venerdì 28 febbraio 2020

A voz do morto



Questa canzone nasce dall'incontro tra Caetano Veloso e Aracy de Almeida, una cantante classe 1914 nata a Rio de Janeiro.
Aracy era una apprezzata cantante di samba e in seguito collaborò anche in molti programmi televisivi.
Il suo album chiamato "Noel Rosa" del 1950 è stato votato dalla rivista "Rolling Stone" come uno dei più bei album brasiliani di tutti i tempi.
Nel 1968 il samba era entrato in grande crisi, crisi che fu acuita dall'affermazione sempre più forte della bossa nova e del tropicalismo.
Per risollevare le sorti del samba venne allora ideato un programma televisivo chiamato "Biennale del Samba", che si svolgeva a Sao Paulo.
Caetano all'epoca era già un musicista di talento, ma gli fu impedito di partecipare a questo evento, asserendo che non era sambista e che con l'uso della chitarra avrebbe contaminato il genere.
Caetano rimase allibito da questa decisione, mentre Aracy de Almeida partecipò con un ottimo samba ("Samba da vida" di Miguel Gustavo), ma fu eliminata nonostante la qualità del suo pezzo fosse molto elevata.
Quando Aracy incontrò Caetano gli propose di scrivere una canzone che fosse una presa in giro di quel Festival, nacque così "A voz do morto".
Lo stesso Caetano ricorda l'incontro con Aracy: "Aracy era la Dercy Gonçalves (attrice brasiliana diventata famosa per il suo linguaggio irriverente) del samba, così come "Baby" mi fu suggerita da Maria Bethania, "A voz do morto" mi fu dettata da Aracy de Almeida. Lei stava a Sao Paulo per partecipare alla Biennale del Samba, che era un Festival dedicato appunto esclusivamente al samba, ed era molto arrabbiata con l'ideologia che era alla base di quell'evento".
Lo sfogo che Aracy ebbe nel colloquio con Caetano confluì quasi interamente nel testo della canzone: "Mi trattano come gloria nazionale!Sono stufa di questo accostamento continuo a Noel Rosa (Aracy era la principale interprete del compositore brasiliano morto giovanissimo nel 1937 a soli 26 anni), quando canto è la voce del morto!".
La canzone quando uscì fu immediatamente bandita dalla censura, in quel periodo infatti il Brasile era sotto dittatura militare, cosa che poi portò anche all'esilio forzato di Veloso a Londra e ad alcuni mesi di detenzione in patria.
Le copie dei dischi che erano arrivate nei negozi furono immediatamente ritirate.
La prima volta che Caetano interpretò la canzone fu insieme ai "Os Mutantes" nel 1968 e da quella esibizione fu ricavato un Ep che conteneva oltre a "A voz do morto" anche "Baby", "Marcianita" e "Saudosismo".
Sentiamoci questa versione:



Dopo tanti anni Caetano torna ad eseguire la canzone dal vivo, siamo nel 1989 e l'esecuzione avviene insieme a Paulinho da Viola, che viene citato anche  nel testo della canzone.
Veloso suono la chitarra classica e Paulinho da Viola il cavaquinho.
Prima di iniziare a suonare Paulinho dice di aver sempre sognato di comporre un samba che potesse essere poi cantato da Aracy, è stato comunque orgoglioso di essere stato menzionato nel testo di una canzone scritta da Caetano e cantata da Aracy de Almeida.
Sentiamoci il duetto di Caetano e Paulinho:


I due si sono incontrati anche in un'altra occasione, per l'esattezza durante la trasmissione "Ensaio" andata in onda nell'ottobre del 1992, stavolta però è il solo Caetano a suonare mentre Paulinho si unisce di tanto in tanto con la voce, ecco il video di questa performance:




Caetano nel 2009 regala ai suoi fan un'altra "live" version di questa canzone, lo fa durante il tour "Zii e Zie", questa volta scegliendo un arrangiamento elettrico che ci riporta alla versione eseguita con gli Os Mutantes alla fine degli anni sessanta, anche se con una resa qualitativa superiore.
Inoltre Veloso inserisce all'inizio e alla fine del pezzo delle piccole citazioni di altre canzoni: "Cole na Corda" (Fagner Ferreira/Wostinho Nascimento/Uedson Pericles/Marcio Victor) / "Viola" (Eddye/Franco Daniele/Neto de Lins) e "Kuduro" (Sinho Maia/Franco Daniele/Ivan Brasil/Neto de Lins/Edeity).



Nel 2017 Caetano torna ad eseguire la canzone durante il tour "Caetano apresenta Teresa", questa volta è una versione solo chitarra e voce:






L'angolo delle curiosità:

Ora ci sentiamo la versione cantata da Aracy de Almeida che uscì nel 1968 nel 45 giri chiamato "1° Bienal do Samba", "A voz do morto" era sul lato B mentre sul lato A c'era: "Samba da Vida".




A VOZ DO MORTO

Estamos aqui no tablado
Feito de ouro e de prata
De filó de nylon

Eles querem salvar as glórias nacionais
As glórias nacionais, coitados

Ninguém me salva
Ninguém me engana
Eu sou alegre
Eu sou contente
Eu sou cigana
Eu sou terrível
Eu sou o samba



A voz do morto

Os pés do torto

O cais do porto

A vez do louco
A paz do mundo
Na Glória!

Eu canto com o mundo que roda
Eu e o Paulinho da Viola
Viva o Paulinho da Viola!

Eu canto com o mundo que roda
Mesmo do lado de fora
Mesmo que eu não cante agora

Ninguém me atende
Ninguém me chama
Mas ninguém me prende
Ninguém me engana

Eu sou valente
Eu sou o samba
A voz do morto
Atrás do muro
A vez de tudo
A paz do mundo
Na Glória!

TRADUZIONE


Siamo qui sul palco



Fatto di oro e argento



E di tulle di nylon



Vogliono salvare le glorie nazionali
Le glorie nazionali, poveracci

Nessuno mi salva
Nessuno mi frega
Sono allegra
Sono contenta
Sono gitana
Sono tremenda
Io sono il samba

La voce del morto
I piedi dello storto
Il molo
Il turno del matto
La pace nel mondo
Nella gloria!

Canto con il mondo che gira
Io e Paulinho da Viola
Viva Paulinho da Viola!
Io canto con il mondo che gira
Anche se non ne faccio parte
Anche se  non canto ora

Nessuno mi aspetta
Nessuno mi chiama
Ma nessuno mi prende

Nessuno mi frega

Sono coraggiosa
Io sono il samba
La voce del morto
Dietro il muro
Il turno di tutto
La pace nel mondo
Nella gloria!


ACCORDI*

E7+                             B7/9
Psirico passando é madeira é viola
                 E7+
Então cole na corda
                A7+
Então cole na corda
B7/9             E7+
Então cole na corda
                  A7+
Então cole na corda
B7/9             E7+
Então cole na corda

E7+            A7+
Tem que ser viola
B7/9            E7+ (6x)
Tem que ser viola
(E7+ A7+ B7/9)
Estamos aqui no tablado
Feito de ouro e prata
E filó de nylon

Eles querem salvar as glórias nacionais
As glórias nacionais, coitados

Ninguém me salva
Ninguém me engana
Eu sou alegre
Eu sou contente
Eu sou cigana
Eu sou terrível
Eu sou o samba

A voz do morto
Os pés do torto
O cais do porto
A vez do louco
A paz do mundo
Na Glória!

E7+            A7+
Tem que ser viola
B7/9            E7+ (6x)
Tem que ser viola
Na Glória!
(E7+ A7+ B7/9)
Eu canto com um mundo que roda
Eu e o Paulinho da Viola
Viva o Paulinho da Viola
Eu canto com um mundo que roda
Mesmo do lado de fora
Mesmo que eu não cante agora
Ninguém me atende
Ninguém me chama
Ninguém me rende
Ninguém me engana
Eu sou valente
Eu sou o samba
A voz do morto
Atrás do muro
A vez de tudo
A paz no mundo
Na glória
E7+            A7+
Tem que ser viola
B7/9            E7+ (6x)
Tem que ser viola
Na Glória!
Kuduro, Kuduro, Kuduro...
Eu canto com um mundo que roda...
Tem que ser viola...
Kuduro, Kuduro...

* Gli accordi fanno riferimento alla versione live del 2009

Caetano Veloso racconta la genesi della canzone:



L'angolo delle foto:





venerdì 21 febbraio 2020

Amotor




"Amotor" è una canzone rimasta inedita, sappiamo solo che la musica è stata scritta da Rogerio Duprat e le parole da Caetano Veloso.
Duprat è stato un compositore brasiliano, nato a Rio de Janeiro nel 1932 e morto a Sao Paulo nel 2006.
Scrisse la maggior parte degli arrangiamenti dell'album "Tropicalia ou panis et circencis", curò inoltre gli arrangiamenti di album di altri artisti brasiliani: Chico Buarque, Gilberto Gil, Gal Costa, Tom Zè, solo per citarne alcuni.
Venne etichettato come il "George Martin" del Tropicalismo o anche il "Brian Wilson" brasiliano.

Ecco alcune foto di Duprat:




mercoledì 19 febbraio 2020

Anunciaçao



"Anunciaçao" è una canzone composta da Veloso in coppia con Rogerio Duarte, il primo scrisse la musica e il secondo le parole.
La canzone si trova sull'album "Caetano Veloso" del 1968, il testo di Duarte è molto criptico mentre la musica è molto vivace, e si regge quasi interamente sulla fase ritmica, con un basso molto presente e uno xilofono ipnotico. Quando Veloso invoca la "Maria" della canzone il ritmo rallenta e subentrano gli strumenti a fiato. Non è una traccia memorabile ed infatti Caetano non la proporrà mai nei suoi concerti dal vivo.
Rogerio Duarte intellettuale baiano (1939-2016) dai mille interessi e competenze, fu musicista, grafico, compositore, poeta, traduttore e professore.
Viene ricordato come uno dei cardini intellettuali del movimento Tropicalista e fu uno dei primi a denunciare pubblicamente le torture del regime militare che fu instaurato in Brasile nel 1964.
Questo lo costrinse a una vita in clandestinità, cosa che non gli impedì di continuare i suoi studi, soprattutto del sanscrito e di iniziare la traduzione del Bhagavad Gita, un testo religioso hindu.
Durante un'intervista del 2016 Caetano Veloso ricorda Rogerio Duarte, ecco le sue parole a riguardo: "La mente di Rogério Duarte era un'università ribelle. La mia formazione deve molto all'incontro con questa persona. Il suo punto di vista era stimolante e, quindi, contraddittorio. Non aveva paura di affrontare il caos. Un genio brasiliano. Rogério affrontò discussioni accademiche molto complesse senza nemmeno aver completato il liceo e, sotto la pressione del regime dittatoriale, si arrese al mix di insicurezza e radicalismo che lo portò a bruciare i manoscritti di quella che sarebbe stata la sua più grande opera. Il fuoco tropicale non avrebbe attecchito senza le scintille nate dal suo discorso ispirato e devastante. Ha dato voce a tutti i sospetti che mi avevano afflitto fin dall'infanzia. Per alcuni anni ho trascorso la maggior parte del tempo a parlare con lui. Divenne, su mia richiesta, il padrino di mio figlio Moreno, che imparò anche lui ad adorare. Ebbe una vita travagliata, fu poeta bisessuale, graphic designer professionista, musicista appassionato, predicatore, professore universitario. Fu arrestato e internato sotto il regime militare. Studiò il sanscrito, ha tradotto in versi Bagavad Gita e Gita Govinda. Rogério è morto ieri, io sono a Miami, in tournée. Se fossi in Brasile, mi unirei a Moreno e andrei a Santa Inês, a Bahia, per accompagnare la sua sepoltura. La cultura e la vita brasiliana devono molto a questo illuminato inquieto".





ANUNCIACAO


Maria, Maria
Nosso filho está perto
Esta noite eu o vi em sonhos
Me chamando
Antes já o pressentia
Esta noite eu o vi de repente, vagamente
Maria, Maria
Maria tenho medo que você não chegue a tempo
Que ele apareça em meu quarto noturno
Com uma faca na mão
E um sorriso violento nos lábios
É preciso impedir que ele cresça longe de nós
E não nos reconheça
Maria, Maria
Não pense que estou louco
Nosso filho já nasceu
E se não tomarmos conhecimento
Como iremos saber
Que a nossa carne que nos mata
Maria, Maria
Tente mesmo chegando
A cabeleira vermelha
Como incêndio mais belo do que nós
Enquanto nós pensamos
Que ainda jaz
Na caixa de sapato
Não deixe nosso filho
Substituir o teu leite
Pelo leite das feras
Maria, Maria
Maria
Não te iludas com pílulas ou outros métodos
Tarde demais para tais providências
Essa noite, Maria, essa noite ele gritou seu nome
Maria, Maria

TRADUZIONE

Maria, Maria
Nostro figlio è vicino
Questa notte l'ho visto in sogno
Che mi chiamava
L'ho sentito prima
Questa notte l'ho visto all'improvviso, vagamente
Maria, Maria
Maria ho paura che tu non arrivi in tempo
Lascia che si presenti nella mia stanza notturna
Con un coltello in mano
E un sorriso violento sulle labbra
Bisogna impedire che cresca lontano da noi
E non ci riconoscono
Maria, Maria
Non pensare che sia matto
Il nostro figlio è già nato
E se non siamo a conoscenza
Come lo sapremo
Che è la nostra carne che ci uccide
Maria, Maria
Prova anche a venire
La parrucca rossa
Come un incendio più bello di noi
Mentre pensiamo
Che ancora mente
Nella scatola delle scarpe
Non lasciare nostro figlio
Sostituire il tuo latte
Con il latte degli animali
Maria, Maria
Maria
Non lasciarti ingannare da pillole o altri metodi
E' troppo tardi per tali misure
Stasera Maria, stasera ho urlato il tuo nome
Maria, Maria

L'angolo delle foto:

Alcune foto di Rogerio Duarte:
















giovedì 13 febbraio 2020

Ai de mim, Copacabana



Il 1968 è un anno molto importante per Caetano Veloso, pubblica infatti il suo primo album individuale, quello d'esordio del 1967 (Domingo), era stato realizzato infatti insieme a Gal Costa.
L'album si chiama semplicemente "Caetano Veloso" e pur uscendo nel 1968 è stato in gran parte registrato nel 1967.
Il 1968 è un anno di grande lavoro ed ispirazione per Veloso, infatti realizza anche un altro album seppur questa volta con la partecipazione di altri artisti quali Gilberto Gil, Nara Leo, Os Mutantes e Gal Costa, il disco si chiama "Tropicalia-Ou Panis et Circencis".
Avremo modo di parlare approfonditamente di questi album e delle canzoni in loro contenute, adesso spostiamo l'attenzione su una canzone intitolata "Ai de mim, Copacabana", scritta in collaborazione con Torquato Neto, che si occupa delle liriche, mentre Caetano cura la parte musicale.
Copacabana è un quartiere ("bairro" in brasiliano), situato nella zona sud di Rio de Janeiro, noto per la sua spiaggia sabbiosa lunga ben 6 km.
Il testo di Torquato trasuda di disillusione e amarezza, la musica invece è una "batucada", un sottostile del samba che fa riferimento ad uno stile percussivo brasiliano influenzato però dalla musica e dalla cultura africana.
La "batucada" è caratterizzata da un ritmo ripetitivo e rapido, in questa canzone infatti la sezione ritmica è in grande evidenza, con un basso incalzante ad unirsi alla fase percussiva.
A completare il quadro dell'arrangiamento la presenza delle trombe che alternano fasi briose a momenti più rilassati.
Ma la musica più che descritta va ascoltata, ecco quindi "Ai de mim, Copacabana":




La canzone fu pubblicata nel 1968 su 45 giri come lato B, nel lato A c'era invece "Yes!, nos temos banana...".
Quest'ultima non era una composizione di Veloso bensì una canzone di Joao de Barro, detto Braguinha Alberto Ribeiro risalente al 1937.
Una "marchinha" di Carnevale che Caetano adorava, sentiamoci allora la sua interpretazione:




Ma torniamo a "Ai de mim, Copacabana", la canzone dopo tanti anni fu pubblicata anche in cd, può essere trovata nel disco "Cinema Olympia-Caetano raro e inedito 67-74", pubblicato nel 2006 all'interno del box "40 anos Caetanos 67-74".
Nel 1985 viene pubblicata in un disco in omaggio a Torquato Neto dal titolo "Um poeta desfolha a bandeira e a manha tropical se inicia", infine la possiamo trovare anche in un disco pubblicato in Giappone dal titolo "Caetano Veloso-Singles" uscito nel 1999.

AI DE MIM, COPACABANA

Um dia depois do outro
numa casa abandonada
numa avenida
pelas três da madrugada
num barco sem vela aberta
nesse mar
nesse mar sem rumo certo
longe de ti
ou bem perto
é indiferente, meu bem

Um ano depois do outro
ao teu lado ou sem ninguém
no mês que vem
neste país que me engana
ai de mim, Copacabana
ai de mim: quero
voar no Concorde
tomar o vento de assalto
numa viagem num salto
(você olha nos meus olhos
e não vê nada
é assim mesmo
que eu quero ser olhado)

Um dia depois do outro
talvez no ano passado
é indiferente
minha vida tua vida
meu sonho desesperado
nossos filhos nosso fusca
nossa butique na Augusta
o Ford gálaxie, o medo
de não ter um Ford gálaxie
o táxi, o bonde a rua
meu amor, é indiferente
minha mãe, teu pai a lua
nesse país que me engana
ai de mim, Copacabana
ai de mim, Copacabana
ai de mim, Copacabana
ai de mim
(você olha nos meus olhos
e não vê nada
é assim mesmo
que eu quero ser olhado)
Um ano depois do outro
ao teu lado ou sem ninguém
no mês que vem
neste país que me engana
ai de mim, Copacabana
ai de mim........


TRADUZIONE

Un giorno dopo l'altro
In una casa abbandonata
In una strada
Alle tre di mattina
In una barca senza vela aperta
In questo mare
In questo mare senza la giusta direzione
Lontano da te
o vicino
è indifferente, tesoro

Un anno dopo l'altro
Al tuo lato o da solo
Nel mese che viene
In questo paese che mi inganna
Ahimé, Copacabana
Ahimé voglio
Volare sul Concorde
Prendere il vento dalla tempesta
In un viaggio, in un salto
(Tu guardi nei miei occhi
e non vedi nulla
é così
che voglio essere guardato)

Un giorno dopo l'altro
Forse l'anno scorso
E' indifferente
La mia vita, la tua
Il mio sogno disperato
I nostri figli, il nostro maggiolino
La nostra boutique ad Augusta
La Ford gálaxie, la paura
Di non avere una Ford gálaxie
Il táxi, il tram nella strada
Amore mio, é indifferente
Mia madre, tuo padre, la luna
In questo paese che mi inganna
Ahimé, Copacabana
Ahimé, Copacabana
Ahimé, Copacabana
Ahimé 
(Tu guardi nei miei occhi
e non vedi nulla
é così
che voglio essere guardato)
Un anno dopo l'altro
Al tuo lato o senza nessuno
Nel mese che viene
In questo paese che mi inganna
Ahimé, Copacabana
Ahimé.......


ACCORDI

Intro: D D6 Dmaj7 D6

   D              D6
Um dia depois do outro
                D
Numa casa abandonada
         D
Numa avenida
                    D
Pelas três da madrugada
    D7               G
Num barco sem vela aberta
 F#7  Bm
Nesse mar
      Bm7           Em7
Nesse mar sem rumo certo
      D
Longe de ti
        G7
Ou bem perto
     F#7 Bm7   A7     D
É indiferente,   meu bem

   D              D
Um ano depois do outro
        D               D
Ao teu lado ou sem ninguém
            D
No mês que vem
       D             D
Neste país que me engana
      D7         G
Ai de mim, copacabana
F#7   Bm7
Ai de mim: quero
Bm7        Em7
Voar no concorde
A7       D          G
Tomar o vento de assalto
F#7              D
Numa viagem num salto

  D                 D
(você olha nos meus olhos
         D
E não vê nada -
         D
É assim mesmo
         G    A7    D
Que eu quero ser olhado).

   D             D
Um dia depois do outro
       D         D
Talvez no ano passado
         D
É indiferente
       D        D
Minha vida tua vida
     D           G
Meu sonho desesperado
F#7     Bm7    F#7   Bm7
Nossos filhos nosso fusca
      A7           Em7
Nossa butique na augusta
     D   D          G
O ford galaxie, o medo
F#7    Bm7    A7      D
De não ter um ford galaxie

   D      D       D
O táxi, o bonde a rua
     D             D
Meu amor, é indiferente
      D               D
Minha mãe, teu pai a lua
       D            D
Nesse país que me engana
       D         G
Ai de mim, copacabana
F#7   Bm     A7  D
Ai de mim, copacabana
F#7   Bm7    A7  D
Ai de mim, copacabana
F#7   Bm7
Ai de mim.
  D                 D
(você olha nos meus olhos
         D
E não vê nada -
         D
É assim mesmo
         G    A7    D
Que eu quero ser olhado).

   D              D
Um ano depois do outro
        D               D
Ao teu lado ou sem ninguém
            D
No mês que vem
       D             D
Neste país que me engana
      D7         G
Ai de mim, copacabana
F#7   Bm7    A7  D
Ai de mim: copacabana
F#7   Bm7    A7  D
Ai de mim, copacabana
F#7   Bm7
Ai de mim.

Se invece volete divertirvi a suonare "Yes, nos temos banana" ecco 
gli accordi:

A        D     A      F#7 
Yes! Nós temos banana 
Bm         E7       A      F#7 
Banana pra dar e vender 
  D      G7     C#m     F#m 
Banana, menina, tem vitamina 
   Bm            E7     A    D 
Banana engorda e faz crescer 
   E7               A        F#m 
Vai para França o café, pois é 
Bm       E7        C#m7      F#7 
Para o Japão o algodão, pois não 
 D       G7       C#m   F#7 
Somos da crise se ela vier 
   Bm       E7      A 
Banana para quem quiser 
E7              A         F#m 
Mate para o Paraguai, não vai 
Bm       E7      C#m7       F#7 
Ouro do bolso da gente, não sai 
  D      G7      C#m      F#7 
Velho ou menino, homem ou mulher 
  Bm        E7      A 
Banana para quem quiser