martedì 30 giugno 2020

Maria Maria



Terza e ultima collaborazione di Caetano Veloso con Josè Carlos Capinam, dopo "Bonina" e "Clarice" è la volta di "Maria Maria".
Fu composta appositamente per Maria Bethania, sorella di Veloso, e entrò nella scaletta di alcuni suoi show: "Comigo me desavim" nel 1967, "Recital na boite barroco" nel 1968 e "A cena muda" nel 1974.
In questa canzone Caetano si occupa della musica mentra Capinam delle parole.
Caetano non suonerà mai questo pezzo dal vivo, ne lo inciderà in studio, si può trovare invece in due dischi dal vivo di Maria Bethania, il primo uscito nel 1968 e chiamato "Recital na boite barroco" e il secondo nel 1974 dal titolo "A cena muda".
Sentiamoci la versione tratta dal disco live "Recital na boite barroco":



La canzone parte lenta, con delle pennate di chitarra secche, doppiate da un pianoforte altrettanto deciso, poi a metà l'esplosione con il ritmo che aumenta e la musica che si fa più allegra per qualche secondo, per poi ritornare mesta e compassata.
Il testo di Capinam ci parla di cambiamento e sofferenza e l'interpretazione di Bethania è come al solito sentita e impeccabile.

MARIA MARIA

Vocês estão vendo, não faz
muito tempo
Eu me despedi
Por coisa de um ano menos
Estivemos separados sebre esse
mundo de guerra, amor e ventos
Esse maravilhoso momento
De enganos que fazemos
Quem olha meu rosto diz
Maria você mudou no meu corpo
no meu rosto
Trago tudo que eu vivi
Lá, lá, lá, ia
Vocês estão vendo Maria, Maria
Ah, você mudou
Eu até que estou feliz
Pelo que agora eu sou
Nesse tempo em que você
Mudou e eu mudei
Maria, Maria
O amor me maltratou

TRADUZIONE

Vedi, non è passato
Molto tempo
Da quando mi sono allontanata
Per meno di un anno
Siamo stati separati
In questo mondo di guerra, amore e venti
Questo meraviglioso momento
Di errori che facciamo
Chi mi guarda in faccia dice
Maria sei cambiata nel mio corpo
Nel mio viso
Porto tutto quello che ho vissuto
Lá, lá, lá, ia
Stai vedendo Maria, Maria
Ah, tu sei cambiata
Sono davvero felice
Per quello che sono ora
In questo tempo che te
Sei cambiata anch'io sono cambiato
Maria Maria
L'amore mi ha maltrattato

venerdì 26 giugno 2020

Mamae coragem



Con "Mamae coragem" si chiude la collaborazione di Caetano Veloso con Torquato Neto, un totale di sei canzoni che qui ricordiamo: "Ai de mim Copacabana", "Capitao Lampiao", "Deus vos salve esta casa santa", "Juliana", "Nenhuma dor" e per l'appunto "Mamae coragem".
La formula è la medesima, con Neto autore del testo e Veloso della musica.
La canzone sarà pubblicata nel disco "Tropicalia: Ou panis et circencis" e cantata da Gal Costa che la riproporrà ogni tanto anche nei suoi "live".
Anche Nara Leao inciderà la canzone per il suo album solista uscito nel 1968 stesso anno di rilascio dell'album "Tropicalia".
La canzone si apre con un suono di sirena poi entra la voce di Gal che canta con la solita disinvoltura ed eleganza.
Il testo di Neto è, come spesso accade, permeato di malinconia mentre l'arrangiamento si affida ad una chitarra acustica che si alterna con pennate decise al suono di una tromba.
Molti hanno interpretato le liriche di questa canzone come preannunciatrici delle intenzioni suicide di Torquato, che si toglierà la vita qualche anno più tardi.
La canzone è anche un ritratto dell'epoca, dove la figura della mamma era una figura "passiva", relegata in casa e priva di aspirazioni sociali e in quel contesto anche il rapporto madre-figlio era sicuramente vissuto in maniera più viscerale, soprattutto quando si verificava l'abbandono del tetto familiare da parte dell'adolescente di turno, come viene narrato nelle liriche di Neto.
Sentiamo la canzone cantata da Gal e poi la versione di Nara Leao.






MAMAE CORAGEM

Mamãe, mamãe não chore
A vida é assim mesmo eu fui embora
Mamãe, mamãe não chore
Eu nunca mais vou voltar por aí
Mamãe, mamãe não chore
A vida é assim mesmo eu quero mesmo é isto aqui
Mamãe, mamãe não chore
Pegue uns panos pra lavar, leia um romance
Veja as contas do mercado, pague as prestações
Ser mãe é desdobrar fibra por fibra os corações dos filhos
Seja feliz, seja feliz
Mamãe, mamãe não chore
Eu quero, eu posso, eu quis, eu fiz
Mamãe seja feliz
Mamãe, mamãe não chore
Não chore nunca mais, não adianta
Eu tenho um beijo preso na garganta
Eu tenho um jeito de quem não se espanta
(Braço de ouro vale dez milhões)
Eu tenho corações fora do peito
Mamãe, não chore, não tem jeito
Pegue uns panos pra lavar, leia um romance
Leia “Elzira, a morta virgem”, “O Grande Industrial”
Eu por aqui voi indo muito bem
De vez em quando brinco Carnaval
E vou vivendo assim:
Felicidade na cidade que eu plantei pra mim
E que não tem mais fim, não tem mais fim
Não tem mais fim

TRADUZIONE

Mamma, mamma non piangere
La vita è cosi, me ne sono andato
Mamma, mamma non piangere
Non tornerò più là
Mamma, mamma non piangere
La vita è così e quello che voglio è questo
Mamma, mamma non piangere
Prendi alcuni panni da lavare, leggi un romanzo
Vedi i conti del mercato, paga le rate
Essere madre è significa svelare i cuori dei figli fibra per fibra
Sii felice, sii felice
Mamma, mamma non piangere
Voglio, posso, volevo, l'ho fatto
Mamma sii felice
Mamma, mamma non piangere
Non piangere più, è inutile
Ho un bacio bloccato in gola
Ho il comportamento di chi  non è sorpreso
(Il braccio d'oro vale dieci milioni)
Ho il cuore fuori dal petto
Mamma non piangere, non c'è motivo
Prendi alcuni panni da lavare, leggi un romanzo
Leggi, "Elzira, la morte vergine", "Il grande industriale"
Io qui me la cavo bene
Di tanto in tanto mi diverto al Carnevale
E vivo così:
Felicità nella città che ho lasciato per il mio bene
E che non ha fine, non ha mai fine
Non ha mai fine

 Per chiudere gustiamoci una versione "live" della canzone eseguita da Gal Costa risalente al 1973



martedì 23 giugno 2020

Lindoneia




Il testo di questa canzone venne ispirato a Caetano dall'opera "A bela Lindoneia- A Gioconda do Suburbio" dell'artista brasiliano Rubens Gerchman, ma tutto nasce da una visita di Nara Leao allo studio di Gerchman, e dalla passione che questa opera gli trasmise, tanto che voleva acquistarla, ma l'artista era restio a venderla per motivi personali.
Una volta a casa Nara chiamò Caetano per descrivergli quest'opera e da questo "racconto" telefonico nascque il testo di Veloso che poi venne musicato da Gil.
Gerchman nacque a Rio nel 1942 e morì a Sao Paulo nel 2008, era un pittore e uno scultore, influenzato dall'arte pop, concreta e neo-concreta, ma a differenza di Andy Warhol che ricorreva a personaggi famosi nella creazione delle sue opere, Rubens usava immagini di individui anonimi.
La canzone è contenuta nel disco "Tropicalia: Out panis et circencis", cantata da Nara Leao.
Proprio Nara Leao raccontò che la canzone fu scritta da Caetano su sua richiesta.
La canzone è un bolero, scritto da Gilberto Gil, con il testo di Veloso, la voce melodiosa di Nara si appoggia ad un bell'arrangiamento d'archi.
Nara Leao inserirà la canzone anche nel suo disco solista uscito il medesimo anno di Tropicalia, il 1968.



E' una canzone malinconica che parla dei sogni romantici di una ragazza di periferia, una single che ama leggere i fotoromanzi, che ascolta la radio e guarda la televisione.
Una donna forse vittima di un crimine "passionale" e una canzone che vuole essere una sorta di specchio della società brasiliana di allora, violenta, complessa e inconcludente.

LINDONEIA

Na frente do espelho
Sem que ninguém a visse
Miss
Linda, feia
Lindonéia desaparecida

Despedaçados
Atropelados
Cachorros mortos nas ruas
Policiais vigiando
O sol batendo nas frutas
Sangrando
Ai, meu amor
A solidão vai me matar de dor

Lindonéia, cor parda
Fruta na feira
Lindonéia solteira
Lindonéia, domingo
Segunda-feira

Lindonéia desaparecida
Na igreja, no andor
Lindonéia desaparecida
Na preguiça, no progresso
Lindonéia desaparecida
Nas paradas de sucesso
Ai, meu amor
A solidão vai me matar de dor

No avesso do espelho
Mas desaparecida
Ela aparece na fotografia
Do outro lado da vida


TRADUZIONE

Davanti lo specchio
Senza che nessuno la veda
Signora
Bella, brutta
Lindoneia sparita

Tagliuzzata
Investita
Cani morti per le strade
Gli agenti di polizia a guardare
Il sole colpisce i frutti
Emorragia
Oh amore mio
La solitudine mi farà morire di dolore

Lindoneia, colore marrone
Frutta nel mercato
Lindoneia single
Lindoneia, domenica
Lunedi

Lindoneia, scomparsa
In chiesa, 
Lindoneia scomparsa
Nella pigrizia, in corso
Lindoneia scomparsa
Nelle hit parade
Oh amore mio
La solitudine mi farà morire di dolore

Dentro lo specchio
Ma scomparsa
Lei appare nella fotografia
Dall'altro lato della vita

ACCORDI

Intro: F#m  D  D#º A  Bbº  Bm  E  A

Riff 1: A  Ab  G (2x)  
        Ab  A (3x)  

                Bm
Na frente do espelho
  E     Fº          A   Bbº
Sem que ninguém a visse
Dm
Miss
G      G#º A
Linda, feia
     Dm      E      A
Lindonéia desaparecida

F#m
Despedaçados
A
Atropelados
D                       C#m
Cachorros mortos nas ruas
D                 C#m
Policiais vigiando
D                      C#m
O sol batendo nas frutas
    F#m
Sangrando
          D  D#º
Oh, meu amor
        A  Bbº         Bm  E  A    (riff 1)
A solidão     vai me matar de dor

      D    E         A
Lindonéia,    cor parda
 F#m        D
Frutas na feira
 E            A   Bbº
Lindonéia solteira
    G        A
Lindonéia, domingo
  D
Segunda-feira
    F#m
Lindonéia desaparecida
    Bm
Na igreja, no andor
    F#m
Lindonéia desaparecida
E             A
Na preguiça, no progresso
    D              Fº
Lindonéia desaparecida
    F#m     Bm      F#m
Nas paradas de sucesso
 A        D  D#º
Ah, meu amor
          A  Bbº        Bm  E    A   (riff 1)
A solidão      vai me matar de dor

               Bm
No avesso do espelho
  E   Fº      A Bbº
Mas desaparecida
Dm      G      G#º A
Ela aparece na fotografia
 Dm        E         A
Do outro lado da vida

F#m
Despedaçados
A
Atropelados
D                      C#m
Cachorros mortos nas ruas
D                 C#m
Policiais vigiando
D                      C#m
O sol batendo nas frutas
    F#m
Sangrando
           D   F
Oh, meu amor
         A  Bbº         Bm  E    A
A solidão      vai me matar
Bbº          Bm  E    A
Vai me matar
Bbº          Bm  E    A  (riff 1)
Vai me matar de dor











giovedì 18 giugno 2020

Lia




"Lia" è una canzone di Gilberto Gil le cui parole sono state scritte da Caetano Veloso.
La scrittura dovrebbe risalire al 1967.
Il pezzo fu donato a Claudete Soares, che lo inserì  nel suo disco "Gil, Chico e Veloso por Claudette".
Il testo di Veloso è un testo d'amore verso questa ragazza chiamata Lia, ma nelle liriche di Caetano emerge anche tutto il suo amore verso il mare che spesso cita e loda nelle sue canzoni.
L'isola di Itamaracà citata nel testo fa parte dello stato di Pernambuco ed ha una forte tradizione turistica.



LIA

Eu estava na beira da praia
Ouvindo as pancadas
Das águas do mar

Essa ciranda quem me deu foi Lia
Que mora na ilha
De Itamaracá

Eu estava sem saber da vida
A manhã perdida
Na beira do mar
Eu estava na beira e não via
Que o mar prometia
Morrer, deslindar

Depois veio aquela menina
E meu corpo queria
Crescer, navegar

Essa manhã de dor, essa alegria
Essa vontade nova em frente ao mar
Essa primeira esperança comovida
De ter, de ter de atravessar
Essa janela aberta, essa varanda
Essa manhã desesperada e branda

Essa ciranda quem me deu foi Lia
Que mora na ilha
De Itamaracá

TRADUZIONE

Stavo sulla riva
Sentendo lo sbattere
Delle acque del mare

Questa Ciranda che mi hai portato è Lia
Che abita nell'isola
Di Itamaracà

Non sapevo ancora nulla della vita
Una mattina perduta
Sulla riva del mare
Stavo al limite e non ho visto
Ciò che il mare prometteva
Morire, delimitare

Poi venne quella ragazza
E il mio corpo voleva
Crescere, navigare

Questa mattina di dolore, questa allegria
Questa volontà nuova di fronte al mare
Questa prima speranza suscitata
Di avere, attraversare
Questa finestra aperta, questo balcone
Questa mattina disperata ed insipida

Questa Ciranda che mi hai portato è Lia
Che abita nell'isola
Di Itamaracà




lunedì 15 giugno 2020

Juliana



Un' altra collaborazione di Veloso con Torquato Neto, purtroppo però rimasta inedita.
La canzone si chiama "Juliana" ed è una canzone d'amore.
Caetano si occupa della melodia e Neto del testo.
Altro non possiamo aggiungere se non riportare il testo e la rispettiva traduzione.
La scrittura del pezzo dovrebbe risalire al 1968.


JULIANA

Quando a maré vazar
Vou ver Juliana
Vou ver Julianaína
Vou ver Juliana

Quando a maré vazar
Vou deixar tudo de lado
Meu saveiro e meu pescado
Só pra quando ela chegar
Eu puder ficar na areia
Defronte do mar deitado
Procurando me lembrar
De quem seja mais bonita
De quem seja mais rainha
Do que Julianaína
Do que Juliana

Quando a maré vazar
Vou ver Juliana
Vou ver Julianaína
Vou ver Juliana


TRADUZIONE

Quando arriva la marea
Vedrò Juliana
Vedrò Julianaina
Vedrò Juliana

Quando arriva la marea
Metterò tutto da parte
La mia imbarcazione e il pesce pescato
Solo per quando arriva
Posso stare nella sabbia
Di fronte al mare, sdraiato
Cercando di ricordare
Di chi è più bella
Di chi è più regina
Di Julianaina
Di Juliana

Quando arriva la marea
Vedrò Juliana
Vedrò Julianaina
Vedrò Juliana


martedì 9 giugno 2020

E' proibido proibir



Dopo "Enquanto seu lobo nao vem" eccoci di fronte ad un'altra canzone molto politica e di protesta, "E' proibido proibir" è esplicita già dal titolo, una forma di ribellione verso quella dittatura che stava tarpando le ali all'intero Brasile.
La canzone partecipò al III Festival Internazionale della Canzone nel settembre del 1968 e si classificò al quinto posto.
In questa occasione Caetano sul finire dell'esibizione si lasciò andare ad uno sfogo contro i giovani che non si ribellavano alla situazione che il Brasile stava vivendo.
Ancora una volta, a fianco di Caetano sul palco, c'è il gruppo degli Os Mutantes.
La canzone non è accolta bene dagli spettatori del Festival, che fischiano Caetano e lo contestano, Veloso risponde per le rime attaccando spettatori e giuria: "Non capite nulla! Ma che gioventù è questa! Non conterete mai niente! La giuria è fatta di incompetenti e stonati! Escludetemi dalla classifica insieme a Gil".
Qualche tempo dopo lo stesso Caetano spiegherà che era una provocazione fatta con cognizione di causa, e quando anni dopo ritornò a parlare dell'accaduto disse: "Ancora oggi sono orgoglioso di quello che ho fatto, mi congratulo con me stesso perché quella canzone è stata dimenticata. Si parlò molto dello scandalo infatti ma il disco non vendette, e di tutte le canzoni che ho scritto "E' proibido proibir" è una delle meno conosciute dal pubblico. Mai ammetterei che qualcuno la presentasse come tipica del movimento tropicalista". 
Fatto sta che all'epoca i suoi atteggiamenti finiscono per attirare l'attenzione del regime e quel "proibido proibir" diventa una sorta di parola d'ordine dei contestatori della dittatura.
Ma il regime trovò il modo in maniera furbesca di appropiarsi della canzone, con l'aiuto della grammatica e di un semplice punto cambiò il senso della frase per usarla a proprio consumo, "E' proibido proibir" divenne infatti: "E' proibido. Proibir", ovvero "E' proibito. Proibire!".
Il verso "Eu digo nao", "Io dico no" divenne di "proprietà" del regime.
Ma lasciando da parte per un momento il grande significato sociale e politico che la canzone ha rivestito in quel momento storico, dal punto di vista musicale è un pezzo tutt'altro che eccezionale, con una melodia che non spicca per originalità e musicalità.
Iniziamo a sentire una versione ibrida, nel senso che la prima parte consta della registrazione fatta in studio a cui poi è stata collegata la versione live del Festival, con tanto di parte parlata con cui Veloso si sfoga verso pubblico e giuria:




La canzone in questa veste fu pubblicata nel 1968 come singolo, la si può trovare anche nell'album che comprende le canzoni del III Festival Internazionale della canzone brasiliana, uscito anch'esso nel 1968.
Bisogna però aspettare fino al 2006 per trovare la canzone in un album di Caetano, il disco in questione si chiama "Cinema Olympia-Caetano Raro&Inedito 67-74". Una compilation molto interessante che, come dice il titolo, ci presenta canzoni rare e poco conosciute di Veloso.
Questa canzone ha fatto capolino molto raramente nelle scalette dei concerti di Caetano, ecco una versione dal vivo risalente ai primi anni '80:



Quest'altra invece è recentissima, siamo nel 2018 e Caetano Veloso esegue la canzone insieme ai tre figli, Moreno, Zeca e Tom, che in quel periodo erano impegnati nell'Ofertorio Tour:




Questa esibizione è andata in onda per la precisione il 6 maggio 2018 nella trasmissione brasiliana Fantastico.


E' PROIBIDO PROIBIR

A mãe da virgem diz que não
E o anúncio da televisão
E estava escrito no portão
E o maestro ergueu o dedo
E além da porta há o porteiro, sim
Eu digo não
Eu digo não ao não
E eu digo
É proibido proibir
É proibido proibir
É proibido proibir
É proibido proibir

Me dê um beijo, meu amor
Eles estão nos esperando
Os automóveis ardem em chamas
Derrubar as prateleiras
As estantes, as estátuas
As vidraças, louças, livros, sim
E eu digo sim
E eu digo não ao não
E eu digo
É proibido proibir
É proibido proibir
É  proibido proibir

É proibido proibir

TRADUZIONE

La madre della vergine dice di no
E la pubblicità televisiva
Stava scritta sul cancello
E il conduttore alzò il dito
E oltre la porta c'è il portiere, sì
Dico di no
Dico no al no
E io dico
È vietato vietare
È vietato vietare
È vietato vietare
È vietato vietare

Dammi un bacio, amore mio
Ci stanno aspettando
Le auto bruciano tra le fiamme
Demoliamo gli scaffali
Le librerie, le statue
Le finestre, i piatti, i libri, sì
E dico di si
E dico di no a no
E io dico
È vietato vietare
È vietato vietare
È vietato vietare
È vietato vietare

ACCORDI

C                 F 
  A mãe da virgem diz que não.
 C                  F  
  E o anúncio da televisão.
 C                  F
  E estava escrito no portão.
  Em              F
  E o maestro ergueu o dedo.
      Em           F              G
  E além da porta há o porteiro, sim.
 C         F
  Eu digo não.
 C         F
  Eu digo não ao não.
     C
  Eu digo.
    F        C
  É proibido proibir.
  É proibido proibir.
  É proibido proibir.
    F        C                   F        
  É proibido proibir.
                        
 C                F
  Me dê um beijo, meu amor
 C               F
  Eles estão nos esperando
 C              F
  Os automóveis ardem em chamas
 Em           F
  Derrubar as prateleiras
 Em           F
  As estantes, as estátuas
 Em             F               G
  As vidraças, louças, livros, sim
 C         F
  Eu digo sim
 C         F
  Eu digo não ao não
     C
  Eu digo
    F        C
  É proibido proibir
  É proibido proibir
  É proibido proibir
  É proibido proibir.


L'angolo delle foto:

Vediamoci un po' di foto di Caetano "live" intento ad eseguire il pezzo e a corollario un bel video di foto che testimoniano il clima vissuto in quel famoso Festival del 1968: