Eccoci di fronte ad una nuova collaborazione Gil-Veloso, la canzone si chiama "No dia em que eu vim-me embora" e vede Caetano in veste di paroliere e Gil autore della musica.
Canzone che risale al 1967-68, con un testo che parla dell'addio di un ragazzo, che in cerca di fortuna, lascia il focolare domestico, con conseguente disperazione e tristezza di tutta la sua famiglia.
Un addio che sciocca anche il protagonista, che sopraffatto dall'emozione si sente confuso e si ritrova poi a vagare per la metropoli, senza ne piangere, ma neanche sorridendo.
Il pezzo trova posto sull'album "Caetano Veloso" uscito nel 1968.
L'organo è lo strumento portante di questo brano, che conferisce solennità e maggiore profondità alla canzone.
La canzone è stata coverizzata da molti artisti: Elis Regina, Vinicius Cantuaria e persino dal grande Luiz Gongaza, artista nato in una fattoria del Pernambuco nel 1912 divenne uno dei più grandi rappresentanti della musica nordestina brasiliana.
Era noto con l'appellativo: "Re del baiao", morì a Recife nel 1989.
Il "baiao" era un genere musicale che nacque a seguito di feste dominate dalla danza, e si basa su un ritmo sincrono duplicato. Le melodie di questo genere sono generalmente molto tristi ma furono spesso modificate da Gonzaga per adattarle ai palati delle persone dei grandi centri urbani.
Gli strumenti pensati da Gonzaga per accompagnare il ritmo furono fisarmonica, tamburo e triangolo.
Gilberto Gil scrisse nel 1976 una canzone che parla di questo genere musicale, intitolata: "De onde vem o baiao".
Sentiamoci dunque la canzone e poi la cover di Luiz Gonzaga, che inserì questa canzone nel suo album "O canto jovem de Luiz Gonzaga" uscito nel 1971:
NO DIA EM QUE EU VIM-ME EMBORA
No dia em que eu vim-me embora
Minha mãe chorava em ai
Minha irmã chorava em ui
E eu nem olhava pra trás
No dia que eu vim-me embora
Não teve nada de mais
Mala de couro forrada com pano forte, brim cáqui
Minha avó já quase morta
Minha mãe até a porta
Minha irmã até a rua
E até o porto meu pai
O qual não disse palavra durante todo o caminho
E quando eu me vi sozinho
Vi que não entendia nada
Nem de pro que eu ia indo
Nem dos sonhos que eu sonhava
Sentia apenas que a mala de couro que eu carregava
Embora estando forrada
Fedia, cheirava mal
Afora isso ia indo, atravessando, seguindo
Nem chorando, nem sorrindo
Sozinho pra Capital
Nem chorando, nem sorrindo
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho
TRADUZIONE
Nel giorno che me ne sono andato
Mia madre stava lì piangendo
Mia sorella piangeva lì
Io non mi sono neanche voltato
Nel giorno che me ne sono andato
Non c'era nulla più
Valigia in pelle foderata con tessuto resistente, denim color kaki
Mia nonna era quasi morta
Mia madre fino alla porta
Mia sorella in fondo alla strada
E fino al porto mio padre
Che non ha detto parola per tutto il tragitto
E quando mi sono ritrovato solo
Ho visto che non capivo niente
Neanche capivo dove andavo
Non capivo i sogni che facevo
Sentivo a malapena la valigia che portavo
Nonostante fosse foderata
Puzzava
Nonostante ciò proseguivo il cammino
Senza ne piangere ne sorridere
Da solo per la Capitale
Senza ne piangere ne sorridere
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo
ACCORDI
D7 Am7 D7 G Em
No dia em que eu vim-me embora Minha mãe chorava em ai
C D7 G A7 D7
Minha irmã chorava em ui E eu nem olhava pra trás
C Bm7 E7 A7 D7
No dia que eu vim-me embora Não teve nada de mais
Am7 Am7 G Em
Mala de couro forrada com pano forte brim cáqui
Am D7 G Em A7 D7
Minha vó já quase morta Minha mãe até a porta
C Bm7
Minha irmã até a rua E até o porto meu pai
A G A D
O qual não disse palavra durante todo o caminho
A G A D
E quando eu me vi sozinho Vi que não entendia nada
A G A D
Nem de pro que eu ia indo Nem dos sonhos que eu sonhava
A G A D
Senti apenas que a mala de couro que eu carregava
A G A D
Embora estando forrada Fedia, cheirava mal
Am7 D7 G Em
Afora isto ia indo, atravessando, seguindo
Am D7 G Em A7 A7
Nem chorando nem sorrindo Sozinho pra Capital
C Bm7
Nem chorando nem sorrindo Sozinho pra Capital
C Bm7
Sozinho pra Capital
C Bm7
Sozinho pra Capital
C Bm7
Sozinho pra Capital.
L'angolo delle foto:
Un paio di foto di Luiz Gonzaga:
L'organo è lo strumento portante di questo brano, che conferisce solennità e maggiore profondità alla canzone.
La canzone è stata coverizzata da molti artisti: Elis Regina, Vinicius Cantuaria e persino dal grande Luiz Gongaza, artista nato in una fattoria del Pernambuco nel 1912 divenne uno dei più grandi rappresentanti della musica nordestina brasiliana.
Era noto con l'appellativo: "Re del baiao", morì a Recife nel 1989.
Il "baiao" era un genere musicale che nacque a seguito di feste dominate dalla danza, e si basa su un ritmo sincrono duplicato. Le melodie di questo genere sono generalmente molto tristi ma furono spesso modificate da Gonzaga per adattarle ai palati delle persone dei grandi centri urbani.
Gli strumenti pensati da Gonzaga per accompagnare il ritmo furono fisarmonica, tamburo e triangolo.
Gilberto Gil scrisse nel 1976 una canzone che parla di questo genere musicale, intitolata: "De onde vem o baiao".
Sentiamoci dunque la canzone e poi la cover di Luiz Gonzaga, che inserì questa canzone nel suo album "O canto jovem de Luiz Gonzaga" uscito nel 1971:
NO DIA EM QUE EU VIM-ME EMBORA
No dia em que eu vim-me embora
Minha mãe chorava em ai
Minha irmã chorava em ui
E eu nem olhava pra trás
No dia que eu vim-me embora
Não teve nada de mais
Mala de couro forrada com pano forte, brim cáqui
Minha avó já quase morta
Minha mãe até a porta
Minha irmã até a rua
E até o porto meu pai
O qual não disse palavra durante todo o caminho
E quando eu me vi sozinho
Vi que não entendia nada
Nem de pro que eu ia indo
Nem dos sonhos que eu sonhava
Sentia apenas que a mala de couro que eu carregava
Embora estando forrada
Fedia, cheirava mal
Afora isso ia indo, atravessando, seguindo
Nem chorando, nem sorrindo
Sozinho pra Capital
Nem chorando, nem sorrindo
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho pra Capital
Sozinho
TRADUZIONE
Nel giorno che me ne sono andato
Mia madre stava lì piangendo
Mia sorella piangeva lì
Io non mi sono neanche voltato
Nel giorno che me ne sono andato
Non c'era nulla più
Valigia in pelle foderata con tessuto resistente, denim color kaki
Mia nonna era quasi morta
Mia madre fino alla porta
Mia sorella in fondo alla strada
E fino al porto mio padre
Che non ha detto parola per tutto il tragitto
E quando mi sono ritrovato solo
Ho visto che non capivo niente
Neanche capivo dove andavo
Non capivo i sogni che facevo
Sentivo a malapena la valigia che portavo
Nonostante fosse foderata
Puzzava
Nonostante ciò proseguivo il cammino
Senza ne piangere ne sorridere
Da solo per la Capitale
Senza ne piangere ne sorridere
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo per la Capitale
Da solo
ACCORDI
D7 Am7 D7 G Em
No dia em que eu vim-me embora Minha mãe chorava em ai
C D7 G A7 D7
Minha irmã chorava em ui E eu nem olhava pra trás
C Bm7 E7 A7 D7
No dia que eu vim-me embora Não teve nada de mais
Am7 Am7 G Em
Mala de couro forrada com pano forte brim cáqui
Am D7 G Em A7 D7
Minha vó já quase morta Minha mãe até a porta
C Bm7
Minha irmã até a rua E até o porto meu pai
A G A D
O qual não disse palavra durante todo o caminho
A G A D
E quando eu me vi sozinho Vi que não entendia nada
A G A D
Nem de pro que eu ia indo Nem dos sonhos que eu sonhava
A G A D
Senti apenas que a mala de couro que eu carregava
A G A D
Embora estando forrada Fedia, cheirava mal
Am7 D7 G Em
Afora isto ia indo, atravessando, seguindo
Am D7 G Em A7 A7
Nem chorando nem sorrindo Sozinho pra Capital
C Bm7
Nem chorando nem sorrindo Sozinho pra Capital
C Bm7
Sozinho pra Capital
C Bm7
Sozinho pra Capital
C Bm7
Sozinho pra Capital.
L'angolo delle foto:
Un paio di foto di Luiz Gonzaga:



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