mercoledì 29 luglio 2020

Atras do trio eletrico



Questa canzone allegra e gioiosa di Caetano Veloso è dedicata al "Trio elettrico".
Il Trio elettrico è una sorta di carro di carnevale con sopra installato un impianto musicale tale da permettere il collegamento di chitarre elettriche che vengono suonate da tre persone per la folla sottostante.
Le origini del Trio elettrico si fanno risalire al 1950 per mano di Adolfo Antonio Nascimento (Dodo) e Osmar Alvares de Macedo, inizialmente infatti si chiamava "dupla elettrica", ma poi si aggiunse una terza persona chiamata Temistocles Aragao (Temi) e il nome mutò in Trio elettrico.
Dodo e Osmar furono anche gli inventori del "Pau elettrico".
Furono spinti dall'idea di creare uno strumento elettrico partendo dal cavaquinho e dal mandolino che sono piccole chitarre acustiche. Inizialmente era chiamato "cavaquinho elettrico" o "violao elettrico", ma poi, per scherzo, alcuni amici di Dodo e Osmar cominciarono a chiamarlo "Pau elettrico" e quel nome è rimasto fino ad oggi.
Dal punto di vista tecnico era formato da un braccio di cavaquinho montato su un pezzo di legno in palissandro, completava il tutto un pick-up magnetico fatto in casa e quattro corde con accordatura da mandolino (Sol-Re-Mi-La).
Tornando alla canzone, fu pubblicata nell'album "Caetano Veloso" del 1969.
Qualche anno dopo, per l'esattezza nel 1977, Caetano la inserirà nel suo disco "Muitos Carnavais", ideato per rendere omaggio all'allegria del Carnevale e contenente ovviamente tutte canzoni a tema su questa festa così cara ai brasiliani.
La canzone è stata pubblicata anche come 45 giri sempre nel 1969, nel lato B c'era la canzone "Torno a repetir", un pezzo molto antico di dominio pubblico che Caetano sceglie di arrangiare e interpretare.
"Torno a repetir" può essere reperita anche in diverse raccolte dedicate a Veloso: "Caetano Veloso singles" uscita nel 1999 ma anche in "Cinema Olympia-Caetano Raro&Indedito 67-74" uscita nel 2006.
"Atras do trio eletrico" si apre con una chitarra elettrica stridente e distorta, protagonista anche di un bell'assolo nella parte centrale, il cantato di Caetano, come detto nell'introduzione, è gioioso e saettante, una canzone insomma per saltare e ballare e vista la tematica non poteva essere altrimenti.
Per molto tempo le canzoni del carnevale sono state composte esclusivamente da autori legati alle scuole di samba, ranchos o dei "blocos" (Bande da strada del carnevale), ma quando Caetano ruppe la consuetudine scrivendo "Atras do trio eletrico" le cose cominciarono a cambiare e altri musicisti seguirono il suo esempio, cominciando a comporre pezzi per il carnevale, ecco allora canzoni scritte da Chico Buarque, Jorge Ben, Sà Rodrix e tanti altri.



Ora andiamoci a sentire qualche versione "live" della canzone, la prima è stata eseguita durante il concerto tenuto al Teatro Castro Alves nel 1969, concerto che Caetano ha fatto insieme a Gilberto Gil, prima dell'esilio forzato in terra londinese:



La seconda versione live risale invece al 1981, la canzone entra nella scaletta del tour "Outra palavras" ed è proprio il pezzo conclusivo dello show, che Caetano esegue insieme a Moraes Moreira:



ATRAS DO TRIO ELETRICO

Atrás do trio elétrico
Só não vai quem já morreu
Quem já botou pra rachar aprendeu
Que é do outro lado, do lado de lá
Do lado que é lá do lado de lá
O sol é seu, o som é meu
Quero morrer, quero morrer já
O som é seu, o sol é meu
Quero viver, quero viver lá
Nem quero saber se o diabo nasceu
Foi na Bahi, foi na Bahia
O trio eletro-sol rompeu no meio-di
No meio-dia


TRADUZIONE

Dietro al trio elettrico
Non va solo chi è già morto
Chi si è gia buttato nella crepa
Ha imparato che è dall'altro lato
Del lato di là del lato
Che è al di là del lato di là
Il sole è vostro
Il suono è mio
Voglio morire
Voglio morire già
Il suono è vostro
Il sole è mio
Voglio vivere
Voglio vivere là.
Non voglio sapere se il diavolo
E' nato , è stato a Bahia
E' stato a Bahia
Il trio elettrico
Il sole ha rotto
A mezzogiorno
A mezzogiorno

ACCORDI

 F               Bb
 Atrás do trio elétrico
        C7              F
 Só não vai quem já morreu
   F                  Bb
 Quem já botou pra rachar
      C7                   Bb
 aprendeu, que é do outro lado,
    C7              Bb
 Do lado de lá, do lado
       C7             F
 Que é lado, lado, de lá.
   F
 O Sol é seu,
 O som é meu
 Quero morrer,
 Quero morrer já;
  C7
 O som é seu,
 O som é meu,
 Quero viver,
 Quero viver lá.
 F                       F7
 Nem quero saber se o diabo

 Nasceu, foi na Bahi - foi na Bahi-a
 Bb       Bb°
 O trio elétrico
           F
 O sol rompeu
         C7               F
 No meio di - no meio di-a



martedì 28 luglio 2020

Acrilirico

"Acrilirico" è la seconda collaborazione Veloso/Duprat, la prima di cui abbiamo parlato nei post precedenti si chiamava "TR" ma è rimasta inedita, questa invece ha trovato posto nel secondo album solista di Veloso pubblicato nell'agosto del 1969, chiamato con scarsa fantasia come il primo, ovvero "Caetano Veloso".
Questo album è conosciuto tra i fan anche come "album bianco", probabilmente Veloso che era un grande fan dei Beatles, rimase colpito dal "White album", uscito nel 1968 e volle emularlo realizzando una copertina completamente bianca sul quale appose poi la sua firma.
La canzone si apre con il suono di tanti violini che faranno poi da tappeto sonoro ad una sorta di recitazione, infatti Caetano non canta ma recita un testo scritto da lui stesso.
Un pezzo quindi molto sperimentale.
La canzone vede anche la partecipazione di Jussara Moraes.
Caetano durante un'intervista fatta nel 2003 parla della canzone: "È un raro caso di testo che ho scritto per non essere musicato. Inoltre non sapevo se stessi facendo prosa o poesia. Il mio interesse era per le parole inventate, per il miscuglio che si poteva creare con loro, come avevo visto fare ai poeti "concreti". L'acrilico era un materiale nuovissimo, era appena apparso, e poiché il testo ha diverse reminiscenze ho inventato la parola acrilírico.
Gli ultimi versi hanno una storia curiosa. Ero appena uscito di prigione e stavo confinato a Bahia quando ho registrato la canzone. Durante la registrazione, Rogério Duarte ha insistito con me affinché io cambiassi il verso finale: "Acrilirco Santo Amargo da Putrificação". Ha fatto una dannata campagna per non mettere "putrificazione", dandole una sorta di carattere religioso ma anche con argomenti molto ben ponderati, che alla fine mi hanno impressionato e che non erano direttamente religiosi. Ha detto: “È il nome del santo patrono della tua città, questo è un onere molto pesante, le persone della tua famiglia, tuo padre, tua madre, ascolteranno e stai vivendo un momento così difficile nella tua vita. . ". Non mi è mai importato molto delle persone della mia famiglia perché non si risentivano per nulla, ma l'argomento di Rogério era forte, in generale, e suggeriva un quadro capace di scatenare forze negative. Bene, era il 1969.
Qualche tempo dopo, Augusto de Campos mi chiese il permesso di fare riferimento al versetto, perché ricordava l'uso della parola "putrificazione" nella versione originale e che lo riferiva alla cara e sporca Dublino di Joyce. Ho raccontato ad Augusto l'intera storia e ho detto che non ero assolutamente contrario, spiegando che l'avevo rimosso solo durante la registrazione a causa delle preoccupazioni di Rogério Duarte.
Penso che dal punto di vista del testo, sia importante mantenere "Acrilico Santo Amargo da Putrificação", che è molto più forte e più bello.
Sarebbe anche un po 'demagogico evitare l'immagine, perché amo Saint Amaro oggi, anche se non sono religioso o voglio esserlo, sono un devoto di Nostra Signora della Purificazione. E la "putrificazione" ha detto e dice molto sulla città, che ha mostrato molti segni di degenerazione urbana e sociale, soprattutto del deterioramento dell'ambiente, a causa dell'inquinamento chimico, estremamente violento in questi decenni di intensa industrializzazione.
Penso che ci sia molta verità nel termine "putrificazione", che, oltre al riferimento a Santo Amaro, è radicalmente contrario a un'immagine idilliaca delle città nell'interno del Brasile, in particolare quelle del nord-est. E penso che Nostra Signora della Purificazione mi renda più forte perché ho il coraggio di mantenere questa visione critica, non conformata e in qualche modo rivolta, che riconosce i nostri problemi. La vita brasiliana è molto problematica ed è brutto volerlo nascondere".
Ecco anche il file audio di questa intervista:



Sentiamoci "Acrilirico":


ACRILIRICO

Olhar colírico
Lírios plásticos do campo e do contracampo
Telástico cinemascope teu sorriso tudo isso
Tudo ido e lido e lindo e vindo do vivido
Na minha adolescidade
Idade de pedra e paz

Teu sorriso quieto no meu canto

Ainda canto o ido o tido o dito
O dado o consumido
O consumado
Ato
Do amor morto motor da saudade

Diluído na grandicidade
Idade de pedra ainda
Canto quieto o que conheço
Quero o que não mereço
O começo
Quero canto de vinda
Divindade do duro totem futuro total
Tal qual quero canto
Por enquanto apenas mino o campo ver-te
Acre e lírico o sorvete
Acrilírico Santo Amargo da Putrificação

TRADUZIONE

Vista dell'occhio
Gigli di campo in plastica e controcampo
Teleobiettivo cinemascope il tuo sorriso tutto questo
Tutto andato, letto, bello e proveniente dal vissuto
Nella mia adolescenza
Età della pietra e pace

Il tuo sorriso tranquillo nel mio angolo

Canto ancora il passato , l'aveva, il detto
Il dado il consumato
Il consumato
atto
Del motore dell'amore morto di nostalgia

Diluito in grandiosità
Età della pietra ancora
Canto tranquillo di quello che so
Voglio quello che non merito
L'inizio
Voglio stare all'angolo
Divinità del totem duro futuro totale
Proprio come voglio cantare
Per ora ho appena minato il campo per vederti
Gelato lirico e acro
Acrilírico Santo Amargo da Putrificação







lunedì 27 luglio 2020

Tropicalia



"Tropicalia" non è solo il titolo dell'album pubblicato nel 1968 (col sottotitolo -Ou panis et circensis-), da un gruppo di talentuosi artisti quali Gil, Veloso, Tom Zè, Nara Leao e Os Mutantes,  ma è anche una canzone scritta da Caetano che troverà posto nell'album "Caetano Veloso" uscito sempre nel 1968.
La canzone trasmette un'allegria contagiosa e nel testo Caetano omaggia la bossa, il carnevale e anche Carmen Miranda!
Il pezzo si apre con il ritmo sostenuto dei bonghi uniti al suono di campanacci, poi entrano maestose le trombe e il pezzo spicca il volo con tutta la sua energia.
Nel 1972 Veloso proporrà il pezzo dal vivo insieme a Chico Buarque, il concerto si tenne al Teatro Castro Alves di Bahia e fu registrato, una selezione di 11 canzoni venne pubblicata nel disco "Caetano e Chico juntos e ao vivo".
La versione live si differenzia da quella studio per un ritmo più sincopato, con una batteria molto più presente, sentiamo entrambe le versioni:






Nel 1997 venne pubblicato un album per festeggiare i 30 anni del "Tropicalismo", il disco fu intitolato "Tropicalia 30 anos" e regalava un nuovo arrangiamento per ogni brano dello storico album.
All'operazione parteciparono tantissimi artisti, Daniela Mercury, Carlinhos Brown, Gal Costa per citarne alcuni e ovviamente anche Veloso che insieme a Gil e Tom Zè decidono di re-interpretare proprio Tropicalia, i tre si spartiscono i versi da cantare mentre i tamburi afro-baiani colorano la canzone con il loro ritmo.
L'arrangiamento è curato dal chitarrista Luiz Brasil, anche lui baiano, classe 1954.



Nel 2001 Caetano è in giro per il mondo con il suo "Noites do norte ao vivo" e decide di inserire in scaletta "Tropicalia":



Nel 2016 Caetano registra una nuova versione della canzone che farà da apertura alla telenovelas"Velho Chico".
"Tropicalia" viene cantata da Veloso con il supporto dell'orchestra sinfonica Heliopolis che ci regala un arrangiamento del pezzo bellissimo ed emozionante:


Nel 2019 Caetano esegue la canzone insieme al rapper Hiran, sono supportati alla chitarrà da Pedro Sà, che per tanti anni ha fatto parte della Banda Cê, il gruppo che ha accompagnato Caetano in molti live dal 2005 al 2014, gli altri componenti erano Ricardo Dias Gomes e Marcelo Callado.
La versione in questione è sicuramente quella più particolare mai eseguita, con che guarnisce la canzone con una chitarra distorta con effetto wah wah, non mancano le percussioni e la splendida voce di Caetano, ancora brillante nonostante le 77 primavere, mentre il rapper baiano si lancia nel suo monologo scioglilingua nel tipico stile rap.
Questa versione è stata realizzata dal vivo al Circo Voador di Rio de Janeiro nell'ambito del lancio dell'app 342 Amazonia, nata per cercare di proteggere questo polmone verde del mondo dalla distruzione, che purtroppo sembra non arrestarsi mai.



Chiudiamo con una versione dal vivo del 2018, maestosa con orchestra sinfonica, l'occasione è un omaggio a Julio Medaglia, compositore e arrangiatore brasiliano, nato nel 1934 a Sao Paulo:







TROPICALIA

Sobre a cabeça os aviões
Sob os meus pés, os caminhões
Aponta contra os chapadões, meu nariz

Eu organizo o movimento
Eu oriento o carnaval
Eu inauguro o monumento
No planalto central do país

Viva a bossa, sa, sa
Viva a palhoça, ça, ça, ça, ça

O monumento é de papel crepom e prata
Os olhos verdes da mulata
A cabeleira esconde atrás da verde mata
O luar do sertão

O monumento não tem porta
A entrada é uma rua antiga,
Estreita e torta
E no joelho uma criança sorridente,
Feia e morta,
Estende a mão

Viva a mata, ta, ta
Viva a mulata, ta, ta, ta, ta

No pátio interno há uma piscina
Com água azul de Amaralina
Coqueiro, brisa e fala nordestina

E faróis
Na mão direita tem uma roseira
Autenticando eterna primavera
E no jardim os urubus passeiam
A tarde inteira entre os girassóis

Viva Maria, ia, ia
Viva a Bahia, ia, ia, ia, ia

No pulso esquerdo o bang-bang
Em suas veias corre muito pouco sangue
Mas seu coração
Balança a um samba de tamborim

Emite acordes dissonantes
Pelos cinco mil alto-falantes
Senhoras e senhores
Ele pões os olhos grandes sobre mim

Viva Iracema, ma, ma
Viva Ipanema, ma, ma, ma, ma

Domingo é o fino-da-bossa
Segunda-feira está na fossa
Terça-feira vai à roça

Porém, o monumento
É bem moderno
Não disse nada do modelo
Do meu terno
Que tudo mais vá pro inferno, meu bem
Que tudo mais vá pro inferno, meu bem

Viva a banda, da, da
Carmen Miranda, da, da, da da, da da da


TRADUZIONE


Sopra la testa gli aeroplani
sotto ai miei piedi i camion
punta contro gli altipiani
il mio naso.
Io organizzo il movimento
io oriento il carnevale
io inauguro il monumento
sullaltipiano centrale del Paese…

Viva la bossa,
sa, sa
viva la capanna
sa, sa, sa, sa (x2)

Il monumento
è di cartapesta e argento,
gli occhi verdi della mulatta,
la capigliatura nasconde
dietro la foresta verde,
il chiaro di luna del Sertão.
Il monumento non ha porta
l’entrata è una via antica
stretta e storta
e in ginocchio un bambino
sorridente, brutto e morto
tende la mano…
Viva la foresta,
ta, ta
viva la mulatta
ta, ta, ta, ta… (x2)
Nel cortile interno c’è una piscina
con l’acqua azzurra di Amaralina
palmeto, brezza,
e accento nordestino
e fari.
Nella mano destra una rosa
a confermare l’eterna primavera
e nel giardino passeggiano gli avvoltoi
per tutta la sera
tra i girasoli…
Viva Maria,
ia, ia
Viva Bahia,
ia, ia, ia, ia (x2)
Nel pugno sinistro una pistola,
nelle sue vene scorre
molto poco sangue
ma il suo cuore
dondola su samba con tamburello
emette accordi dissonnanti
dai cinquemila altoparlanti,
signore e signori
lui posa i suoi occhi grandi
su di me…

ACCORDI

[Intro] C#m7 B

(C#m7 B7)
Sobre a cabeça os aviões
(C#m7 B7)
Sob os meus pés, os caminhões
(C#m7 B7)
Aponta contra os chapadões, meu nariz
(E7)
Eu organizo o movimento
(E7)
Eu oriento o carnaval
(E7)
Eu inauguro o monumento
(E7)                        
No planalto central do país
(D  E)
Viva a bossa, sa, sa
 (D  E)                        (G# C# Eb Cm7)
Viva a palhoça, ça, ça, ça, ça 
  (D  E) 
Viva a bossa, sa, sa
(D  E)           A         C#m7   (B7 C#m7)
Viva a palhoça, ça, ça, ça, ça


(C#m7 B7)
O monumento é de papel crepom e prata
(C#m7 B7)
Os olhos verdes da mulata
(C#m7 B7)
A cabeleira esconde atrás da verde mata
            (C#m7 B7)
O luar do sertão
(E7)
O monumento não tem porta
(E7)
A entrada é uma rua antiga,
(E7)
Estreita e torta
(E7)
E no joelho uma criança sorridente, 
(E7)                         
Feia e morta,Estende a mão

 (D  E)
Viva a mata, ta, ta
 (D  E)               
Viva a mulata, ta, ta, ta, ta

 (D  E)
Viva a mata, ta, ta
 (D  E)         A         C#m7     (B7 C#m7)
Viva a mulata, ta, ta, ta, ta


(C#m7 B7)  (segue a mesma metrica das primeiras partes até o fim)
No pátio interno há uma piscina
Com água azul de Amaralina
Coqueiro, brisa e fala nordestina
E faróis

(E7)
Na mão direita tem uma roseira
Autenticando eterna primavera
E no jardim os urubus passeiam
A tarde inteira entre os girassóis

(D  E)
Viva Maria, ia, ia
(D  E)              
Viva a Bahia, ia, ia, ia, ia
(D  E)
Viva Maria, ia, ia
(D  E)         A         C#m7     (B7 C#7m)
Viva a Bahia, ia, ia, ia, ia


(C#m7 B7)
No pulso esquerdo o bang-bang
Em suas veias corre muito pouco sangue
Mas seu coração
Balança a um samba de tamborim

(E7)
Emite acordes dissonantes
Pelos cinco mil alto-falantes
Senhoras e senhores
Ele pões os olhos grandes sobre mim

(D  E)
Viva Iracema, ma, ma
(D  E)         
Viva Ipanema, ma, ma, ma, ma
(D  E)
Viva Iracema, ma, ma
(D  E)         A         C#m7     (B7 C#m7)
Viva Ipanema, ma, ma, ma, ma

(C#m7 B7)
Domingo é o fino-da-bossa
Segunda-feira está na fossa
Terça-feira vai à roça
Porém,
(E7)
O monumento
É bem moderno
Não disse nada do modelo
Do meu terno
Que tudo mais vá pro inferno, meu bem
Que tudo mais vá pro inferno, meu bem

(D  E)
Viva a banda, da, da
(D  E)        
Carmem Miranda, da, da, da, da
(D  E)
Viva a banda, da, da
(D  E)         A         C#m7     (B7 C#m7)
Carmem Miranda, da, da, da, da

 (C#m7  A)  C#m7


lunedì 20 luglio 2020

Trem fantasma



Caetano Veloso scrive "Trem Fantasma" per gli Os Mutantes, che la inseriranno nel loro primo album, uscito nel 1968 dal titolo "Os Mutantes".
Veloso scrive la musica mentre il testo è una scrittura a tre (Rita Lee, Sergio Dias e Arnaldo Baptista).
Nel 2007 Sean Lennon realizzerà una cover della canzone insieme a Yuka Honda inserendola in un album tributo ai Os Mutantes dal titolo "Jardim Eletrico".
Sentiamoci la versione originale e la cover:





TREM FANTASMA

Quatrocentos cruzeiros
Velhos compran com medo
Das mãos do bilheteiro
As entradas do trem fantasma
Ele e a namorada
Ele não pensa em nada
Ela fica assustada
Quatrocentos cruzeiros
De força arrastam
O rapaz e a moça para
O lugar em cinemascope brilhante
A montanha gigante de generais verdejantes
E aparece distante
O trem no espelho brilhante
Desde o primeiro beijo
Arrebenta o espelho
Quatrocentos cruzeiros
Quatrocentos morcegos de força
O beijo, o rapaz e a moça
O trem dentro d’água
A piscina parada
Ela não pensa em nada
Ele pensa e não diz
Onde tem muita água tudo é feliz
O primeiro beijo
Quatrocentos cruzeiros
Zé quarenta HP’s de emoção
O Zé do Caixão
Traz os bichos da criação
Até o portão e
Terminou a sessão
Quatrocentos cruzeiros
Velhos compran com medo
Ele e a namorada
Ela não pensa em nada
Ele pensa em segredo

TRADUZIONE

Quattrocento cruzeiros
I vecchi comprano con la paura
Dalle mani del bigliettaio
Le entrate del treno fantasma
Lui e la sua ragazza
Lui non pensa a niente
Lei ha paura
Quattrocento cruzeiros
Trascinano con la forza
Il ragazzo e la ragazza si fermano
Il posto nel cinemascope brillante
La montagna gigante di generali verdi
E sembra distante
Il treno nello specchio luminoso
Dal primo bacio
Rompi lo specchio
Quattrocento cruzeiros
Quattrocento pipistrelli di forza
Il bacio, il ragazzo e la ragazza
Il treno nell'acqua
La piscina si è fermata
Lei non pensa a niente
Lui pensa e non dice
Dove c'è molta acqua tutto è felice
Il primo bacio
Quattrocento cruzeiros
Zè quaranta Hp di emozione
Ze do Caixao
Porta gli animali della creazione
Fino al cancello e
Finì la sessione
Quattrocento cruzeiros
I vecchi comprano con la paura
Lui e la sua ragazza
Lei non pensa a niente
Lui pensa in segreto

ACCORDI

A
Quatrocentos cruzeiros 
Velhos compram com medo 
Das mãos do bilheteiro 
       D 
As entradas do trem fantasma 
Ele a namorada 
Ele não pensa em nada 
Ela fica assustada 
Quatrocentos cruzeiros 
De força arrastam 
O rapaz e a moça para 
O lugar em cinemascope brilhante 
A montanha gigante de generais verdejantes 
Aparece distante 
    A 
O trem no espelho brilhante 
Desde o primeiro beijo 
C     Bb     C    D    Eb 
  Arrebentam o espelho 
  D 
Quatrocentos cruzeiros 
Quatrocentos morcegos de força 
O beijo, o rapaz e a moça 
O trem dentro d'água 
A piscina parada 
Ela não pensa em nada 
Ele pensa e não diz 
                              D 
Onde tem muita água tudo é feliz 
O primeiro beijo 
Quatrocentos cruzeiros 
Zé quarenta HPs de emoção 
O Zé do Caixão 
                         D  C 
Traz os bichos da criaçã-ã-ão 
Até o portão e 
Terminou a sessão 
Quatrocentos cruzeiros 
Velhos compram com medo 
Ele e a namorada 
Ela não pensa em nada 
Ele pensa em segredo 
Ele pensa em segredo 
Ele pensa em segredo...


L'angolo delle foto:

Caetano Veloso posa insieme a Sean Lennon, Yuka Honda e Arnaldo Baptista:





TR




Questa canzone rimane a tutt'oggi inedita ed è stata scritta da Veloso insieme a Rogerio Duprat.
Duprat era nato a Rio nel 1932 ma passò la maggior parte della vita a Sao Paulo, scrisse gli arrangiamenti del disco Tropicalia e collaborò con altri grandi artisti tra cui Chico Buarque.
Durante un'intervista fatta nel 2006, Caetano si espresse così su Duprat: "Non fece solo arrangiamenti brillanti, ebbe anche il merito di presentare gli Os Mutantes a Gil. E' stato una delle persone più importanti per la mia carriera musicale. Aveva una consapevolezza musicale molto acuta e sapeva produrre come nessun'altro".
Ci fu però un'altra collaborazione tra Veloso e Duprat e fortunatamente questa volta il risultato fu pubblicato su disco, la canzone si chiamava "Acrilirico" e ne parleremo nei prossimi post.

L'angolo delle foto:

Un paio di foto di Rogerio Duprat:





venerdì 17 luglio 2020

Superbacana



In questa canzone Veloso ci parla di "Copacabana", quartiere della zona sud di Rio de Janeiro, noto per la sua spiaggia sabbiosa di ben 6 km.
Questo posto è stato decantato da tantissimi autori in molte canzoni, compositori di grande livello quali Dorival Caymmi o Braguinha hanno dedicato ad essa canzoni stupende, per Caetano Copacabana è il centro del mondo ("O mundo em Copacabana", "tudo a Copacabana") ma la sua lode è tutt'altro che ampollosa e seriosa, infatti mette nelle sue liriche frasi "nonsense" e  citazioni di fumetti (Zio Paperone, Superman..), il tutto condito da una musica allegra e scanzonata, un testo cantato a tratti come fosse uno scioglilingua.
Il titolo della canzone "Superbacana" è una sorta di gioco di parole, tra Copacabana e il termine "bacana" che sta per "bello", "fantastico", "fico".
La canzone si trova sull'album "Caetano Veloso" del 1968, mentre nell'album "Barra 69: Caetano e Gil ao vivo na Bahia" troviamo una bella versione "live", registrata al Teatro Castro Alves il 20 e 21 luglio del 1969, il loro ultimo concerto in terra brasiliana prima di partire per l'esilio imposto dalla dittatura.
Nella versione studio, Caetano è supportato dalla band RC-7, quella usata dal cantante Roberto Carlos.
Il concerto prevedeva 19 canzoni, ma nel disco (uscito nel 1972) ne sono state inserite solo 7.
Sentiamoci allora la versione studio e poi quella "live".






SUPERBACANA

Toda essa gente se engana
Ou então finge que não vê que
Eu nasci pra ser o superbacana
Eu nasci pra ser o superbacana
Superbacana Superbacana Superbacana

Super-homem
Super-flit
Super-vinc
Superhist
Superbacana

Estilhaços sobre Copacabana
O mundo em Copacabana
Tudo em Copacabana, Copacabana
O mundo explode
Longe muito longe
O sol responde
O tempo esconde
O vento espalha
E as migalhas caem todas sobre
Copacabana me engana
Esconde o superamendoim
O espinafre, o biotônico
O comando do avião supersônico
Do parque eletrônico
Do poder atômico
Do avanço econômico
A moeda nº 1 do Tio Patinhas não é minha
Um batalhão de cowboys
Barra a entrada da legião dos super-heróis
E eu Superbacana
Vou sonhando até explodir colorido
No sol, nos cinco sentidos
Nada no bolso ou nas mãos 

 - Um instante, maestro!

Super-homem Superflit Supervinc Superhist
Superviva Supershell Superquentão
Super-homem Superflit Supervinc Superhist

TRADUZIONE

Tutta questa gente si sbaglia
Oppure fai finta di non vederlo
Io sono nato per essere Superbacana
Io sono nato per essere Superbacana
Superbacana Superbacana Superbacana

Super-uomo
Super-flit
Super-vinc
Superhist
Superbacana

Cocci su Copacabana
Il mondo a Copacabana
Tutto a Copacabana, Copacabana
Il mondo esplode
Lontano molto lontano
Il sole risponde
Il tempo si nasconde
Il vento si diffonde
E le briciole cadono dappertutto
Copacabana mi inganna
Nasconde la super arachide
Spinaci, il biotonico
Il comando dell'aereo supersonico
Del parco elettronico
Della potenza atomica
Dell'avanzamento economico
La moneta n.1 di Zio Paperone non è la mia
Un battaglione di cowboy
Bar all'ingresso della regione dei super eroi
Ed io Superbacana
Sogno fino ad esplodere colorato
Nel sole, nei cinque sensi
Niente in tasca o nelle mani

Un istante maestro!

Superman Superflit Supervinc Superhist
Superviva Supershell
Superman Superflit Supervinc Superhist

ACCORDI

Intro: C Eb F# A G

  C       G/B          Am
Toda essa gente se engana
         C/G           F            Bb7+
Ou então finge que não vê que eu nasci
          A7+
Pra ser o superbacana
Bm7    E7/9         C#7/13
Eu nasci pra ser o superbacana
F#7/9       B7/13
Superbacana Superbacana
E7/9        A7+
Superbacana Super-homem
           Bm7
Superflit, Supervinc
E7/9       A7+
Superhist, Superbacana
Bm7    E7/9      C#7/13
Estilhaços sobre Copacabana
           F#7/9
O mundo em Copacabana
          B7/13    E7/9
Tudo em Copacabana Copacabana
A7+                           Bm7
O mundo explode longe, muito longe
         E7/9
O sol responde
          A7+
O tempo esconde
O vento espalha
       Bm7         E7/9
E as migalhas caem todas sobre
C     G/B         Am
Copacabana me engana
  C/G         F    Bb7+
Esconde o superamendoim
       A7+
O espinafre, o biotônico
Bm7  E7/9       C#7/13
O comando do avião supersônico
   F#7/9
Do parque eletrônico
   B7/13
Do poder atômico
   E7/9
Do avanço econômico
A7+                   Bm7         E7/9
A moeda número um do Tio Patinhas não é minha
C      G/B          Am
Um batalhão de cowboys
        C/G           F       Bb7+
Barra a entrada da legião dos super-heróis
     A7+
E eu superbacana
Bm7    E7/9           C#7/13
Vou sonhando até explodir colorido
            F#7/9
No sol, nos cinco sentidos
B7/13   E7/9         A7+
Nada no bolso ou nas mãos
Um instante, maestro
            Bm7
Super-homem Supervinc
           E7/9
Superflit, Superhist
A7+
Superviva, Supershell
Bm7
Superquentão







martedì 14 luglio 2020

Saudosismo



"Saudosismo" è una canzone interamente di Veloso, il pezzo troverà posto in versione "live" nell'ep "Caetano Veloso e Os Mutantes" uscito nel 1968. In questo disco ci sono altre tre canzoni: "Baby", "Marcianita" e "A voz do morto".
La canzone verrà incisa l'anno seguente anche da Gal Costa per il suo primo album solista.
"Saudosismo" sta per nostalgia e la canzone ha infatti un incedere melanconico con Caetano che inserisce nel testo molte citazioni inerenti la bossa nova, troviamo riferimenti a canzoni quali "Chega de saudade", "Desafinado", "A felicidade", nonchè al grande Joao Gilberto.
Non a caso in un'intervista parlando della canzone disse: "E' una delle prime canzoni che ho composto non appena mi sono trasferito a Sao Paulo, ero fresco di matrimonio. Riguarda Joao Gilberto. E' una resa dei conti con la bossa nova".




Caetano si ricorderà della canzone nel 1985, inserendola in un album registrato a New York e pubblicato nel 1986. Il disco verrà chiamato semplicemente "Caetano Veloso" e conterrà molte hit di Caetano registrate solo voce e chitarra. Ne viene fuori un prodotto molto godibile che contiene anche due cover molto interessanti, una è "Eleanor Rigby"  dei Beatles e l'altra  è "Billy Jean" la canzone portata al successo da Michael Jackson.




Nel 1998, a trenta anni di distanza dall'esecuzione fatta con "Os Mutantes", Caetano torna ad eseguire il pezzo dal vivo, durante il tour "Prenda minha", l'approccio è lo stesso del disco newyorkese, ovvero chitarra e voce.





Chiudiamo con la versione cantata da Gal Costa durante il programma "Ensaio" registrato nel 1994:






SAUDOSISMO

Eu, você, nós dois
Já temos um passado, meu amor
Um violão guardado
Aquela flor
E outras mumunhas mais
Eu, você, João
Girando na vitrola sem parar
E o mundo dissonante que nós dois
Tentamos inventar tentamos inventar
Tentamos inventar tentamos

A felicidade a felicidade
A felicidade a felicidade
Eu, você, depois
Quarta-feira de cinzas no país
E as notas dissonantes se integraram
Ao som dos imbecis
Sim, você, nós dois
Já temos um passado, meu amor
A bossa, a fossa, a nossa grande dor
Como dois quadradões

Lobo, lobo bobo
Lobo, lobo bobo
Eu, você, João
Girando na vitrola sem parar
E eu fico comovido de lembrar
O tempo e o som
Ah! Como era bom
Mas chega de saudade
A realidade é que
Aprendemos com João
Pra sempre
A ser desafinados
Ser desafinados
Ser desafinados
Ser

Chega de saudade
Chega de saudade
Chega de saudade
Chega de saudade

TRADUZIONE

Io, tu, noi due
Abbiamo già un passato, amore mio
Una chitarra custodita
Quel fiore
E altre mummie di più
Io,te, João
Gira il giradischi senza fermarsi
E il mondo dissonante che noi due
Proviamo a inventare proviamo a inventare
Proviamo a inventare, proviamo

La felicità  La felicità
La felicità La felicità
Io, te, dopo il 
Mercoledì delle ceneri nel paese
E le note dissonanti si sono accordate
Al suono degli imbecilli
Sì, te, entrambi
Abbiamo già un passato, amore mio
La bossa, la fossa, il nostro grande dolore
Come due quadrati

Lupo, lupo sciocco
Lupo, lupo sciocco
Io,te, João
Gira il giradischi senza fermarsi
E sono commosso nel ricordare
Il tempo e il suono
Ah! Quanto è stato bello
Ma basta con la nostalgia
La realtà è che
Impariamo da João
Per sempre
A essere stonati
A essere stonati
A essere stonati
A essere


Basta con la nostalgia
Basta con la nostalgia
Basta con la nostalgia
Basta con la nostalgia


ACCORDI

A7M              D6(9)                A7M           D6(9) 
   Eu, você, nós dois  Já temos um passa_do meu amor 
                 A7M              D6(9)                 A7M  D6(9) 
   Um violão guardado, aquela flor    E outras mumunhas mais  

   G7M        G#m7(b5)    C#7(b9)    F#m7        Em7 
   Eu,  você, João     Girando na vitro_la sem parar 
             A7   D7M(9)        G7M 
   E o mundo dissonante que nós dois  
                 A7M 
   Tentamos inventar  
                 G7M 
   Tentamos inventar  
                 A7M 
   Tentamos inventar  
            G7M 
   Tentamos  
    
   A7M 
   A felicidade  
   G7M 
   A felicidade  
   A7M 
   A felicidade 
   G7M 
   A felicidade  

   F#m7         B7(9) 
   Eu,  você, depois 
                   F#m7         B7(9) 
   Quarta-feira de cin__zas no país 
                   F#m7          B7(9) 
   E as notas dissonantes se integraram 
                F#m7  B7(9)  
   Ao som dos imbecis 

   E7M            G#7(b13)              C#m7      Bm7(11) 
   Sim, você, nós dois    Já temos um passado meu amor 
               E7      A7M          G7M                  A7M  G7M 
   A bossa, a fossa, a nossa grande dor  Como dois quadradões 

   A7M 
   Lobo lobo bobo  
   G7M 
   Lobo lobo bobo  
   A7M 
   Lobo lobo bobo  
   G7M 
   Lobo lobo bobo  

A7M            D6(9)             A7M             D6(9) 
   Eu, você, João   Girando na vitro_la sem parar 
                 A7M            D6(9)            A7M  D6(9) 
   E eu fico comovido de lembrar     O tempo e o som 

   G7M         G#m7(b5)         C#7(b9) F#m7        Em7 
   Ah como era bom     Mas chega de sauda_de a realidade  
              A7   D7M(9)          G7M               A7M 
   É que aprendemos com João  Pra sempre a ser desafinados  
             G7M 
   Ser desafinados  
             A7M 
   Ser desafinados  
      G7M 
   Ser...  
    
   A7M                 G7M 
   Chega de saudade    Chega de saudade  
   A7M                 G7M 
   Chega de saudade    Chega de saudade 
   A7M 
   Chega de saudade 


L'angolo delle curiosità:

La canzone ha qualche piccola somiglianza melodica con un altro pezzo di Caetano, "Manhattan" pubblicato nel 1997 nel disco "Livro".



lunedì 13 luglio 2020

Panis et circensis




Ancora una collaborazione Gil/Veloso, il primo autore della musica e il secondo del testo, la canzone si chiama "Panis et Circensis" e si trova sull'album "Tropicalia:Ou Panis et Circencis".
I "nostri" fecero un piccolo errore, sbagliando a scrivere in latino sulla copertina dell'album, infatti al posto del corretto"circensis" scrissero"circencis".
Il significato di questa frase latina è "Pane e giochi del circo", e viene usata per definire la strategia di un regime populista che non fa mancare al popolo un tozzo di pane e un po' di svago, salvo poi privarlo di tutto il resto.
Veloso e Gil volevano denunciare la politica del regime militare ed i suoi effetti devastanti sulla ‎società brasiliana, e l'atteggiamento della borghesia che aveva scelto la dittatura, la quiete feroce dello status quo ("stanno nella sala da pranzo" intenti solo a nascere, mangiare e morire), per contrastare le istanze di libertà e di cambiamento (le canzoni, il vento, le belve nei cortili) che provenivano dagli altri settori della società brasiliana.
Nella registrazione viene anche “visualizzata” la collera dei ‎colonnelli, la censura che, puntuale come la morte, si sarebbe abbattuta sul brano: infatti, ad un ‎certo punto, la musica si interrompe di colpo, come se qualcuno avesse strappato il disco dal piatto, ‎e quindi partono le note di un valzer viennese…‎
La melodia della canzone è molto ripetitiva, non siamo di fronte ad un pezzo molto "commerciale", ma qua probabilmente il messaggio da lanciare con la canzone è la cosa prioritaria per Gil e Veloso.
L'interpretazione è affidata agli "Os Mutantes" che poi la registreranno anche nel loro album.
Caetano non la suonerà mai nei suoi "live" mentre Gil la riproporrà nel 2012 nel suo album dal vivo "Concerto de cordas & maquinas de ritmo".
Anche Marisa Monte farà una cover della canzone nel suo album "Barulinho bom" uscito nel 1996.
Sentiamoci allora la versione originale, e quelle di Gil e di Marisa Monte:














PANIS ET CIRCENSIS

Eu quis cantar
Minha canção iluminada de sol
Soltei os panos sobre os mastros no ar
Soltei os tigres e os leões nos quintais
Mas as pessoas na sala de jantar
São ocupadas em nascer e morrer

Mandei fazer
De puro aço luminoso um punhal
Para matar o meu amor e matei
Às cinco horas na Avenida Central
Mas as pessoas na sala de jantar
São ocupadas em nascer e morrer

Mandei plantar
Folhas de sonho no jardim do solar
As folhas sabem procurar pelo sol
E as raízes procurar, procurar
Mas as pessoas na sala de jantar
Essas pessoas da sala de jantar
São as pessoas da sala de jantar
Mas as pessoas na sala de jantar
São ocupadas em nascer e morrer
Essas pessoas na sala de jantar
Essas pessoas na sala de jantar
Essas pessoas na sala de jantar
Essas pessoas

TRADUZIONE


Io ho voluto cantare ‎
La mia canzone illuminata di suono
Ho spiegato le vele sugli alberi al vento
Ho slegato le tigri e i leoni nei cortili
Ma le persone nella sala da pranzo
Sono occupate a nascere e morire‎
Mandai a fare
Del puro acciaio luminoso un pugnale
Per ammazzar il mio amore e ammazzai
Alle cinque nel viale principale
Ma le persone nella sala da pranzo
Sono occupate a nascere e morire
Mandai a piantare
Foglie di sogni nel giardino al sole
Le foglie sanno cercare il sole
E le radici cercare, cercare
Ma le persone nella sala da pranzo
Queste persone nella sala da pranzo
Sono persone della sala da pranzo
Ma le persone della sala da pranzo
Sono occupate a nascere e morire ‎

ACCORDI

Intr.: G  D  Am  C 

G        D   Am            C       G    D  Am 
Eu quis cantar minha canção iluminada de sol 
           C               G       D  Am 
Soltei os panos sobre os mastros no lar 
          C           G          D  Am 
Soltei os tigres e os leões nos quintais 
             C         G    D   Am             C         G  D    Am 
Mas as pessoas na sala de jantar, são as pessoas na sala de jantar 
         C             D7        G 
São ocupadas em nascer e morrer 
Mandei fazer de puro aço luminoso punhal 
Para matar o meu amor e matei 
Às cinco horas na avenida central 
Mas as pessoas na sala de jantar, são as pessoas na sala de jantar 
São ocupadas em nascer e morrer 
G            C                         G        C 
Mandei plantar folhas de sonho no jardim do solar 
                        G         C 
As folhas sabem procurar pelo chão 
                  G         C 
E as raízes procurar, procurar 
                      (G    D   Am) 
Mas as pessoas na sala de jantar, essas as pessoas na sala de jantar 
São as pessoas na sala de jantar, mas as pessoas na sala de jantar 
         C                   D   G 
São ocupadas em nascer e morrer