lunedì 26 agosto 2019

Coraçao vagabundo




"Coraçao vagabundo" è la canzone d'apertura del primo album di Caetano Veloso, realizzato insieme alla sua amica Gal Costa, baiana anch'essa e dotata di una voce potente e cristallina.
Ecco le parole di Caetano all'epoca dell'uscita del disco: "Credo di aver registrato questo disco nel momento giusto, la mia inquietudine attuale mi mette in una condizione di maggiore disponibilità di fronte a quello che ho fatto e non provo nessuna vergogna di alcuna parola, di alcuna nota".
Parole quindi che denotano una grande personalità e consapevolezza dei propri mezzi.
Caetano passò quindi varie fasi, all'inizio pensava di dedicarsi ad altre arti, quali teatro o cinema, poi provò grandi soddisfazioni come scrittore di canzoni, che poi passava ad altri cantanti (Bethania-Odette, Gal Costa) fino ad arrivare ad essere lui stesso interprete dei propri pezzi.
Va detto che il Caetano che troviamo in questo disco d'esordio è molto diverso per stile da quello che poi vedremo in futuro.
Nelle note di copertina dell'album Caetano scrive: "Domingo è un disco di Gal che interpreta Caetano, mi piace molto cantare però non sono mai riuscito ad apprezzare particolarmente il fatto di interpretare le mie composizioni. Un vecchio baiao, una canzone antica o l'ultimo samba di un amico, questo è bello cantare".
Poi continua nella sua spiegazione dicendo: "Penso di essere riuscito ad apprezzare il fatto di cantare le mie canzoni perché la mia ispirazione adesso sta tendendo verso cammini molto diversi da quelli che ho seguito fin qui. Alcuni pezzi di questo disco sono recenti (Um dia), ma io sono in grado di vederli tutti con un distacco tale che mi permette di stabilire semplicemente se una canzone mi piace o non mi piace, come se fosse di chiunque altro. La mia ispirazione non vuole più vivere solo di nostalgia di un tempo passato o di un luogo, al contrario vuole incorporare questa nostalgia in un progetto futuro".
Ne viene fuori quindi un disco molto soft, in cui la voce di Veloso è più sul timido che sul grintoso, un po' nello stile di Joao Gilberto, suo grande idolo e a cui  forse inconsciamente Caetano rende omaggio, anche nello stile delle ritmiche della chitarra.
"Coraçao vagabundo" è sicuramente il pezzo di punta dell'album, possiamo definirlo il primo classico di Caetano Veloso, una canzone che ebbe e che ha tutt'oggi molta notorietà e che verrà interpretata da tantissimi artisti e lo stesso Veloso la inserirà più volte nelle scalette dei suoi concerti.
Questa canzone è una bossa finissima dedicata a Dedè Gadelha, sua prima moglie con cui convolò a nozze il 29 novembre 1967, a riguardo c'è un aneddoto molto divertente, la cerimonia inizia con molto ritardo, una radio ha dato l'annuncio e un sacco di ragazze hanno saltato scuola per esserci.
Gal Costa canta la strofa iniziale, Caetano la seconda in stile minimalista.
Riguardo l'album "Domingo" Caetano ebbe a dire: "E' sub-bossa nova, l'unica cosa che non è derivata è la voce di Gal".
Curiosità legata alla copertina, invece di Veloso c'è scritto Velloso, ma dal secondo album in poi il cantautore baiano tornerà ad usare il suo vero cognome, con una sola elle.
Ma andiamo subito a sentire Gal e Caetano duettare in "Coraçao vagabundo":





Nel 1986 Caetano Veloso registrata un disco ai Vanguard Studios di New York, il disco intitolato semplicemente "Caetano Veloso" lo vede eseguire in veste prettamente acustica molti suoi successi del passato e tra questi non può mancare "Coraçao vagabundo", cantata questa volta in solitaria senza il contributo di Gal Costa e sopratutto senza nessun tipo di arrangiamento, solo voce e chitarra:



Questo album fu pubblicato dall'etichetta "Nonesuch" nel solo mercato americano e contiene anche una cover bizarra ed entusiasmante della canzone "Billy Jean" di Michael Jackson, che stravolge la metrica e la melodia dell'originale ma in una maniera gustosissima e geniale.

Nel 1992 esce una versione di "Coraçao vagabundo" in duetto con Toots Thielemans, grande armonicista, la canzone si può reperire nell'album di quest'ultimo intitolato "The Brasil project", Caetano canta e suona la chitarra mentre Toots tesse trame melodiche stupende con la sua armonica a bocca.:



Nel 1999 abbiamo finalmente l'occasione di ascoltare una versione "live" della canzone, è quella contenuta nel bellissimo album intitolato "Omaggio a Federica e Giulietta", registrato al Teatro Nuovo di San Marino in una località chiamata Dogana nel 1997, per l'esattezza furono tre i concerti che Veloso tenne in quel teatro, il 28, il 29 e il 30 ottobre.
Fu la fondazione Fellini ad invitare il cantante baiano, Giulietta Masina aveva infatti espresso il desiderio di conoscere il cantante che gli aveva dedicato una canzone (che si chiamava proprio "Giulietta Masina"), purtroppo l'incontro non ebbe luogo perché la Masina morì nel 1994.
Caetano era un grande appassionato di cinema, fin da ragazzo, e aveva visto più volte i film di Federico Fellini e di Giulietta Masina e adorava anche i film del periodo neorealista, soprattutto "Ladri di biciclette" di Vittorio de Sica.





Nel 2003 esce una curiosa collaborazione di Caetano Veloso con Bebo e Cigala, un medley che unisce la canzone "Eu sei que vou te amar" con "Coraçao vagabundo".
Caetano invece di cantare, recita "Coraçao vagabundo", sotto l'accompagnamento molto jazz di Bebo Valdes (pianista, arrangiatore e compositore cubano) e Diego El Cigala (autorevole interprete di Flamenco, il cui vero nome è Diego Ramon Jimenez Salazar).
L'album che contiene questo pezzo si chiama "Lagrimas negras".







Nel 2009 ecco un'altra collaborazione di Veloso, questa volta nel disco di Mercedes Sosa, cantante argentina, scomparsa proprio nel 2009.
I due si dividono le liriche sotto a un accompagnamento molto d'atmosfera, con violini e violoncello.





Nel 2012 esce il disco che vede Caetano Veloso duettare insieme al grande David Byrne, musicista scozzese fondatore dei Talking Heads, la performance però risale al 2004, siamo nella prestigiosa Carnegie Hall di New York.
Veloso e Byrne suonano i loro rispettivi set e poi si riuniscono per fare insieme qualche canzone.
"Coraçao vagabundo" non viene eseguita insieme a Bryne, sentiamocela:


Nel 2014 Caetano torna ad incidere la canzone in studio di registrazione e lo fa in occasione della pubblicazione di un mini-album di otto pezzi, intitolato Itunes sessions.
Nelle note di presentazione del disco Caetano scrive: "Le canzoni che ho scelto di registrare appartengono a varie epoche della mia carriera e si adattano molto bene allo stile dei musicisti che ho chiamato a registrare insieme a me. E' un album registrato in studio, ma fatto in presa diretta, tipo "live", senza le lunghe pause e interruzioni che di solito la registrazione di un album comporta.
Nota di curiosità, delle 8 tracce scelte, solamente una (E' de manha) non era mai stata registrata in studio dal cantautore baiano.




L'angolo della curiosità:

In questa intervista radiofonica possiamo sentire Caetano lodare questa sua composizione, ritenendola una delle sue migliori.
Da un punto di vista lirico Caetano ci dice che il pezzo è stato fortemente ispirato e influenzato dallo stile del grande scrittore e poeta brasiliano Carlos Drummond de Andrade:






L'angolo dei video:


Andiamoci a gustare alcune performance dal vivo della canzone, la prima risale al 2000 e vede Veloso duettare con il grande Joao Gilberto:


Il concerto si tenne in Argentina e si chiamava "40 Anos de Bossa Nova".

Nel 2015 Veloso intraprese un tour con Gilberto Gil e in scaletta c'era anche "Coraçao vagabundo", sentiamocela:






Nel 2016 la canzone viene eseguita in trio, infatti a Veloso e Gil si unisce il loro grande amico Roberto Carlos, altro grande interprete della musica popolare brasiliana:




L'angolo delle rarità:

Ora una versione molto rara risalente al 1971, al canto si alternano infatti Veloso, Joao Gilberto e Gal Costa. La chitarra viene suonata dal solo Veloso:




L'angolo delle foto:

Ecco una bella carrellata di foto di varie epoche, possiamo vedere nella prima Caetano insieme all'armonicista Toots Thielemans e nella seconda con Mercedes Sosa.
Poi una foto molto vecchia risalente al 1966/67 e infine un piccolo articolo di giornale che riporta come Veloso non scriva più canzoni per la sorella Bethania ma abbia iniziato una proficua collaborazione con la cantante Gal Costa. Infine viene riportato l'aneddoto secondo il quale fu proprio Caetano a scegliere il nome di sua sorella.






CORACAO VAGABUNDO

Meu coração não se cansa
De ter esperança
De um dia ser tudo o que quer

Meu coração de criança
Não é só a lembrança
De um vulto feliz de mulher
Que passou por meus sonhos sem dizer adeus
E fez dos olhos meus um chorar mais sem fim

Meu coração vagabundo
Quer guardar o mundo em mim
Meu coração vagabundo
Quer guardar o mundo em mim


TRADUZIONE

Il mio cuore non si stanca
Di avere speranza
Che un giorno sia tutto come vuole

Il mio cuore da bambino
Non è solo un ricordo
Di un volto felice di donna
Che è passato per i miei sogni senza dire addio
E che ha fatto dei miei occhi un pianto senza fine

Il mio cuore vagabondo
Vuole custodire il mondo dentro me
Il mio cuore vagabondo
Vuole custodire il mondo dentro me

ACCORDI

    Cm7(9)                 D7(b9) 
Meu coração não se cansa  
          Dm7(b5) 
De ter esperança  
   G7(b9) Cm7(9)             
De um dia ser tudo o que quer 
C7(9)  C7(b9)     Fm7 
Meu coração de criança  
                D7(b9)  
Não é só a lembrança  
  Dm7(b5)                G7(b9)  
De um vulto     feliz de mulher  
Cm7(9)                D7(b9)  
Que passou por meu sonho  
           
Sem dizer adeus  
   G7(b9)            
E fez dos olhos meus  
     Gm6              
Um chorar mais sem fim  
Fm7     Bb7(9)       Eb7(9)  
Meu coração vagabundo  
      Ab7          
Quer guardar o mundo  
Abº  Gm6    
Em mim  
Fm7    Bb7(9)        Eb7(9) 
Meu coração vagabundo  
      Ab7           
Quer guardar o mundo  
Abº  Cm7(9) 
Em mim 




giovedì 22 agosto 2019

Nao posso me esquecer do adeus



Altra canzone scritta da Veloso e mai incisa dal cantautore baiano.
Bisognerà aspettare sino al 1978 perché questa canzone venga registrata, ad opera del Quarteto em Cy, gruppo vocale femminile che iniziò la sua attività a Rio de Janeiro nel 1964 e divenne molto popolare verso la fine degli anni '60.
L'album che conteneva la canzone di Veloso si chiamava "Querelas do Brasil".
Il gruppo veniva anche chiamato "The girls from Bahia" perché erano tutte originarie di Ibirataia, un paese vicino Bahia.
Nel 1996 la canzone fu incisa anche da Nana Caymmi nell'album "Alma Serena".
Nana Caymmi è la figlia maggiore del compositore brasiliano Dorival Caymmi, uno dei più importanti musicisti della musica popolare brasiliana.
La canzone è una "modinha", termine portoghese che sta per "moda", nel Brasile di tantissimi anni fa lo si usava per designare una canzone popolare.
Questo tipo di composizione è composta in genere da versi di cinque o otto sillabe, la musica si presenta tranquilla e di tipo melodico, mentre i versi trattano temi romantici, melanconici e sentimentali.
La canzone di Veloso rispetta difatti questi canoni e fu composta nel periodo in cui abitava nell'hotel "Solar da fossa" di Botafogo, quartiere di Rio de Janeiro.
Il "Solar da Fossa" era una specie di residence ricavato da una vecchia casa colonica ristrutturata.
A tal proposito c'è una testimonianza della cantante brasiliana Sueli Costa che ricorda: " Andai a vivere nell'appartamento che era stato di Caetano e Duda Machado, dove rimasi fino alla fine del 1968. Pochi giorni dopo il mio trasferimento Caetano tornò a prendere alcune cose che aveva lasciato in quella casa, tra di esse c'era il trofeo vinto durante la trasmissione televisiva "Esta noite se improvisa" (una sorta di quiz in cui il presentatore dava una parola e il concorrente più veloce a prenotarsi doveva cantare una canzone che contenesse quella parola) e la partitura di una canzone inedita, che per l'appunto "Nao me posso esquecer do adeus".
Durante un'intervista nel marzo del 1968, Caetano Veloso ricorda con nostalgia la casa dove aveva vissuto da ragazzo, dicendo che nulla poteva superare l'atmosfera che c'era in quell'ambiente, neanche la casa lussuosa dove viveva attualmente.
Lo scrittore Toninho Vaz ha dedicato anche un libro a questo "residence" intitolato proprio "Solar da fossa", edito nel 2011.
Questo posto infatti è stato il "rifugio" di molti artisti: Paulo Coelho, Gal Costa, Tim Maia, Paulinho da Viola, per citarne solo alcuni.
L'autore racconta aneddoti, storie romantiche e divertenti di tutti questi personaggi.
Oggi il "Solar da fossa" non esiste più, al suo posto c'è un grosso centro commerciale.

Ora andiamoci a sentire "Nao posso me esquecer do adeus", prima nella versione del Quarteto em Cy e poi in quella di Nana Caymmi:







NAO POSSO ME ESQUECER DO ADEUS

Não posso me esquecer do adeus
Te esquecer, meu amor
Que vou fazer dos sonhos meus
Sem você, meu amor?
A noite tão comprida
Depois da despedida
Não posso me esquecer do adeus
Nunca mais, nunca mais

Não posso mais viver em paz
Meu amor, sem você
Deste um adeus para jamais
Vou sofrer, vou morrer
O meu amor aflito
O teu olhar bonito
Não posso me esquecer do adeus
Nunca mais, nunca mais
Não posso mais viver em paz
Sem você, meu amor  


TRADUZIONE

Non posso scordarmi dell’addio 
Ti dimentico, amore mio
Cosa farò dei miei sogni
Senza te, amore mio?
La notte è così lunga
Dopo la partenza
Non posso scordarmi dell’addio        
Mai più, mai più

Non posso più vivere in pace
Amore mio, senza te
Non hai mai detto addio
Soffrirò, morirò
O amore mio sofferente
Il tuo bellissimo sguardo
Non posso scordarmi dell’addio              
Mai più, mai più
Non posso più vivere in pace
Senza te, amore mio

L'angolo delle foto:

Nella prima possiamo vedere il residence "Solar da fossa" dove Caetano abitò per un periodo di circa due anni.
Nella seconda, il libro che parla di questo posto, scritto da Toninho Vaz:







L'angolo della curiosità:

Con molta probabilità, la canzone che Caetano cantò il 22 agosto 1964 al Teatro Vila Velha, per lo spettacolo "Nos por exemplo..." riportata sul programma come "Nao posso mais dizer adeus" altro non è che "Nao posso me esquecer do adeus".
Caetano probabilmente l'aveva già scritta nel 1964 e poi due anni più tardi la registrò cambiando un po' il titolo.









martedì 20 agosto 2019

Um dia



Scritta da Veloso per Maria Odette nel 1966, "Um dia", sarà poi cantata dallo stesso Veloso e inclusa nel suo primo disco solista : "Domingo", fatto insieme a Gal Costa e pubblicato nel 1967.
Caetano non la eseguirà mai dal vivo.
La canzone gli valse anche il premio quale miglior testo tra tutte le canzoni presentate al II Festival della musica popolare brasiliana, Festival che fu per la cronaca vinto da Chico Buarque con la canzone "A Banda" e da "Disparada" scritta da Vandrè e Theo de Barros e interpretata da Jair Rodrigues. In realtà "Disparada" si sarebbe classificata al secondo posto ma Chico Buarque chiese che le due canzoni fossero proclamate vincitrici a pari merito.
Tra l'altro questo riconoscimento consentì a Veloso di vincere un viaggio in Italia con la compagnia  aerea "Alitalia".
Le dichiarazioni di Caetano dopo aver ricevuto questo riconoscimento sono profetiche: "Comincio a sentire i sintomi di una nuova svolta, sta per succedere non ho dubbi. Voglio cavalcare questa svolta, con tutto il cuore".
Musicalmente la canzone ha un andamento dolce e sinuoso, Caetano quasi sussurra invece di cantare, aiutato da un bell'arrangiamento di archi e flauto, mentre la sua chitarra esegue una ritmica tipicamente "bossa nova".
Sentiamoci prima la versione di Maria Odette e poi quella di Caetano:






UM DIA

Como um dia numa festa
Realçavas a manhã
Luz de sol, janela aberta
Festa e verde o teu olhar
Pé de avenca na janela
Brisa verde, verdejar
Vê se alegra tudo agora
Vê se para de chorar
Abre os olhos, mostra o riso
Quero, careço, preciso
De ver você se alegrar
Eu não estou indo-me embora
'To só preparando a hora
De voltar
No rastro do meu caminho
No brilho longo dos trilhos
Na correnteza do rio
Vou voltando pra você
Na resistência do vento
No tempo que vou e espero
No braço, no pensamento
Vou voltando pra você
No Raso da Catarina
Nas águas de Amaralina
Na calma da calmaria
Longe do mar da Bahia
Limite da minha vida
Vou voltando pra você
Vou voltando como um dia
Realçavas a manhã
Entre avencas verde-brisa
Tu de novo sorrirás
E eu te direi que um dia
As estradas voltarão
Voltarão trazendo todos
Para a festa do lugar
Abre os olhos, mostra o riso
Quero, careço, preciso
De ver você se alegrar
Eu não estou indo-me embora
'To só preparando a hora
De voltar
De voltar

ACCORDI


C6/9             Gm7  C7/9  F            Bb7    Eb7/9       A7  D7
Como um dia numa festa realçavas a        manhã
             G7   C7     F7   Bb7M            E7         G7  C
Luz de sol, janela aberta          festa e verde o teu olhar
            Gm7  C7/9  F7M         Bb7    A7/4  A7
Pé de avenca na janela brisa verde, verdejar
            D7    G7     C    C7        F7   Bb7   C
Vê se alegra tudo agora, vê se para de chorar

              Eb                    Bbm           Eb/Db   Ab7      Db7
Abre os olhos, mostra o riso quero, care-----ço preciso
                Dm7(b5)   G7  C  C/Bb  F/A               Ab7                   Db7
De ver você se alegrar,                       eu não estou indo-me embora
       C7         F7         Bb7          C  C7/4/9
Tou só preparando a hora de voltar

Am7        D7           Am7          Em7  A7             Dm7
No rastro do meu caminho, no brilho longo dos trilhos
                G7       Dm7            G7                  Am7
Na correnteza do rio, vou voltando pra você
              D7          Am7                   Em7    A7    Dm7
Na resistência do vento, no tempo que vou e espero

                 G7          Dm7               G       B7     Em7
No braço, no pensamento, vou voltando pra você
               A7        Em7                      Bm7  E7    Am7
No Raso da Catarina, nas águas de A------maralina

Na calma da calmaria, longe do mar   da Bahia,
            G7          Dm7               G7      B7      C6/9  C7/4/9  C6/9
Limite da minha vida, vou voltando pra você

             Gm7  c7/9         F          Bb7  Eb7/9          A7   D7
Vou voltando como um dia, realçavas          a manhã
           G7        C7     F7   Bb7            E7     G7   C
Entre avencas verde-brisa         tu de novo sorrirás
            C7/9             F7M       Bb7        A7/4  A7
E eu te direi que um dia as estradas volta-----rão
         D7     G7      C     C7        F7    Bb7  C
Voltarão trazendo todos para a festa do lugar

              Eb                    Bbm           Eb/Db   Ab7      Db7
Abre os olhos, mostra o riso quero, care-----ço preciso
                Dm7(b5)   G7  C  C/Bb  F/A               Ab7                   Db7
De ver você se alegrar,                       eu não estou indo-me embora
       C7         F7         Bb7          C  C7/4/9
Tou só preparando a hora de voltar

           C   C7/4/9   Am7   Gm7   Am7
De voltar

TRADUZIONE


Come un giorno ad una festa
Rendevi bella la mattina
Luce del sole, finestra aperta
Festa e verde, il tuo sguardo

Felci sulla finestra
Brezza verde, verdeggiare
Vedi, tutti gioiscono ora
Vedi se riesci a smettere di piangere

Apri gli occhi, mostra il sorriso
Voglio, ho necessità, ho bisogno
Per vederti gioire
Non me ne sto andando
Mi sto solo preparando a tornare

Sulla scia dei miei passi
Nel lungo bagliore delle rotaie
Nella corrente del fiume
Sto tornando da te

In resistenza del vento
Nel tempo in cui vado e aspetto
Nel braccio, nel pensiero
Sto tornando da te

Nel "Raso di Caterina"
Nelle acque di "Amaralina"
Nella calma della pausa
Lontano dal mare di Bahia
Limite della mia vita
Sto tornando da te

Sto tornando come un giorno
Rendevi bella la mattina
Tra felci verdi e brezza
Sorriderai di nuovo

E te lo dirò che un giorno
Le strade torneranno
Torneranno portando tutti
Alla festa del luogo

Apri gli occhi, mostra il sorriso
Voglio, ho necessità, ho bisogno

Per vederti gioire
Non me ne sto andando
Mi sto solo preparando a tornare


L'angolo delle curiosità:

Sentiamoci un'intervista in cui brevemente Caetano ci parla di questa sua composizione: