguita insieme a Gilberto Gil, con un arrangiamento ricco di percussioni, con Caetano alla chitarra acustica e Gil alla elettrica. La canzone rispetto alla versione del disco viene dilatata, coinvolgendo anche il pubblico, fino a durare sette minuti, vediamola insieme:
Una versione sicuramente più sobria e tranquilla quella andata in scena nel 2011 durante il tour fatto insieme a Maria Gadù, gustiamoci questa versione acustica:
BELEZA PURA
Não me amarra dinheiro não
Mas formosura
Dinheiro não
A pele escura
Dinheiro não
A carne dura
Dinheiro não
Moça preta do Curuzu
Beleza pura
Federação
Beleza pura
Boca do Rio
Beleza pura
Dinheiro não
Quando essa preta começa a tratar do cabelo
É de se olhar
Toda a trama da trança
A transa do cabelo
Conchas do mar
Ela manda buscar pra botar no cabelo
Toda minúcia
Toda delícia
Não me amarra dinheiro não
Mas elegância
Não me amarra dinheiro não
Mas a cultura
Dinheiro não
A pele escura
Dinheiro não
A carne dura
Dinheiro não
Moço lindo do Badauê
Beleza pura
Do Ilê Aiyê
Beleza pura
Dinheiro yeah
Beleza pura
Dinheiro não
Dentro daquele turbante do Filho de Gandhi
É o que há
Tudo é chique demais
Tudo é muito elegante
Manda botar
Fina palha da costa e que tudo se trance
Todos os búzios
Todos os ócios
Não me amarra dinheiro não
Mas os mistérios
TRADUZIONE
Non mi prendono i soldi no
Ma la bellezza
Denaro no
La pelle scura
Denaro no
La carne dura
Denaro no
Ragazza nera Curuzu
Pura bellezza
Federazione
Pura bellezza
Foce del fiume
Pura bellezza
Denaro no
Quando questa donna di colore inizia a prendersi cura dei suoi capelli
È da guardare
L'intera trama della treccia
Il sesso dei capelli
Conchiglie di mare
Manda a prenderlo tra i capelli
Ogni dettaglio
Tutta delizia
I soldi non mi prendono
Ma l'eleganza
I soldi non mi prendono
Ma la cultura
Denaro no
La pelle scura
Denaro no
La carne dura
Denaro no
Un ragazzo stupendo di Badauê
Pura bellezza
Da Ilê Aiyê
Pura bellezza
Soldi sì
Pura bellezza
Denaro no
Dentro quel turbante del Figlio di Gandhi
Questo è tutto
Tutto è troppo chic
Tutto è molto elegante
Invialo
Paglia sottile dalla costa e lascia che il tutto si attorcigli