Terza e ultima collaborazione di Caetano Veloso con Josè Carlos Capinam, dopo "Bonina" e "Clarice" è la volta di "Maria Maria".
Fu composta appositamente per Maria Bethania, sorella di Veloso, e entrò nella scaletta di alcuni suoi show: "Comigo me desavim" nel 1967, "Recital na boite barroco" nel 1968 e "A cena muda" nel 1974.
In questa canzone Caetano si occupa della musica mentra Capinam delle parole.
Caetano non suonerà mai questo pezzo dal vivo, ne lo inciderà in studio, si può trovare invece in due dischi dal vivo di Maria Bethania, il primo uscito nel 1968 e chiamato "Recital na boite barroco" e il secondo nel 1974 dal titolo "A cena muda".
Sentiamoci la versione tratta dal disco live "Recital na boite barroco":
La canzone parte lenta, con delle pennate di chitarra secche, doppiate da un pianoforte altrettanto deciso, poi a metà l'esplosione con il ritmo che aumenta e la musica che si fa più allegra per qualche secondo, per poi ritornare mesta e compassata.
Il testo di Capinam ci parla di cambiamento e sofferenza e l'interpretazione di Bethania è come al solito sentita e impeccabile.
Con "Mamae coragem" si chiude la collaborazione di Caetano Veloso con Torquato Neto, un totale di sei canzoni che qui ricordiamo: "Ai de mim Copacabana", "Capitao Lampiao", "Deus vos salve esta casa santa", "Juliana", "Nenhuma dor" e per l'appunto "Mamae coragem".
La formula è la medesima, con Neto autore del testo e Veloso della musica.
La canzone sarà pubblicata nel disco "Tropicalia: Ou panis et circencis" e cantata da Gal Costa che la riproporrà ogni tanto anche nei suoi "live".
Anche Nara Leao inciderà la canzone per il suo album solista uscito nel 1968 stesso anno di rilascio dell'album "Tropicalia".
La canzone si apre con un suono di sirena poi entra la voce di Gal che canta con la solita disinvoltura ed eleganza.
Il testo di Neto è, come spesso accade, permeato di malinconia mentre l'arrangiamento si affida ad una chitarra acustica che si alterna con pennate decise al suono di una tromba.
Molti hanno interpretato le liriche di questa canzone come preannunciatrici delle intenzioni suicide di Torquato, che si toglierà la vita qualche anno più tardi.
La canzone è anche un ritratto dell'epoca, dove la figura della mamma era una figura "passiva", relegata in casa e priva di aspirazioni sociali e in quel contesto anche il rapporto madre-figlio era sicuramente vissuto in maniera più viscerale, soprattutto quando si verificava l'abbandono del tetto familiare da parte dell'adolescente di turno, come viene narrato nelle liriche di Neto.
Sentiamo la canzone cantata da Gal e poi la versione di Nara Leao.
MAMAE CORAGEM
Mamãe, mamãe não chore A vida é assim mesmo eu fui embora Mamãe, mamãe não chore Eu nunca mais vou voltar por aí Mamãe, mamãe não chore A vida é assim mesmo eu quero mesmo é isto aqui Mamãe, mamãe não chore Pegue uns panos pra lavar, leia um romance Veja as contas do mercado, pague as prestações Ser mãe é desdobrar fibra por fibra os corações dos filhos Seja feliz, seja feliz Mamãe, mamãe não chore Eu quero, eu posso, eu quis, eu fiz Mamãe seja feliz Mamãe, mamãe não chore Não chore nunca mais, não adianta Eu tenho um beijo preso na garganta Eu tenho um jeito de quem não se espanta (Braço de ouro vale dez milhões) Eu tenho corações fora do peito Mamãe, não chore, não tem jeito Pegue uns panos pra lavar, leia um romance Leia “Elzira, a morta virgem”, “O Grande Industrial” Eu por aqui voi indo muito bem De vez em quando brinco Carnaval E vou vivendo assim: Felicidade na cidade que eu plantei pra mim E que não tem mais fim, não tem mais fim Não tem mais fim TRADUZIONE Mamma, mamma non piangere La vita è cosi, me ne sono andato Mamma, mamma non piangere Non tornerò più là Mamma, mamma non piangere La vita è così e quello che voglio è questo Mamma, mamma non piangere Prendi alcuni panni da lavare, leggi un romanzo Vedi i conti del mercato, paga le rate Essere madre è significa svelare i cuori dei figli fibra per fibra Sii felice, sii felice Mamma, mamma non piangere Voglio, posso, volevo, l'ho fatto Mamma sii felice Mamma, mamma non piangere Non piangere più, è inutile Ho un bacio bloccato in gola Ho il comportamento di chi non è sorpreso (Il braccio d'oro vale dieci milioni) Ho il cuore fuori dal petto Mamma non piangere, non c'è motivo Prendi alcuni panni da lavare, leggi un romanzo Leggi, "Elzira, la morte vergine", "Il grande industriale" Io qui me la cavo bene Di tanto in tanto mi diverto al Carnevale E vivo così: Felicità nella città che ho lasciato per il mio bene E che non ha fine, non ha mai fine Non ha mai fine Per chiudere gustiamoci una versione "live" della canzone eseguita da Gal Costa risalente al 1973:
Il testo di questa canzone venne ispirato a Caetano dall'opera "A bela Lindoneia- A Gioconda do Suburbio" dell'artista brasiliano Rubens Gerchman, ma tutto nasce da una visita di Nara Leao allo studio di Gerchman, e dalla passione che questa opera gli trasmise, tanto che voleva acquistarla, ma l'artista era restio a venderla per motivi personali.
Una volta a casa Nara chiamò Caetano per descrivergli quest'opera e da questo "racconto" telefonico nascque il testo di Veloso che poi venne musicato da Gil.
Gerchmannacque a Rio nel 1942 e morì a Sao Paulo nel 2008, era un pittore e uno scultore, influenzato dall'arte pop, concreta e neo-concreta, ma a differenza di Andy Warhol che ricorreva a personaggi famosi nella creazione delle sue opere, Rubens usava immagini di individui anonimi.
La canzone è contenuta nel disco "Tropicalia: Out panis et circencis", cantata da Nara Leao.
Proprio Nara Leao raccontò che la canzone fu scritta da Caetano su sua richiesta.
La canzone è un bolero, scritto da Gilberto Gil, con il testo di Veloso, la voce melodiosa di Nara si appoggia ad un bell'arrangiamento d'archi.
Nara Leao inserirà la canzone anche nel suo disco solista uscito il medesimo anno di Tropicalia, il 1968.
E' una canzone malinconica che parla dei sogni romantici di una ragazza di periferia, una single che ama leggere i fotoromanzi, che ascolta la radio e guarda la televisione.
Una donna forse vittima di un crimine "passionale" e una canzone che vuole essere una sorta di specchio della società brasiliana di allora, violenta, complessa e inconcludente.
"Lia" è una canzone di Gilberto Gil le cui parole sono state scritte da Caetano Veloso.
La scrittura dovrebbe risalire al 1967.
Il pezzo fu donato a Claudete Soares, che lo inserì nel suo disco "Gil, Chico e Veloso por Claudette".
Il testo di Veloso è un testo d'amore verso questa ragazza chiamata Lia, ma nelle liriche di Caetano emerge anche tutto il suo amore verso il mare che spesso cita e loda nelle sue canzoni.
L'isola di Itamaracà citata nel testo fa parte dello stato di Pernambuco ed ha una forte tradizione turistica.
Dopo "Enquanto seu lobo nao vem" eccoci di fronte ad un'altra canzone molto politica e di protesta, "E' proibido proibir" è esplicita già dal titolo, una forma di ribellione verso quella dittatura che stava tarpando le ali all'intero Brasile.
La canzone partecipò al III Festival Internazionale della Canzone nel settembre del 1968 e si classificò al quinto posto.
In questa occasione Caetano sul finire dell'esibizione si lasciò andare ad uno sfogo contro i giovani che non si ribellavano alla situazione che il Brasile stava vivendo.
Ancora una volta, a fianco di Caetano sul palco, c'è il gruppo degli Os Mutantes.
La canzone non è accolta bene dagli spettatori del Festival, che fischiano Caetano e lo contestano, Veloso risponde per le rime attaccando spettatori e giuria: "Non capite nulla! Ma che gioventù è questa! Non conterete mai niente! La giuria è fatta di incompetenti e stonati! Escludetemi dalla classifica insieme a Gil".
Qualche tempo dopo lo stesso Caetano spiegherà che era una provocazione fatta con cognizione di causa, e quando anni dopo ritornò a parlare dell'accaduto disse: "Ancora oggi sono orgoglioso di quello che ho fatto, mi congratulo con me stesso perché quella canzone è stata dimenticata. Si parlò molto dello scandalo infatti ma il disco non vendette, e di tutte le canzoni che ho scritto "E' proibido proibir" è una delle meno conosciute dal pubblico. Mai ammetterei che qualcuno la presentasse come tipica del movimento tropicalista".
Fatto sta che all'epoca i suoi atteggiamenti finiscono per attirare l'attenzione del regime e quel "proibido proibir" diventa una sorta di parola d'ordine dei contestatori della dittatura.
Ma il regime trovò il modo in maniera furbesca di appropiarsi della canzone, con l'aiuto della grammatica e di un semplice punto cambiò il senso della frase per usarla a proprio consumo, "E' proibido proibir" divenne infatti: "E' proibido. Proibir", ovvero "E' proibito. Proibire!".
Il verso "Eu digo nao", "Io dico no" divenne di "proprietà" del regime.
Ma lasciando da parte per un momento il grande significato sociale e politico che la canzone ha rivestito in quel momento storico, dal punto di vista musicale è un pezzo tutt'altro che eccezionale, con una melodia che non spicca per originalità e musicalità.
Iniziamo a sentire una versione ibrida, nel senso che la prima parte consta della registrazione fatta in studio a cui poi è stata collegata la versione live del Festival, con tanto di parte parlata con cui Veloso si sfoga verso pubblico e giuria:
La canzone in questa veste fu pubblicata nel 1968 come singolo, la si può trovare anche nell'album che comprende le canzoni del III Festival Internazionale della canzone brasiliana, uscito anch'esso nel 1968.
Bisogna però aspettare fino al 2006 per trovare la canzone in un album di Caetano, il disco in questione si chiama "Cinema Olympia-Caetano Raro&Inedito 67-74". Una compilation molto interessante che, come dice il titolo, ci presenta canzoni rare e poco conosciute di Veloso.
Questa canzone ha fatto capolino molto raramente nelle scalette dei concerti di Caetano, ecco una versione dal vivo risalente ai primi anni '80:
Quest'altra invece è recentissima, siamo nel 2018 e Caetano Veloso esegue la canzone insieme ai tre figli, Moreno, Zeca e Tom, che in quel periodo erano impegnati nell'Ofertorio Tour:
Questaesibizione è andata in onda per la precisione il 6 maggio 2018 nella trasmissione brasiliana Fantastico.
E' PROIBIDO PROIBIR
A mãe da virgem diz que não
E o anúncio da televisão
E estava escrito no portão
E o maestro ergueu o dedo
E além da porta há o porteiro, sim
Eu digo não
Eu digo não ao não
E eu digo
É proibido proibir
É proibido proibir
É proibido proibir
É proibido proibir
Me dê um
beijo, meu amor
Eles estão
nos esperando
Os
automóveis ardem em chamas
Derrubar as
prateleiras
As
estantes, as estátuas
As
vidraças, louças, livros, sim
E eu digo
sim
E eu digo não ao não
E eu digo
É proibido proibir
É proibido proibir
É proibido proibir
É proibido proibir
TRADUZIONE
La madre della vergine dice di no
E la pubblicità televisiva
Stava scritta sul cancello
E il conduttore alzò il dito
E oltre la porta c'è il portiere, sì
Dico di no
Dico no al no
E io dico
È vietato vietare
È vietato vietare
È vietato vietare
È vietato vietare
Dammi un bacio, amore mio
Ci stanno aspettando
Le auto bruciano tra le fiamme
Demoliamo gli scaffali
Le librerie, le statue
Le finestre, i piatti, i libri, sì
E dico di si
E dico di no a no
E io dico
È vietato vietare
È vietato vietare
È vietato vietare
È vietato vietare
ACCORDI
C F
A mãe da virgem diz que não.
C F
E o anúncio da televisão.
C F
E estava escrito no portão.
Em F
E o maestro ergueu o dedo.
Em F G
E além da porta há o porteiro, sim.
C F
Eu digo não.
C F
Eu digo não ao não.
C
Eu digo.
F C
É proibido proibir.
É proibido proibir.
É proibido proibir.
F C F
É proibido proibir.
C F
Me dê um beijo, meu amor
C F
Eles estão nos esperando
C F
Os automóveis ardem em chamas
Em F
Derrubar as prateleiras
Em F
As estantes, as estátuas
Em F G
As vidraças, louças, livros, sim
C F
Eu digo sim
C F
Eu digo não ao não
C
Eu digo
F C
É proibido proibir
É proibido proibir
É proibido proibir
É proibido proibir.
L'angolo delle foto:
Vediamoci un po' di foto di Caetano "live" intento ad eseguire il pezzo e a corollario un bel video di foto che testimoniano il clima vissuto in quel famoso Festival del 1968: